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Musica

E’ uscito “CIAO”, singolo d’esordio del cantautore abruzzese Pierpaolo Battista

Il brano affronta la tossicodipendenza da droga, alcol, web, social, ludopatia, incapacità di comunicare e trovare un senso alla realtà che ci circonda

Antonella Valente

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Dopo il successo della cover “Cosa sono le nuvole” di Pier Paolo Pasolini e Domenico Modugno, Pierpaolo Battista, cantautore abruzzese, classe 1993, torna sulla scena musicale con “CIAO”, il suo primo e nuovo singolo.

“Registrato presso lo Slam Studio di Andrea Maceroni, “CIAO” è un flusso di coscienza, un insieme di suoni, parole e immagini che il mittente ingloba e risputa sotto forma di canzone – confida Battista – Il risultato è una serie di descrizioni istantanee, un realismo che non si cura del giudizio, ma si esprime per come ci si presenta: senza nessun valore”.

Il brano, disponibile anche su Spotify, affronta la tossicodipendenza da droga, alcol, web, social, ludopatia, incapacità di comunicare e trovare un senso alla realtà che ci circonda.

“Tutto rimane pura immagine, ma quando si arriva a fare i conti con la realtà – continua il cantautore – diventiamo automi, non si è in grado nemmeno di salutare dal vivo, dire un ‘Ciao’, per l’appunto, ad una persona con la quale parli in modo sterile in chat. L’unico confronto è quello con se stessi, come il riflesso dello specchio in bagno dove si fa finta di andare a pisciare per ignorare la gente che ti sta intorno. Penso che queste immagini descrivano ciò che ci accade tutti i giorni, e ciò che spesso siamo, con noi stessi e con gli altri. Non sappiamo comunicare e la verità ci fa paura, ma si può sempre fare meglio”.

Pierpaolo Battista studia dapprima chitarra elettrica, poi chitarra classica presso il conservatorio L. D’Annunzio di Pescara, dove si laurea con 110/110 e lode. A 17 anni entra a far parte del progetto Aypo, (Avezzano Young pop orchestra) di Stefano Fonzi, noto compositore e arrangiatore abruzzese, con il quale ha condiviso  il palco e suonato per artisti come Gino Paoli, Fabio Concato, Ron, Audio 2, Fabrizio Bosso. Ad oggi é impegnato in vari progetti marsicani, oltre a quello solista, che gli hanno permesso di aprire i concerti di Afterhours, Marlene Kuntz, Maroccolo (Litfiba), Management, Grant-Lee Philips. É anche insegnante all’Accademia Musicale di Avezzano.

Il videoclip disponibile su YouTube vede la regia di Francesco Ciavaglioli.

Foto Val Monteleone

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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Lucca Summer Festival, l’edizione 2021 prende forma

Fabio Iuliano

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Prende forma l’edizione 2021 del Lucca Summer Festival che già può contare sulla riprogrammazione dei concerti di Celine Dion, Liam Gallagher, Nick Mason, Beck, Paolo Conte, Ben Harper e Brunori Sas. Tutti gli artisti avevano dovuto posticipare il concerto a causa dell’emergenza epidemiologica.

Per quanto riguarda gli spettacoli di Yusuf Cat Stevens, John Legend, Lynyrd Skynyrd, Liam Payne, Anderson Paak e Patti Smith, gli accordi verranno chiusi nell’arco delle prossime settimane. L’annuncio è previsto per settembre.

Infine, alla luce dei chiarimenti ottenuti dal legislatore in merito alle modifiche apportate all’Art. 88 del Dl Cura Italia dalla legge di conversione del Dl Rilancio, in ossequio alla normativa vigente, gli organizzatori procederanno al rimborso monetario per il concerto di Paul McCartney.

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Quel pianoforte ricco di speranza tra le macerie di Beirut

Antonella Valente

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Abbiamo ancora tutti negli occhi le catastrofiche immagini di Beirut. L’esplosione, avvenuta due giorni fa nel porto della capitale del Libano, ha fin’ora provocato 157 morti, 4mila feriti e circa 350mila sfollati. La deflagrazione, così come l’onda d’urto avvertita fino a Cipro (circa 250 km di distanza), è stata impressionante.

La conseguente nuvola di fumo che si è alzata nel cielo ha richiamato alla memoria scenari atomici che, neanche a farlo apposta, vedono nella giornata di oggi una tragica ricorrenza. Parliamo, ovviamente, della bomba atomica sganciata su Hiroshima il 6 agosto del 1945.

E’ di queste ore un video che vede protagonista una signora anziana della capitale libanese. May Abboud Melki, 79 anni, suona il pianoforte nella sua casa ferita dallo scoppio dell’hangar. Ci sono vetri ovunque, polvere e la tenda di una finestra penzoloni e i mobili in disordine dall’impatto dell’onda d’urto. La signora esegue, con intensità e trasporto, con passione e sentimento, “Aud Lung Syne“, anche conosciuta come il “Valzer delle Candele“, una nota composizione popolare scozzese.

A riprenderla è la nipote, May-Lee Melki, che ha condiviso il video su Facebook, spiegando di voler “Esprimere un simbolo di speranza e pace nel mezzo della disperazione. Quella casa – ha detto la ragazza – ha superato anche gli anni della guerra civile, quando veniva sfiorata dai proiettili“. Come racconta, inoltre, la nipote della pianista, la nonna ha ricevuto il pianoforte come regalo di matrimonio. Un video che sa di speranza, di forza e di coraggio per un popolo che sta attraversando una fase delicatissima della propria esistenza.

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Neil Young denuncia Trump: non usi i miei brani per promuovere odio e ignoranza

Fabio Iuliano

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“Questa denuncia non intende mancare di rispetto ai diritti e alle opinioni di cittadini americani che sono liberi di scegliere il loro candidato preferito. Tuttavia il querelante in buona coscienza non può tollerare che la sua musica sia usata come tema per una campagna di ignoranza e odio, che mira a dividere e che non riflette i valori dell’America”.

Non è la prima volta che a Donald Trump viene intimato di non utilizzare determinati brani e, dopo Rolling Stones e Linkin Park, giusto per citarne alcuni, adesso è anche Neil Young a diffidare il presidente degli Stati Uniti dall’utilizzare la sua musica durante la campagna elettorale. Il cantautore canadese, classe 1945, ha apertamente parlato di “odio” e “ignoranza” per descrivere i valori espressi da Trump. Da qui la diffida.

Un’azione che è in linea con la recente lettera aperta di artisti e band statunitensi con tanto di invito a non usare i brani senza consenso. Già alle presidenziali del 2016, quando il rocker canadese sosteva apertamente Bernie Sanders ci fu una controversia per l’uso di Trump della sua “Rockin’ in the Free World”. Per non parlare della reazione furiosa del leader dei Rem dopo che il presidente decise di usare “It’s the End of the World as We Know It (And I Feel Fine)” durante la campagna del 2015: oltre alla reazione scomposta, comunque, non venne presa alcuna azione legale.

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