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Teatro

Alla scoperta dell’ FMG, realtà teatrale indipendente

Il teatro si ferma ma il teatro non si ferma, questo è lo slogan e questo è il modus operandi

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FMG è una produzione indipendente teatrale italiana fondata nel 2017 a Roma. Sin dall’anno della sua fondazione si è sempre distinta per la tipologia di spettacoli proposti al pubblico, tutti inediti ed autoprodotti. La trilogia de “La Rapina”, “La Fuga” e “Il Sequestro” oltre all’opera palindroma “Ossesso” vincitrice del primo premio del bando “In Platea” nel 2018. Nel corso degli anni FMG ha saputo creare un portfolio di spettacoli vario, che spaziano dalla commedia pulp alla commedia romantica, dal dramma all’opera didattica per il teatro ragazzi.

Proprio in quest’ultima categoria, in occasione del “Safer Internet Day” (11/02/2020, giornata mondiale contro il cyber bullismo), l’autore e regista Federico Maria Giansanti ha portato sul palco del Teatro India lo spettacolo “Silvia” (interpretato dallo stesso e dagli attori Gabriele Planamente e Flaure B.B. Kabore) in cui si narra di adolescenti che pagano le conseguenze delle proprie azioni o addirittura dell’incoscienza altrui.

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A marzo 2020 il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria del covid 19 colpisce tutti e costringe inevitabilmente a correggere e modificare i propri piani per l’anno in corso. Corrono tre mesi di letture, scritture e ricerca per una produzione indipendente e con pochi fondi che decide di investire innovandosi anziché fermarsi ed attendere.

Si prepara quindi sin da subito il ritorno in scena realizzando il primo spettacolo in lingua inglese “Safe” (scritto e diretto da Federico Maria Giansanti, interpretato da Valeria Wandja) che viene registrato all’interno del Teatro Trastevere nel mese di giugno 2020 per poi essere selezionato al Fringe Festival di Salt Lake City (Utah, USA) dove, in agosto 2020, ottiene il riconoscimento di “Miglior Spettacolo” nella sua categoria e di “Premio del Pubblico”.

A ottobre 2020 il tanto atteso ritorno in scena con “Scelte Azzardate”, con Gabriele Planamente ed Elisa Cheli, che rafforza il sodalizio con il Teatro Trastevere in cui avrebbe dovuto debuttare “Safe” nel mese di Novembre ma che purtroppo la seconda ondata e i decreti hanno di nuovo fermato.

Il teatro si ferma ma il teatro non si ferma, questo è lo slogan e questo è il modus operandi.

Si cercano alternative e si cerca di sopravvivere: chi con il teatro in streaming chi con altri mezzi. “Safe” intanto viene selezionato per il Fringe Festival di Asheville (North Carolina, USA) e vince il premio di “Miglior Sceneggiatura” al Desenzano Film Festival. Nonostante questi avvenimenti storici ed epocali, si cerca il miglior modo per realizzare contenuti culturali di cui mai come oggi si necessita, che sia in Italia o fuori, che sia teatro o cinema piuttosto che streaming video o podcast.

Proprio in materia di diffusione audio, questa è l’ultima iniziativa di casa FMG: assieme a Davide Manfrevola (già attivo sui maggiori social con i suoi contenuti in lingua giapponese) parte il primo progetto podcast “Itaria He Hikitai” destinato al Giappone; una stagione in cui Davide Manfrevola (in arte per l’appunto Itaria He Ikitai) racconta la ricchezza di Roma nelle sue peculiarità in lingua giapponese sulle maggiori piattaforme di diffusione streaming audio (Spotify, Google Podcast, Spreaker, Deezer ecc.).

Il progetto “FMG Podcast” prevedrà anche l’arrivo di contenuti in italiano e altre lingue per raggiungere tutti coloro che avranno voglia di sapere di più sulla capitale, sull’Italia o semplicemente vogliano ascoltare un brano, un racconto, una poesia, una fiaba e chi più ne ha più ne metta. In conclusione, per la serie “Chi si Ferma è Perduto”, il consiglio è quindi di continuare a seguire questa piccola realtà o ancor di più iniziare a farlo supportando e divulgando i contenuti a disposizione dato che la meta è lontana ma la cosa più bella è il viaggio che porta ad essa.

Teatro

“Il Terzo Reich”: al Teatro Comandini vla nuova installazione di Romeo Castellucci

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Mercoledì 16 giugno al Teatro Comandini (in doppia replica: ore 20.30 e ore 22.00)la Societas presenta, nell’ambito della stagione ERT a Cesena, la nuova installazione di Romeo Castellucci che ha da pochi giorni debuttato alla Triennale di Milano, Il Terzo Reich: realizzazione video di Luca Mattei con i suoni di Scott Gibbons e una performance coreografica d’apertura di Gloria Dorliguzzo e Jessica D’Angelo. Anche martedì 15 sono previste due repliche, negli stessi orari, a cura della Societas.

Il Terzo Reich è una rappresentazione sequenziale di tutti i sostantivi del vocabolario italiano (tradotti poi in diverse lingue) proiettati, uno a uno, su un mega schermo. La totalità del reale è messa a disposizione dello spettatore attraverso il suo equivalente linguistico. Ma la sequenza è frenetica, i nomi si affastellano a una velocità tale che non si ha il tempo di discernerli. Lo spettatore si misura con la capacità della retina e della memoria di trattenere una parola che appare nel baleno di un ventesimo di secondo. I vocaboli che è possibile catturare rimangono impressi di necessità, inculcati a forza.

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Chi guarda, esposto a questo trattamento, subisce il linguaggio sotto l’aspetto della quantità: non percepisce il cosa, ma il quanto. Il Terzo Reich mette in scena la violenza della comunicazione, lo stato di assedio a cui le facoltà percettive umane sono sottoposte, l’assenza di tregua, la negazione di vie di fuga.

Informazioni

per le rappresentazioni del 16 giugno: Teatro Bonci, piazza Guidazzi – Cesena

Prezzi dei biglietti: da € 7 € a € 15 (prevendita 1 euro)

Biglietteria: dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 14.00; il giorno dello spettacolo al Teatro Comandini dalle ore 19.30

Leggi anche: “Euro 2020, sport e musica per guardare oltre: esplosione di colori alla cerimonia inaugurale

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Teatro

Il regista Pompei racconta Grassi, Strehler, de Bosio nel suo volume “Teatro al centro”

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fabrizio pompei

È uscito Teatro al centro, il libro con cui il regista Fabrizio Pompei, ormai fra i nuovi protagonisti del teatro abruzzese, mette a frutto la preparazione e l’esperienza di docente di Storia dello spettacolo, attualmente in ruolo all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Il volume, imperniato sulle maiuscole figure di Paolo Grassi, Giorgio Strehler e Gianfranco de Bosio, fa parte della rinnovata Collana di Studi storici dello Iasric, l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea, e appare per i tipi delle Edizioni Menabò di Ortona.

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Mentre finalmente le sale teatrali vanno rianimandosi, dopo la lunga stagione di chiusura obbligata dalla diffusione del Coronavirus, è certamente di buon auspicio l’apparizione dell’impegnativa ricostruzione storica con cui Pompei racconta la rinascita vissuta dalla scena italiana negli entusiasmanti decenni della seconda metà del Novecento.

La generazione degli anni Venti aveva maturato una profonda esigenza di rinnovamento che del teatro seppe fare il luogo fisico e mentale in cui interrogarsi sul senso della propria funzione socio-culturale e sul destino dell’intera società. Fu in quel contesto che la regia si affermò nel teatro italiano grazie ai nuovi teatranti cresciuti negli anni del fascismo e poi, nel dopoguerra, diventati punto di riferimento per la rinascita teatrale.

Anche grazie a un’estesa ricerca di fonti storiche inedite, come lettere, interviste e testimonianze dei protagonisti del volume, Pompei ripercorre gli anni di formazione e prima attività dei giovani registi, i quali, tra momenti esaltanti e crisi profonde, tra successi e cadute, animarono un momento particolarmente denso nella storia del teatro e del Paese.

Un importante contributo di conoscenza viene offerto nel volume con l’intervista a Gianfranco de Bosio, protagonista della Resistenza e ultimo testimone ancora in vita di quella “generazione in fermento” alla quale va riconosciuto il merito d’aver fondato in Italia la moderna regia teatrale. Ulteriori contributi sono costituiti dall’introduzione di Gabriele Lavia e da un saggio di Errico Centofanti sull’esperienza dei Carri di Tespi.

LE PRESENTAZIONI

Mercoledì 9 giugno alle 15, il volume di Fabrizio Pompei verrà presentato online sulla piattaforma Meet; in aggiunta all’Autore, a Maria Teresa Giusti e Pierfrancesco Giannangeli, interverranno Maria Rita Simone, docente di Arti Performative nell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, e lo storico e giornalista Giovanni Tassani.  Questo è il link alla piattaforma Meet  

Sabato 12 giugno, all’Aquila, la sala eventi della libreria Colacchi ospiterà la presentazione del volume. Verrà introdotta da Carlo Fonzi, Presidente dello Iasric (Istituto abruzzese per la Storia della resistenza e dell’Italia contemporanea), Maria Teresa Giusti, docente di Storia contemporanea nell’Università di Chieti e direttrice della Collana di Studi Storici dello Iasric, Marcello Gallucci, docente di Storia dello Spettacolo nell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, oltre a Pierfrancesco Giannangeli, docente di Storia dello Spettacolo nell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Verrà inoltre proiettato un video con un nuovo contributo appositamente registrato per l’occasione da de Bosio e sarà ovviamente della partita anche l’autore, Fabrizio Pompei.

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Teatro

“Abecedario”: al Teatro Storchi va in scena lo spettacolo con Andrea Santonastaso

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Da giovedì 10 a domenica 13 giugno il Teatro Storchi di Modena ospita Abecedario per imparare a vivere. Dopo Mi chiamo Andrea, faccio fumetti sulla vita di Pazienza, andato in scena al Teatro delle Passioni di Modena nella scorsa stagione, Andrea Santonastaso, artista con una carriera che si divide tra teatro, fiction, cinema, pubblicità, radio e televisione, torna a collaborare con ERT Fondazione e si confronta in veste di attore e regista con La vita per principianti. Un ABC senza tempo di Sławomir Mrożek.

Scrittore, drammaturgo e fumettista polacco, Mrożek si è imposto a livello internazionale con la sua penna satirica, con cui ha ritratto in chiave grottesca le contraddizioni della società. In un allestimento essenziale e scarno che si riempie della potenza delle parole, i due attori – Simone Francia, parte della Compagnia permanente di ERT, e lo stesso Santonastaso – passo dopo passo ci mostrano senza sconti ciò che siamo e ciò che ridicolmente ci affanniamo a non essere.

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«“Ognuno di noi, per quanto abbia vissuto, è sempre un principiante nella vita” e aiutarlo a ridere di sé stesso – afferma Andrea Santonastaso – è il modo migliore per indicargli la strada e principiare a viverla. Slawomir Mrożek questo lo sapeva bene. Ecco allora “Abecedario per imparare a vivere”: uno spettacolo che ha lo scopo di alleggerire la vita, riempiendo l’anima di quel riso che solo gli stupidi e gli aridi non sanno riconoscere come il vero motore del benessere del genere umano. Ridere, certo ridere, ma di cosa? Di noi stessi. Di ciò che siamo. Di quanto noi tutti siamo inadatti a vivere la vita che crediamo di vivere. Mrożek non fa sconti e ci fornisce uno specchio che apparentemente distorce e che in realtà restituisce con cinica precisione quanto “comici” noi tutti siamo nell’affannarci a campare».

Ispirandosi al classico senza tempo dell’autore polacco, lo spettacolo passa in rassegna in ordine alfabetico, come un dizionario, tutti i grandi temi del genere umano (Ambizione, Cambiamento, Libertà, Progresso, Verità…). La prosa di Mrożek permette agli attori di spiazzare chi ha paura di sorridere e diventa una sorta di guida utilissima per coloro che la sapranno “cogliere” e “usare” come un manuale, per imparare a vivere senza prendersi troppo sul serio.

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