“Babylon”: il nuovo film di Damien Chazelle è un omaggio ai ruggenti anni Venti

Dopo The first man – Il primo uomo (2018) il giovane talentuoso Damien Chazelle torna dietro la cinepresa per un nuovo lavoro che andrà ad omaggiare ancora una volta Hollywood: “Babylon”.

Il giovane regista statunitense, classe 1985, nel 2016 con il suo sognante musical “La La Land” vinse l’Oscar come miglior regista, diventando il più giovane artista della storia degli Oscar ad accaparrarsi l’ambito premio.

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Babylon vanterà un cast di tutto rispetto. Oltre a Brad Pitt (Vi presento Joe Black, C’era una volta a…Hollywood), a Margot Robbie (The Wolf of Wall Strett, Tonya) e a Max Minghella (The Social Network, Gli stagisti), ci sarà anche il bassista dei Red Hot Chili Peppers, Flea. Il ricco cast andrà ad interpretare sia personaggi realmente esistiti, sia personaggi immaginari e di fantasia.

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Il film, che è stato descritto come “Un Grande Gatsby sotto steroidi” , sarà ambientato nella Hollywood degli anni Venti, in un periodo di transizione. Ovvero quello che segna il passaggio dal cinema muto al sonoro e andrà ad esplorare l‘ascesa e la caduta di alcuni personaggi hollywoodiani che sono stati protagonisti dell’età dell’oro.

Il progetto di Damien Chazelle, come tutti, si è dovuto adeguare alle limitazioni causate dalla pandemia e ha dovuto slittare di un anno. Difatti, la Paramount ha deciso di spostare l’uscita del film dal dicembre 2021 al dicembre 2022.

Questo, anche per consentire al regista di costruire al meglio il suo racconto. Le riprese inizieranno a Los Angeles nelle prossime settimane e la data di uscita di “Babylon” sembrerebbe fissata per il 25 dicembre 2022 in modalità limitata, il 6 gennaio 2023 con uscita normale.

Quasi sicuramente non verrà posticipato il periodo dell’arrivo del film nelle sale, in quanto il posizionamento del film è strategico per gli Oscar. E conoscendo la bravura e lo stile di Chazelle, sicuramente a mani vuote non rimarrà.

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Malaika Sanguanini
Ok, amo il cinema. Fin da quando, da bambina, restavo a bocca aperta davanti al Gladiatore o al Frankenstein di Mary Shelley mentre gli altri si entusiasmavano per i cartoni animati. Dopo una laurea in Scienze dell’educazione e anni di lavoro nel settore, ho lasciato tutto dopo la seconda laurea in Scienze della comunicazione per fare ciò che amo di più: scrivere di cinema. Tarantino, l’enfant prodige Xavier Dolan e l’aura onirica di David Lynch sono punti di riferimento. Amo la scrittura perché, Bukowski docet, “scrivere sulle cose mi ha permesso di sopportarle”.

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