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Teatro

Al Teatro Ghione arriva “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello

L’opera debuttò nel 1921 e il pubblico rimase talmente sconcertato che alla fine dello spettacolo contestò violentemente lo stesso autore presente in sala al grido, come si sa, “Manicomio! Manicomio!”

Redazione

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Al Teatro Ghione di Roma, da martedi 4 a domenica 9 febbraio 2020, arriva lo spettacolo “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello, con Felice Della Corte, Silvia Brogi, Gino Ariuso, e con Francesca Innocenti, Gioele Rotini, Marco Lupi, Titti Cerrone, Luca Vergoni, Andrea Meloni, Jessica Agnoli, Fabio Orlandi, regia Claudio Boccaccini.

“Sei personaggi in cerca d’autore” è molto probabilmente l’opera più famosa di Luigi Pirandello e, di sicuro, quella che più di ogni altra ne compendia e sintetizza le tematiche, i climi, le suggestioni. L’opera debuttò nel 1921 e il pubblico rimase talmente sconcertato che alla fine dello spettacolo contestò violentemente lo stesso autore presente in sala al grido, come si sa, “Manicomio! Manicomio!”.

Oggi, a distanza di un secolo, in una società profondamente mutata, è lecito chiedersi cosa rimanga di scandaloso, di disorientante, di sorprendente in quest’opera. Si può escludere sicuramente il meccanismo del “teatro nel teatro”, ormai trito, visto e rivisto. Anche il linguaggio, che può anzi risultare oggi spesso ridondante, prolisso, barocco, specchio di una certa “Italietta” prefascista piccolo-borghese, ormai poco funzionale a una moderna visione dell’azione e comunicazione scenica. Quello che continua a stupirci e appassionarci in questa grande opera è altro. Tanto altro.

Il “plot” ad esempio, che in Pirandello è sempre geniale, avvincente, appassionante e in questo caso anche ricco di colpi di scena; e poi lo scavo nella desolazione e nelle trappole dell’animo umano; e poi ancora la messa a confronto, impietosa, tra una concezione del teatro stanca, annoiata, routinier – che ha i suoi rappresentanti nel gruppo della “compagnia”, capocomico e attori – e la verità feroce e vibrante della teatralità vitale e ardente nei “personaggi”.

Ecco, in questo soprattutto è continuamente ribadito un concetto tanto caro a Pirandello: quanto i personaggi, frutto della fantasia di un autore, siano più vivi e veri delle persone reali. Talmente vivi e veri che invaderanno un giorno il palcoscenico di un teatro interrompendo, con un colpo di scena, la prova di una compagnia e dando inizio così a un’opera considerata a ragione un testo capitale della drammaturgia universale. (Claudio Boccaccini)

Orario spettacoli ore 21,00

Domenica ore 17,00

biglietti a partire da 23 euro

Teatro Ghione,  via delle Fornaci,37,Roma

Info:06 6372294

www.teatroghione.it

Teatro

Emergenza Coronavirus, i teatri scrivono a Mattarella: siamo allo stremo

Dario Franceschini ha erogato nei giorni scorsi ben 14 milioni di euro dividendoli fra 71 teatri soltanto, escludendo il 90% degli esercizi teatrali privati attivi in tutta Italia.

Redazione

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È stato depositato lo scorso venerdì 20 novembre il Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica da alcuni Teatri privati per dare il via ad un’azione legale contro il Ministero dei Beni Culturali.

La reazione, partita inizialmente da tre teatri laziali (Teatro Parioli, Teatro Ciak di Roma e Teatro Moderno di Latina) ma che ha subito ottenuto l’appoggio di centinaia di sale in tutta Italia , nasce dopo che il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo guidato da Dario Franceschini ha erogato nei giorni scorsi ben 14 milioni di euro dividendoli fra 71 teatri soltanto, escludendo il 90% degli esercizi teatrali privati attivi in tutta Italia. E’ di lunedì 17 novembre 2020, la pubblicazione delle assegnazioni sul sito del Mibact (Decreto ed Elenco in allegato).

“Crediamo non ci sia un precedente nella storia del teatro italiano relativamente a quello che sembra essere un vero e proprio aiuto di stato rivolto a solo 71 esercizi teatrali, tra cui anche alcuni già beneficiari del Fus, e che minaccia in modo devastante il nostro mercato teatrale introducendo il tema di concorrenza sleale tra teatri di serie A, che riceveranno aiuti fino a 800.000 euro, e Teatri di serie B che hanno avuto per 9 mesi di chiusura solo 10.000 euro” dicono Michele Montemagno Direttore del Teatro Ciak di Roma, Nanni Venditti Direttore del Teatro Parioli di Roma e Gianluca Cassandra Direttore del Teatro Moderno di Latina.

A fronte di una chiusura orizzontale, che vede tutti i teatri privati chiusi dal marzo scorso e a parità di recite effettuate e spesso di fatturato, hanno potuto accedere a questo contributo solo coloro che avevano un certo numero di dipendenti a busta paga per un totale di 1000 giornate lavorative.

È come se il Ministro Gualtieri avesse dato il ristoro a fondo perduto solo ai bar che potessero dimostrare di aver avuto nel 2019 almeno 5 dipendenti con buste paga”, aggiungono i Direttori. “I Teatri che fanno un’attività di programmazione ospitando compagnie teatrali, concerti, stand-up comedy non necessitano di dipendenti fissi. Nella maggior parte dei casi vengono assunti lavoratori a partita iva stagionali per la gestione del botteghino e del personale di sala”.

 “Al Ministro che ci ha detto che non capivamo la situazione e che avrebbe aiutato soprattutto i più fragili del settore chiediamo un immediato intervento che dia la possibilità a tutti gli esercizi teatrali di poter accedere a un ristoro equo e giusto, che non lasci fuori nessuno”, concludono I Direttori dei Teatri che lo scorso 20 novembre hanno impugnato il provvedimento depositando il Ricorso.

I Teatri privati italiani che non hanno potuto fare la domanda, non possedendo il requisito delle giornate lavorative, sono quindi invitati a scrivere alla mail classactionteatri@gmail.com, così da costituire una class action che, oltre al ricorso depositato, possa agire unanimemente per ottenere l’estensione di questo fondo emergenziale a beneficio di tutti i teatri che esercitano in modo professionale e continuativo la gestione di sale teatrali. 

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Teatro

Londra pronta a riaprire i teatri del West End

Fabio Iuliano

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I teatri del West End di Londra sono prossimi alla riapertura. Questo è quanto emerge a margine del discorso recente di Boris Johnson alla Camera dei Comuni, sono stati annunciati i dettagli per il futuro dei cinema del West End al termine del lockdown nazionale. Poiché Londra è stata collocata nel “livello due”, i teatri londinesi avranno il via libera alla riapertura.

Questo potrebbe permettere di riprendere la regolare programmazione per il mese di dicembre. Le riaperture dovranno essere subordinate al rispetto di nuove linee guida, inclusa una limitazione dell’affluenza del pubblico: massimo 1.000 persone e comunque in numero non superiore alla metà della capienza della sala. I maggiori teatri di Londra sono concentrati in particolar modo nel quartiere centrale del West End, dal quale prende il nome, per la capillare presenza di edifici teatrali e di attività culturali.

Ancor più specificatamente il termine viene adottato per indicare genericamente e complessivamente gli spettacoli messi in scena nella cosiddetta “Theatreland” di Londra, costituita per l’appunto dalla zona del West End. Insieme al Teatro di Broadway di New York, quello del West End rappresenta il più alto livello di teatro commerciale nel mondo di lingua inglese.

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Teatro

Alla scoperta dell’ FMG, realtà teatrale indipendente

Il teatro si ferma ma il teatro non si ferma, questo è lo slogan e questo è il modus operandi

Redazione

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FMG è una produzione indipendente teatrale italiana fondata nel 2017 a Roma. Sin dall’anno della sua fondazione si è sempre distinta per la tipologia di spettacoli proposti al pubblico, tutti inediti ed autoprodotti. La trilogia de “La Rapina”, “La Fuga” e “Il Sequestro” oltre all’opera palindroma “Ossesso” vincitrice del primo premio del bando “In Platea” nel 2018. Nel corso degli anni FMG ha saputo creare un portfolio di spettacoli vario, che spaziano dalla commedia pulp alla commedia romantica, dal dramma all’opera didattica per il teatro ragazzi.

Proprio in quest’ultima categoria, in occasione del “Safer Internet Day” (11/02/2020, giornata mondiale contro il cyber bullismo), l’autore e regista Federico Maria Giansanti ha portato sul palco del Teatro India lo spettacolo “Silvia” (interpretato dallo stesso e dagli attori Gabriele Planamente e Flaure B.B. Kabore) in cui si narra di adolescenti che pagano le conseguenze delle proprie azioni o addirittura dell’incoscienza altrui.

A marzo 2020 il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria del covid 19 colpisce tutti e costringe inevitabilmente a correggere e modificare i propri piani per l’anno in corso. Corrono tre mesi di letture, scritture e ricerca per una produzione indipendente e con pochi fondi che decide di investire innovandosi anziché fermarsi ed attendere.

Si prepara quindi sin da subito il ritorno in scena realizzando il primo spettacolo in lingua inglese “Safe” (scritto e diretto da Federico Maria Giansanti, interpretato da Valeria Wandja) che viene registrato all’interno del Teatro Trastevere nel mese di giugno 2020 per poi essere selezionato al Fringe Festival di Salt Lake City (Utah, USA) dove, in agosto 2020, ottiene il riconoscimento di “Miglior Spettacolo” nella sua categoria e di “Premio del Pubblico”.

A ottobre 2020 il tanto atteso ritorno in scena con “Scelte Azzardate”, con Gabriele Planamente ed Elisa Cheli, che rafforza il sodalizio con il Teatro Trastevere in cui avrebbe dovuto debuttare “Safe” nel mese di Novembre ma che purtroppo la seconda ondata e i decreti hanno di nuovo fermato.

Il teatro si ferma ma il teatro non si ferma, questo è lo slogan e questo è il modus operandi.

Si cercano alternative e si cerca di sopravvivere: chi con il teatro in streaming chi con altri mezzi. “Safe” intanto viene selezionato per il Fringe Festival di Asheville (North Carolina, USA) e vince il premio di “Miglior Sceneggiatura” al Desenzano Film Festival. Nonostante questi avvenimenti storici ed epocali, si cerca il miglior modo per realizzare contenuti culturali di cui mai come oggi si necessita, che sia in Italia o fuori, che sia teatro o cinema piuttosto che streaming video o podcast.

Proprio in materia di diffusione audio, questa è l’ultima iniziativa di casa FMG: assieme a Davide Manfrevola (già attivo sui maggiori social con i suoi contenuti in lingua giapponese) parte il primo progetto podcast “Itaria He Hikitai” destinato al Giappone; una stagione in cui Davide Manfrevola (in arte per l’appunto Itaria He Ikitai) racconta la ricchezza di Roma nelle sue peculiarità in lingua giapponese sulle maggiori piattaforme di diffusione streaming audio (Spotify, Google Podcast, Spreaker, Deezer ecc.).

Il progetto “FMG Podcast” prevedrà anche l’arrivo di contenuti in italiano e altre lingue per raggiungere tutti coloro che avranno voglia di sapere di più sulla capitale, sull’Italia o semplicemente vogliano ascoltare un brano, un racconto, una poesia, una fiaba e chi più ne ha più ne metta. In conclusione, per la serie “Chi si Ferma è Perduto”, il consiglio è quindi di continuare a seguire questa piccola realtà o ancor di più iniziare a farlo supportando e divulgando i contenuti a disposizione dato che la meta è lontana ma la cosa più bella è il viaggio che porta ad essa.

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