“Che male c’è”, Gentile canta la libertà che nasce dalla solitudine

Foto: Alessandro Abrusci

Le forme della solitudine, nell’esperienza di ognuno, tra le difficoltà del quotidiano e le occasioni di rinascità e libertà. “Che male c’è”, il nuovo singolo di Gentile – nome d’arte di Pasquale Gentile – cantautore pugliese. La presa di coscienza di Gentile attraversa diversi stadi, partendo da atmosfere oscure sino ad arrivare ad un barlume di speranza finale, grazie ad un climax ascendente di emozioni che porta l’autore a vederci chiaro e ad apprezzare i risvolti positivi di questa condizione.

Caratterizzato da sonorità capaci di miscelare alla perfezione l’identità fortemente rock del cantautore e il suo stile che spazia tra cantautorato e il pop, “Che male c’è” è un brano spontaneo e trasparente, con cui Gentile dà sfogo ad un flusso di coscienza intimo e personale, che culmina in un’inedita definizione di libertà. “In una notte, durante un temporale”, racconta, “mi sono reso conto che la solitudine può essere la più grande forma di libertà”.

 “Che male c’è” rappresenta un interrogativo e al contempo una risposta, una consapevolezza nuova che guida il cantautore verso orizzonti da scoprire. Questo brano è il grido di chi assapora una nuova forma di libertà, fatta di accettazione e di miglioramento. Scritto da Gentile e prodotto dallo stesso cantautore nel Flower Studio, il brano rivela la sua voglia di sperimentare e di approfondire generi musicali attraverso la loro commistione; il risultato è un ensemble di sonorità moderne e ricercate che rispecchiano perfettamente l’evoluzione e l’intensità degli stati d’animo di Gentile. Il brano è arricchito dalle chitarre di Mattia Tedesco (Vasco Rossi, Achille Lauro), dal contributo di Davide “Dado” Neri (Piero Pelù, Gianna Nannini) al basso e da Giuseppe Sangiorgio alla batteria.

Classe 1981, Gentile si approccia per la prima volta al mondo della musica all’età di dodici anni, iniziando a strimpellare la chitarra. La passione si è evoluta poi in interesse verso la batteria, consentendogli di ricoprire il ruolo di batterista in numerose cover band specializzate nel blues e nel rock. Nel dicembre del 2020 arriva l’esordio: con il brano “Solo musica”, Gentile apre agli ascoltatori le porte del suo immaginario e della sua poetica. Nell’agosto del 2021 si concede di sperimentare sonorità fresche e spumeggianti, vicine al reggaeton, con il singolo “Fantastiche bugie” per poi tornare a raccontarsi con il brano “Che male c’è”, in radio e in digitale.

Gentile, quali sono i suoi riferimenti musicali?

Sono cresciuto con la musica degli anni Novanta che ascoltavo anche grazie ai vinili di mio padre. Tracy Chapman, Bob Marley (e da qui è arrivata la mia vena reggae, ma anche tanto cantautorato.

Un progetto il suo che trascende la musica, il videoclip dà spazio alle arti figurative

 La musica e la pittura a livello artistico possono far nascere qualcosa. Questo è quello che volevo esprimere, volevo unire l’arte alla musica e a Daniele Lazazzera ho chiesto di dipingere la mia canzone, volevo che la mia musica entrasse dentro di lui e che la esprimesse con la sua arte. Un esperimento diverso ma molto bello.

Conta di suonare le sue canzoni dal vivo?

Veniamo da due anni particolari però, certo, mi sto organizzando per esibirmi live. Ho bisogno, come tutti, di ritrovare il contatto con la gente.

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Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.