Buon compleanno Yellow Submarine, colonna sonora dell’omonimo film

Quaranta minuti e una manciata di secondi per entrare nella storia. Per l’ennesima volta, ovviamente. Perché affiancare il nome The Beatles al concetto di storia è tautologico. I Fab Four sono la storia, per lo meno della musica. Anche se, a giudicare dagli effetti sulla cultura e sulla società degli ultimi cinquanta anni, affermare che l’universo “beatlesiano” sia molto più ampio di quanto si possa percepire, è tutto fuorché esagerato.

Ricorre oggi l’anniversario della pubblicazione di “Yellow Submarine“, undicesimo studio album della band uscito, appunto, il 13 gennaio del 1969. Contenente 13 brani e vincitore di un disco di platino e di uno d’oro, fece da colonna sonora all’omonimo film uscito nelle sale cinematografiche il 17 luglio del 1968. Diretto da George Dunning, per protagonista aveva gli stessi The Beatles.

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Il pattern, diviso in due lati, vede in quello A sei brani dei “baronetti”, di cui solo quattro inediti (“All Togheter Now“, “Only a Nothern Song“, “Hey Bulldog” e “It’s All Too Much” che, originariamente scritta per Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band fu rieditata e accorciata rispetto alla prima versione che durava ben 8 minuti). Presenti, inoltre, la title track e “All You Need is Love“, presa in prestito dall’album Revolver.

Il lato B, invece, chiamato “Original Film Score“, porta la firma di George Martin e presenta solo brani orchestrali, ideati e scritti da Martin stesso. Le registrazioni avvennero nell’autunno del 1968 ai celeberrimi Abbey Road Studios di Londra. Nessuno dei componenti della band ne prese parte, però. Rispetto alle versioni presenti nel film, quelle incise su disco presentano diverse variazioni, volute al fine di marcare la differenza tra pellicola e colonna sonora.

Nonostante l’album non ebbe un successo planetario (arrivò al massimo in terza posizione in classifica) potè vantare la partecipazione di numerose star. Per citarne alcune: Brian Jones, Mick Jagger, Eric Clapton, Keith Richards, Pattie Harrison, Graham Nash, Gary Leeds.

Nel 2018, in occasione dei festeggiamenti dell’anniversario dei 50 anni dalla sua pubblicazione, il film diretto da Dunning – con Heinz Edelmann in qualità di art director – è stato nuovamente proiettato al cinema. In Italia venne ospitato dal cinema Caravaggio di Roma e dal teatro Guanella di Milano. Presero parte solamente pochi “eletti”, essendo che i posti vennero assegnati alla Universal Music Italia in collaborazione il The Official Beatles Fan Club Pepperland e con Beatlesiani d’Italia Associati.

Cinquanta anni sono un bel traguardo e, quindi, meritano di essere festeggiati a dovere. Oltre a diverse uscite discografiche, mostre e concerti tributo, vale la pena citare l’adattamento a fumetti di “Yellow Submarine”, edito dalla Titan Comics. Scritto da Bill Morrison (pregevoli i suoi lavori con i Simpson e Futurama) vede la cooperazione di Andrew Pepoy (Fables, Futurama Comics).

Questa la sinossi:

Il paradiso subacqueo amante della musica di Pepelandia è stato invaso dagli ostili Biechi Blu. Questa orda di creature mostruose trasforma gli abitanti di Pepelandia in statue viventi, lanciandogli contro delle mele e imprigionando in una sfera di vetro blu i suoi guardiani, la Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band, per poi sequestrare tutti gli strumenti musicali della città. Il sindaco di Pepelandia manda il Capitano Fred in cerca di aiuto a bordo del suo sottomarino giallo, il quale viaggia fino al mondo degli umani, dove si imbatte nei Beatles e chiede loro di soccorrere il suo popolo. La band accetta e unisce le forze con Geremia l’uomo inesistente per sconfiggere i perfidi Biechi Blu grazie alla musica e all’amore.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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