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Attualità

Un Capodanno speciale insieme a Enrico Brignano, tra musica, danza e grasse risate

Antonella Valente

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Ehi, che fate il 31?” In quanti hanno già cominciato a chiedervelo? Se proprio bisogna scegliere, non è meglio decidere di cominciare in mezzo a musica, danza e risate?

Enrico Brignano ha una proposta da farvi: salutare insieme, con uno spettacolo ad hoc previsto per il 31 dicembre 2019 al Palazzo dello Sport di Roma, l’anno che sta per lasciarci e dare un caloroso benvenuto al 2020 che si avvicina e che, con quel doppio 20, suona come una promessa di originalità e, speriamo, di gioia elevata alla ventesima potenza.

Enrico sta organizzando una notte magica, da dividere con chi da sempre è il suo amico più caro e fidato: il suo pubblico. E siccome non c’è niente di meglio di far divertire un amico, di vederlo sorridere spensierato e di brindare insieme a ciò che verrà, Brignano ha deciso di farsi aiutare, oltre che dalla sua consueta verve comica e dalle situazioni surreali che racconta e che sono il suo marchio di fabbrica, anche da una band e da un nutrito corpo di ballo che, non solo lo accompagnerà nello show, ma prenderà per mano il pubblico e lo condurrà con allegria nel nuovo anno.

A Capodanno si fanno sempre buoni propositi. Quello di Enrico Brignano è, come ogni anno, soddisfare le aspettative di coloro che lo amano e lo seguono, divertendoli e riservando loro il rispetto, la cura e l’affetto che meritano. Ah, ovviamente, senza dimenticare bollicine e panettone!

DETTAGLI DATA

MARTEDÌ 31 DICEMBRE 2019 ORE 21:00 || ROMA @ PALAZZO DELLO SPORT

Prezzi biglietti

Poltronissima Gold – € 130,00 + € 19,50 diritti di prevendita

Poltronissima Numerata – € 110,00 + € 16,50 diritti di prevendita

Tribuna Gold Numerata – € 100,00 + € 15,00 diritti di prevendita

Poltrona – € 100,00 + € 15,00diritti di prevendita

I anello – € 90,00 + € 13,50diritti di prevendita

II Anello – € 80,00 + € 12,00diritti di prevendita

III Anello – € 60,00 + € 9,00diritti di prevendita

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

Attualità

Cinema e teatri chiusi, l’amarezza di Cristicchi e di tanti addetti ai lavori

Fabio Iuliano

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“Ciao Teatro. E così si torna a casa. Per l’ennesima volta”. Simone Cristicchi, attore, musicista e direttore artistico del Teatro Stabile d’Abruzzo, commenta così, la stretta su teatri e cinema disposta dall’ultimo Dpcm. “Repliche annullate, alcune rimandate, quelle programmate ma chissà se confermate”, scrive sui suoi canali social.

“Tanti dubbi, quanta approssimazione, senso di offesa. Giudicati alla stregua di fast food. I teatri, luoghi sacri, uniche isole rimaste dove bere acqua di sorgente”.

“Siamo maghi, saltimbanchi, donne scimmia, forzuti e fragili”, prosegue Cristicchi, “siamo uomini e donne del fantastico mondo dello spettacolo. Quelli che vi fanno ridere, piangere, sopravvivere al Nulla che avanza. Non siamo indispensabili? Semplicemente SIAMO, e per questo, anche NOI, sacri”.

Cristicchi ci sa fare con le parole, non è un mistero. Parole che tradiscono un malcontento di chi si sente vittima di una presa in giro a suon di dispositivi che non tengono conto dei dati pressoché insignificanti di contagio all’interno delle strutture teatrali, frutto di mesi di pianificazione e attuazione di misure di contenimento, così come sottolineato anche da Ascanio Celestini.

Ansia e smarrimento all’interno di tante strutture teatrali che devono fare i conti con spettacoli da annullare o posticipare e direttive da recepire. Ad esempio, i teatri possono restare aperti e si può provare, pur nel rispetto delle regole del distanziamento. Non c’è però chiarezza sulle attività formative in presenza.

“Al momento”, spiega Giuseppe Tomei di Spazio Rimediato L’Aquila, “abbiamo deciso di sospendere alcuni corsi, in attesa di capire le limitazioni relative all’accesso al teatro per le attività culturali e ricreative. Continuiamo a lavorare sugli spettacoli in allestimento, ma siamo profondamente preoccupati e delusi per quello che sta succedendo”.

Situazione analoga di smarrimento anche alla Casa del Teatro, uno dei primi avamposti culturali del post sisma – sempre restando nel capoluogo d’Abruzzo. La struttura, nello scorso weekend, ha ospitato un workshop di teatro gestuale con Franco Di Berardino, l’ultimo per adesso. “Avevamo in programma uno spettacolo con lui, ma abbiamo dovuto cancellare tutto”, spiega Eugenio Incarnati.

“Questa chiusura non rende giustizia ai tanti sforzi fatti per adeguare e sanificare i locali. Suona tutto come una beffa. Siamo entrati in contatto con realtà teatrali importanti come il Teatro Argine di Bologna, ci siamo confrontati su come spostare la platea per favorire il distanziamento. Abbiamo allestito doppie repliche e un calendario elastico. Ora ci sembra tutto inutile. Confidiamo, intanto, negli ammortizzatori sociali, ma la partita è ben difficile”.

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Attualità

Franceschini: “Dolore per lo stop a cinema e teatri ma prima viene la salute”

Fabio Iuliano

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 “Un dolore la chiusura di teatri e cinema. Ma oggi la priorità assoluta è tutelare la vita e la salute di tutti, con ogni misura possibile. Lavoreremo perché la chiusura sia più breve possibile e come e più dei mesi passati sosterremo le imprese e i lavoratori della cultura”. Così su Twitter il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini.

Agis: cinema e teatri sicuri, stop scelta devastante 

“Esprimiamo la nostra contrarietà, insieme a larghissima parte dell’opinione pubblica, rispetto alla ipotesi prevista nel Dpcm in merito alla sospensione delle attività dei teatri, dei cinema e dei luoghi di spettacolo“.

Lo sottolinea il presidente dell’Agis, Carlo Fontana, in una lettera al premier Giuseppe Conte e al ministro Dario Franceschini. Fontana precisa che “i luoghi di spettacolo si sono rivelati tra i più sicuri spazi di aggregazione sociale”.

“Una nuova chiusura delle attività del settore – aggiunge -comporterebbe un colpo difficilmente superabile ed una drammatica ricaduta sulle decine di migliaia di lavoratori ed artisti, già al limite del sostentamento a causa del crollo del reddito. Si tratterebbe di una scelta devastante per l’intero Paese”.

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Attualità

Teatri e cinema, un grido nel silenzio: l’appello disperato degli addetti ai lavori

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Un appello disperato del presidente di Cultura Italiae, Angelo Argento, volto a preservare il lavoro di teatri al cinema è stato rivolto al premier Giuseppe Conte in merito al nuovo Dpcm che introduce una stretta sui luoghi di cultura sospendendo gli spettacoli in pubblico. Da Cultura Italiae anche una petizione online per preservare queste attività.

“I lavoratori dello spettacolo dal vivo hanno messo il loro straordinario e personale impegno per riaprire teatri e cinema nel pieno rispetto dei protocolli per la tutela della salute”, si legge. “Essi sono luoghi sicuri dove il pubblico è seduto con mascherina e non parla durante la rappresentazione. L’uscita e l’entrata sono regolati e rispettano il distanziamento. Questi luoghi rappresentano oggi un esempio virtuoso di gestione degli spazi pubblici in epoca di pandemia”.

Dati, confortati anche dal monitoraggio dell’Agis che registra un solo contagio su 347.262 spettatori in 2.782 spettacoli monitorati tra lirica, prosa, danza e concerti, con una media di 130 presenze per ciascun evento, nel periodo che va dal 15 giugno (giorno della riapertura dopo il lockdown) ad inizio ottobre.

“Abbiamo riconquistato faticosamente il nostro pubblico”, scrive ancora Angelo Argento, “spesso titubante e confuso da una comunicazione altalenante e ansiogena, a riacquistare i biglietti, rassicurandolo sulla certezza degli spettacoli e sulla scrupolosa adozione di tutte le misure di sicurezza. Per quanto concerne i teatri, abbiamo riavviato l’attività di produzione degli spettacoli sospesi, investendo pertanto nuovamente per il loro riallestimento. Abbiamo riprogrammato tournèe e uscite cinematografiche assumendoci enormi rischi, investendo e scommettendo quindi anche sul futuro, malgrado lo stato di incertezza dominante; abbiamo fatto rientrare tutti i dipendenti dalla Cig, garantendo loro non solo la giusta retribuzione ma soprattutto la dignità del lavoro”.

L’ultimo punto su cui Argento richiede l’attenzione è sul valore in sé della cultura, consapevole dell’importanza che essa ricopre soprattutto in momenti difficili come quello che ci troviamo ad affrontare. Argento parla di “grave danno per i cittadini privarli della possibilità di sognare e di farsi trasportare lontano oltre i confini della propria quotidianità. Il teatro e il cinema non possono fermarsi perché sono la riserva invisibile di senso, per la vita pubblica e individuale dei nostri concittadini. Tuteliamo la parte visibile di questa riserva di senso”.

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