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Angelo Duro riscrive i dieci comandamenti: Voglio che questo messaggio arrivi al Papa

I dieci comandamenti al tempo del coronavirus: l’analisi di Angelo Duro

Antonella Valente

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“Questa settimana sono qui per tirarvi sù il morale, basta lamentele”, così esordisce sul proprio profilo Instagram Angelo Duro, inviato delle Iene, ma anche uno dei massimi provocatori del web e della tv italiana.

Dall’inizio della quarantena il comico ha allietato i suoi fan con delle dirette serali in cui ha esaminato l’emergenza che stiamo vivendo in un’altra ottica, facendo ridere ma smascherando le contraddizioni della nostra società. Spesso non si riesce a distinguere fino a dove arrivi il suo personale pensiero e da che punto cominci la sua comicità. Angelo Duro odia il perbenismo e fotografa il nostro spaccato sociale nel modo più realistico possibile, anche se non sembra. A volte le sue parole fanno male, ma sono sincere e decisamente più veritiere di altri parolieri in giro per la tv o i social.

La realtà che stiamo vivendo ci deve far riflettere, anche, sulla vita che si conduceva prima. E non tutti pare lo stiano facendo. Talmente tanto abituati, ad esempio, a respirare aria inquinata che quasi non ci sembra vero di riuscire ad apprezzare un ambiente più pulito. Come dovrebbe essere.

“L’aria che c’è adesso in giro, gli manca quella puzza di catrame, di nafta. (..)Esisterà al mondo un sommelier di aria? (..) Quando vado a buttare la spazzatura mi metto la testa nel cassonetto e tiro due boccate perchè mi manca quell’odorino, quel sapore, mi manca”.

Questo uno dei punti salienti della diretta di Angelo Duro di ieri sera. Ma non solo.

Critica, non tanto velata, anche ai politici e alla Chiesa. “In queste settimane ho sentito dichiarazioni da tutti, da calciatori che non prenderanno più lo stipendo, aziende che si stanno adoperando per fare le mascherine, i camici (..) Gli unici che non si sono esposti sono stati i politici e la Chiesa, nonostante il Papa sia apparso in quella immagine che secondo me è distopica, rappresenta il futuro della religione, il Papa da solo e piazza San Pietro vuota, perchè secondo me è quello che si appresta a fare se la Chiesa non si modernizza, è vecchia, ancora si basano sui dieci comandamenti (..) devono cambiare, devono fare i 10 comandamenti al tempo del Covid 19, vanno adattati”.

“Quindi io mi sono permesso – continua Duro – e spero che questo video arrivi al Papa, di scaricare i 10 comandamenti e analizzarli, che nel periodo di emergenza in cui siamo adesso non possono essere presi alla lettera”.

L’analisi di Angelo Duro:

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Riassunto della diretta di ieri notte.

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foto Facebook ufficiale

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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Addio a Christo, aveva realizzato The Floating Piers sul lago d’Iseo

Fabio Iuliano

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Addio a Christo Vladimirov Javacheff, uno dei maggiori rappresentanti della Land Art e realizzatori di opere su grande scala. L’artista, che nel 2016 aveva realizzato The Floating Piers sul Lago di Iseo, è morto oggi a 84 anni nella sua casa di New York. L’annuncio è comparso sulla pagina Facebook Christo and Jeanne-Claude Official.

Christo era nato il 13 giugno 1935 a Gabrovo in Bulgaria e ha lasciato il paese nel 1957. Si è trasferito prima a Praga, in Cecoslovacchia e poi è fuggito a Vienna in Austria prima del trasferimento a Ginevra, in Svizzera.

Nel 1958, l’arrivo in Francia, a Parigi, dove ha incontrato Jeanne-Claude Denat de Guillebon, non solo sua moglie, ma anche compagna di vita nella creazione di opere d’arte ambientali monumentali. Christo ha vissuto a New York per 56 anni.

STATEMENT ON CHRISTOMay 31, 2020Artist Christo Vladimirov Javacheff, known as Christo, passed away of natural causes…

Pubblicato da Christo and Jeanne-Claude Official su Domenica 31 maggio 2020

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I Pearl Jam e l’omaggio a Greta Thunberg nel video di “Retrograde”

Fabio Iuliano

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È online da oggi il video ufficiale di “Retrograde”, brano dei Pearl Jam estratto dal loro album Gigaton” (Universal Music/Island Records), acclamato dalla critica e dal pubblico e che ha debuttato alla #1 della classifica FIMI.

Il video, diretto da Josh Wakely, immerge lo spettatore in immagini che richiamano degli acquerelli. In una notte di pioggia, un uomo fa visita a una maga, che lo conduce in un viaggio intorno al mondo grazie a una sfera di cristallo e a dei tarocchi, su cui sono disegnati tutti i componenti della band. Solo alla fine, la misteriosa donna si rivela essere Greta Thunberg, che svela poi all’uomo i disastri naturali che stanno affliggendo il Pianeta Terra nel 21° secolo, tra incendi nelle foreste, inquinamento, e ghiacciai che si sciolgono.

Retrograde”, prodotto da Josh Evans, è una ballad caratterizzata da una chitarra acustica, su cui Eddie Vedder canta di non lasciarsi andare, e di cercare sempre di trovare il modo per far andare bene le cose. Il finale è un crescendo di strumentazione che coinvolge totalmente l’ascoltatore.

Prodotto da Josh Evans e dai Pearl Jam, “Gigaton” è il primo album in studio della band dopo “Lightning Bolt”, vincitore di un Grammy nel 2013. Dall’album è stato anche realizzato “Gigaton Theatrical Experience” un’opera visiva immersiva, che utilizza i video della band, prodotti dai pluripremiati Evolve Studios, in modo da creare un’ineguagliabile esperienza a 360°, volta ad amplificare l’enorme portata di “Gigaton”.

Realizzare questo disco è stato un lungo viaggio” commenta Mike McCready. “È stato emotivamente oscuro e confuso, alle volte, ma anche un cammino sperimentale ed esaltante verso la redenzione musicale. Collaborare con gli altri membri della band a Gigaton alla fine mi ha regalato grande amore, consapevolezza e coscienza di quanto sia necessaria la connessione tra le persone in questi tempi”.

About Pearl Jam

Nel 2020 la band celebra 30 anni di esibizioni live. Dopo oltre undici album in studio e centinaia di esibizioni dal vivo, i Pearl Jam continuano a essere acclamati dalla critica e a ottenere successo di pubblico – vantando oltre 85 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e l’inserimento nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2017.

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Il restauro della Basilica Collemaggio premiato agli European Heritage Awards

Fabio Iuliano

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La Commissione europea e Europa Nostra hanno annunciato i vincitori 2020 degli European Heritage Awards / Europa Nostra Awards, il riconoscimento più importante nell’Ue nel settore del patrimonio culturale.

Per l’Italia il premio è andato al restauro della Basilica di Collemaggio all’Aquila gravemente danneggiata dal terremoto del 2009. La motivazione del riconoscimento recita:”questo intervento rappresenta veramente la rinascita di una città, il forte senso di spiritualità e la partecipazione della comunità a questo progetto devono essere considerati come parte integrante del tutto”. ”L’intero progetto – prosegue la motivazione – si basa su un partenariato pubblico-privato e ha coinvolto la collaborazione di tre diverse università.

È stato effettuato con una base scientifica esemplare relativa alla vulnerabilità sismica dell’edificio. L’approccio globale adottato per affrontare le conseguenze di una catastrofe naturale, compreso sia l’edificio che il suo contenuto, è esemplare. È inoltre interessante notare che il programma comprende la manutenzione e il monitoraggio dell’edificio. Il progetto è un modello di best practice per la conservazione di siti gravemente danneggiati in tutto il mondo”.

Gli European Heritage Awards sono andati quest’anno a 21 interventi esemplari del patrimonio di 21 Paesi nel mondo.  

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