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Cinema

L’amore infinito per Alberto Sordi: 40mile visite alla mostra, 15mila prenotazioni fino ad agosto

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Sono oltre 40.000 le persone che hanno già visitato la Mostra “Il Centenario – Alberto Sordi 1920 – 2020” nella leggendaria Villa di Alberto Sordi, nel cuore di Roma. Oltre 15.000 le prenotazioni già arrivate, ad oggi, fino al 1° agosto. Un grande successo che dimostra l’affetto per l’amatissimo attore. La mostra aveva inaugurato il 16 settembre scorso, registrando una partecipazione straordinaria, ma restando aperta solo fino ai primi di novembre per le restrizioni causate dal Covid-19, e ha poi riaperto al pubblico lo scorso 4 maggio, con un afflusso di pubblico in costante aumento.

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La villa, aperta al pubblico per la prima volta in occasione di questa mostra, presenta al suo interno l’esposizione che si snoda fra i vari ambienti della casa, conservati negli anni così come sono stati lasciati dal grande attore romano, per illustrarne la vita e la lunga carriera attraverso documenti inediti, oggetti, abiti, fotografie, video, curiosità. Un’esperienza immersiva e totalizzante, un viaggio spettacolare alla scoperta dell’artista e dell’uomo privato.

Negli INTERNI della Villa, i visitatori scopriranno, all’inizio del percorso, il Teatro che Sordi fece costruire per rappresentazioni private o proiezioni con pochi amici. Un vero gioiello architettonico, con tanto di camerini per gli attori, una galleria di sculture commissionate a Spadini e un fondale ad opera di Severini. All’interno del Teatro, come in una sorta di presentazione generale, si racconta il piccolo e poi il giovane Alberto, inserito nel suo contesto di origine, tra le amate sorelle Aurelia e Savina e il fratello Giuseppe, la madre maestra e il padre musicista che tanto ha influito nella sua prima formazione.

Si potranno visitare poi la palestra – con il toro meccanico con cui Sordi faceva a gara con gli amici, la bicicletta con cui andava in giro, la cyclette, e tanti altri attrezzi sportivi – i saloni, con i bellissimi De Chirico che Sordi aveva acquistato direttamente dal pittore, suo amico; il suo studio, allestito così come lui lo aveva lasciato, la camera da letto dove muore nel febbraio 2003 e, ancora, la curiosa e unica barberia.

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I visitatori troveranno poi all’ESTERNO due tensostrutture allestite per ospitare i tantissimi documenti, gli audio, i filmati, per percorrere in maniera puntuale i momenti principali dagli inizi: il doppiaggio, la radio, i film. Di particolare interesse i manoscritti autografi di copioni, le sceneggiature per la radio, il Giro d’Italia per il quale Sordi fece il cronista, e gli sketch radiofonici con i personaggi di Mario Pio e Conte Claro; uno spazio dedicato a “Mamma mia che impressione”, primo film scritto e prodotto da Sordi nel 1951, che si potrà vedere interamente nella saletta cinema. E poi ancora una grande sezione dedicata al Sordi segreto, con sette capitoli pieni di curiosità: attraverso ricordi, foto e materiale inedito, si racconta Sordi benefattore, Sordi e gli animali (la sua passione per i cani, i cavalli…), l’intenso rapporto del nostro con le donne (Sordi scapolo d’oro, fidanzato sempre, sposato mai), etc.

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A completamento della Mostra, i due cataloghi Skira a cura di Alessandro Nicosia, Vincenzo Mollica, Gloria Satta, Maria Cristina Bettini e Gina Ingrassia.

La Mostra è promossa da Fondazione Museo Alberto Sordi, con Roma Capitale e con Regione Lazio, con il riconoscimento del MIC Direzione Generale Cinema e AudiovisivoSoprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti PaesaggioSoprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio, con il patrocinio di SIAE, con il sostegno di Luce CinecittàAceaBanca Generali Private e con la collaborazione di Rai Teche, è curata da Alessandro Nicosia con Vincenzo Mollica e Gloria Satta, prodotta e organizzata da C. O. R. Creare Organizzare Realizzare.

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Asian Film Festival, il programma della 18° edizione a Roma

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Asian Film Festival a Roma Giappone e Cina

Giappone, Corea del Sud, Cina, Filippine, Hong Kong, Taiwan, Indonesia, Malesia, Thailandia, Vietnam e Singapore. Saranno gli 11 Paesi coinvolti nella diciottesima edizione dell’Asian Film Festival, la manifestazione organizzata da Cineforum Robert Bresson e diretta da Antonio Termenini in programma dal 17 al 23 giugno al Farnese Arthouse di Roma (piazza Campo de’ Fiori 56).

Il ricco calendario, che prevede quattro proiezioni quotidiane, comprende 28 lungometraggi e 2 cortometraggi con 5 anteprime internazionali, 6 anteprime europee e numerose anteprime italiane. Un’iniziativa che rivolge in particolare il proprio sguardo agli esordi e ai “Newcomers”, i giovani registi più promettenti.

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Provengono dal Giappone il film di apertura dell’Asian Film Festival. “Wife of a Spy” di Kiyoshi Kurosawa, già vincitore del Leone d’Argento all’ultimo festival di Venezia e altre pellicole stranianti, divertenti e pieni di contaminazioni. Come “Dancing Mary” di Sabu, “Red Post on Escher Street” di Sion Sono e il più autoriale “Under the Stars” di Tatsushi Ohmori.

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Tra gli eventi speciali, avrà luogo la seconda edizione del Korean Day. Una intera giornata – sabato 19 giugno – dedicata al cinema sudcoreano in cui saranno presentati 4 lungometraggi e un cortometraggio, in collaborazione con l’Istituto di Cultura Coreano di Roma. Lo sguardo impertinente e autoriale dell’Hong Sang-soo di “The Woman Who Ran” si alternerà alla commedia sentimentale amara “Our Joyful Summer Days”, allo sguardo sulle tradizioni delle pescatrici dell’isola di Jeju in “Everglow”, fino al noir al femminile di “Go Back”, della regista indipendente Seo Eun-young.

Altro evento speciale, in collaborazione con l’Ambasciata del Vietnam in Italia è il Vietnam Day, che vedrà presentare il 22 giugno 4 lungometraggi in anteprima assoluta: si passa dagli straordinari successi, ancora nelle sale in Vietnam, di “Dad I’m Sorry”, commedia generazionale, e “Blood Moon Party”, nuovo inaspettato remake di “Perfetti sconosciuti”, all’affascinante “Rom” e l’horror “Home Sweet Home”. L’iniziativa porta a compimento una fruttuosa collaborazione con il Vietnam, dopo la promozione di cinema italiano a Hanoi e Ho Chi Minh City tenutasi lo scorso anno in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Hanoi e il consolato a Ho Chi Minh City.

Dalla Cina, verranno poi presentati una serie di opere significative. Le spiazzanti e abbacinanti “The Waste Land” e “Sons of Happiness”, firmate da registi esordienti ma dallo sguardo maturo, forte e riconoscibile, e “Mosaic Portratit”, inteso ritratto di un’adolescente vittima di un abuso.

Altri temi che percorrono in filigrana il festival sono i difficili e complessi rapporti familiari sviscerati nel cinese “Grey Fish”, in “Leaving Hom e” da Singapore, nel malese “Sometime, Sometime”, in “Malu” di Edmund Yeo e nel filippino “Tangpuan”Il senso di perdita dovuto a problemi economici (“Repossession”). Lo sviluppo sostenibile e i cambiamenti climatici dell’omnibus che attraversa cinque paesi “Mekong 2030”, seguendo il corso del fiume Mekong.

Completano il programma dell’Asian Film Festival, “Genus Pan” del maestro filippino Lav Diaz e l’anteprima europea dell’hongkonghese “Stoma”, film quasi-biografico sul fotografo e regista prematuramente scomparso Julian Lee.

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The Gloaming – le ore più buie: dall’Australia il nuovo thriller disponibile su Disney Plus

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Non sono presenti molti prodotti australiani nel mondo delle serie tv e del cinema. Spesso le riprese vengono effettuate in Australia e Nuova Zelanda, grazie alla bellezza dei paesaggi sconfinati e alle molteplici possibilità che questi offrono, ma le produzioni effettivamente ambientate in quei luoghi sono sempre state più uniche che rare. Basti pensare a successi come Il Signore degli Anelli e True Detective, entrambi girati in Nuova Zelanda ma collocati, nella storia, altrove.

Questo è uno dei motivi che rende The Gloaming un prodotto interessante. Una serie thriller- sovrannaturale ambientata in Tasmania, dalle parti di Hobart, dove una donna viene brutalmente assassinata. A indagare sul caso vengono chiamati due detective dal passato tormentato, che si ritrovano a fare i conti, oltre che con le difficoltà delle indagini, anche con la corruzione locale.

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Ad indagare è la poliziotta poco ortodossa e problematica Molly McGee (Emma Booth), insieme all’ex marito e collega Alex O’Connell (Ewan Leslie). I due non si parlano da più di vent’anni, ma ora sono disposti a collaborare per scoprire la verità sull’efferato delitto, che sembra essere collegato ad altri omicidi irrisolti del passato, accomunati dalla corruzione politica e dalla presenza di pratiche occulte.

The Gloaming si sviluppa su una struttura crime piuttosto convenzionale, dove troviamo una coppia di detective che inizialmente si detestano ma pian piano legano sempre di più, c’è un delitto iniziale che scuote una piccola cittadina e rivela segreti inconfessabili e c’è un vecchio trauma, legato ai casi irrisolti del passato, che fa da collante per tutti i protagonisti. Uno schema classico che viene però reso unico dalle atmosfere cupe, che generano una forte suspance, e dalla componente sovrannaturale creata da delle presenze mute, che vivono nell’ombra e possono essere percepite solo da alcuni abitanti del luogo.

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La serie, creata da Victoria Madden e prodotta da Sweet Potato Film per Stan, che ne ha rilasciato tutti gli episodi il 1° gennaio 2020, è stata trasmessa da Starz negli Stati Unti ed è distribuita a livello internazionale da Disney plus, dove appare nella sezione dedicata agli adulti del catalogo Star.

Nel cast della serie troviamo, oltre ai già citati Emma Booth, vista in C’era una volta e Alex O’Connell (Top of the Lake), Martin Henderson, il Dottor Rigs di Grey’s Anatomy e Jack di Virgin River, nel ruolo di Gareth McAvaney. Al suo fianco Aaron Pedersen (Mistery road) nei panni dell’ispettore Lewis Grimsham, Rena Owen (The Orville) nella parte di Grace Cochrane, Josephine Blazer (True History of Kelley Gang) che interpreta Lily Broomhall e Matt Testro (Nowhere Boys) nel ruolo di Freddy Hopkins.

Al momento sembra si stia discutendo della possibilità di una seconda stagione, fortemente voluta dal governo della Tasmania, che si è reso disponibile a finanziare lo sviluppo della sceneggiatura di un potenziale seguito. Per ora non risulta nulla di ufficiale, ma gli autori sono al lavoro su nuove storie, sempre in collaborazione con l’emittente Stan.

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La prima stagione di The Gloaming è composta da 8 episodi, disponibili a partire dall’11 giugno nel catalogo Star di Disney Plus, che saranno rilasciati con cadenza settimanale tutti i venerdì.

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Lavoro, vessazioni e traumi: con “The Morning Show” torna il duo Aniston – Witherspoon

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Apple TV+ ha rilasciato le prime immagini dell’attesissima seconda stagione della serie vincitrice di Emmy, SAG e Critics Choice, The Morning Show, con Jennifer Aniston e Reese Witherspoon, che sono anche produttrici esecutive dello show. La serie, che svela le dinamiche di potere sul posto di lavoro del network televisivo UBA, farà il suo ritorno venerdì 17 settembre su Apple TV+.


Nella seconda stagione di 10 episodi – che sarà presentata con il primo episodio, seguito da un nuovo episodio settimanale, ogni venerdì – il team del Morning Show riemerge dalle macerie delle azioni di Alex (Jennifer Aniston) e Bradley (Reese Witherspoon), con una UBA rinnovata e un mondo in mutamento, dove l’identità è tutto e dove entra in gioco la differenza tra come ci presentiamo e chi siamo veramente. Insieme a Jennifer Aniston e Reese Witherspoon, nel cast troviamo Steve Carell, Billy Crudup, Mark Duplass, Nestor Carbonell, Karen Pittman, Bel Powley, Desean Terry, Janina Gavankar, Tom Irwin e Marcia Gay Harden.

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Ad unirsi a loro nella seconda stagione ci sono anche Greta Lee nei panni di “Stella Bak”, un prodigio del mondo tecnologico che si è unito al team di UBA. Ruairi O’Connor nei panni di “Ty Fitzgerald”, una star di YouTube intelligente e carismatica. Hasan Minhaj che interpreta ‘Eric Nomani’, un nuovo membro del team del Morning Show. il vincitore dell’Emmy Award Holland Taylor nei panni di “Cybil Richards”, l’esperta presidente del consiglio di amministrazione dell’UBA. Tara Karsian come ‘Gayle Berman’, una produttrice. Valeria Golino nel ruolo di ‘Paola Lambruschini’, regista di documentari. e la vincitrice dell’Emmy e del SAG Award Julianna Margulies nei panni di “Laura Peterson”, una nuova presentatrice di UBA.

Da un’idea di Kerry Ehrin, che è anche showrunner e produttore esecutivo, “The Morning Show” è prodotto da Michael Ellenberg con Media Res, insieme a Jennifer Aniston e Kristin Hahn, per conto di Echo Films, Reese Witherspoon e Lauren Neustadter, con Hello Sunshine, e Mimi Leder, che dirige anche diversi episodi.

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