“Ci vediamo a casa”, prova d’italiano per The Spell of Ducks: ecco il nuovo disco

Band di musica meticcia, come amano definire il loro sound d’impronta folk, i torinesi The Spell of Ducks, hanno appena pubblicato il loro primo disco completamente in italiano. “Ci vediamo a casa”.

Dopo l’EP Soup, nella band cresce la voglia di riavvicinarsi ad una forma espressiva che sentono più autentica, in cui ci sia spazio per l’ispirazione che viene dai Mumford and Son ma anche da Brunori Sas, da Nathaniel Rateliff ma anche da Mannarino.

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I TSOD hanno già calcato palchi come Spazio211 (Torino), Teatro dell’Opera (Firenze), Apolide Festival (Piemonte), Teatro Ariston (Sanremo) per la finale di Fiat Music, Zelig (Milano), sono stati “Artisti Del Mese” di MTV Italia sul Canale 708 di Sky, semifinalisti del concorso Sziget & Home Sound Fest, e hanno partecipato a Italia’s Got Talent con l’approvazione di tutti i giudici.

Al nuovo disco, dal concept grafico ben preciso e dal forte carattere narrativo, hanno collaborato l’illustratore Cesco Rossi e l’attrice Olivia Manescalchi con un podcast nel quale recita i testi dei brani. 

L’album segna un capitolo nuovo per la formazione che si mette a nudo, eliminando ogni filtro: un ritorno a casa, appunto, disponibile su tutti gli store digitali.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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