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Adesso è ufficiale: Michael Keaton sarà ancora Batman!

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George Clooney o Val Kilmer? Christian Bale o Ben Affleck? E di Robert Pattinson ne vogliamo parlare? Ogni volta che ci troviamo davanti all’annoso dilemma su chi sia il miglior Batman di sempre, partono discussioni da far tremare i pilastri del cielo (cit.).

Se però c’è un nome su cui tutti i fan dell’Uomo Pipistrello non possono fare altro che alzare le mani in segno di doveroso rispetto, è sicuramente quello di Michael Keaton. L’attore americano si è calato nei panni del protagonista DC in ben due occasioni, nel 1989 e nel 1992, e sempre sotto la regìa di Tim Burton, lasciando un segno profondo nei cuori dei fan.

Ebbene signore e signori, apponete un Bat-Segnale sul calendario, esattamente in corrispondenza del 4 novembre 2022, perché quella è la data in cui potremo ritrovare Michael Keaton nei panni di Batman. Nei mesi scorsi se ne era parlato abbondantemente ma solo ora è arrivata l’ufficialità. Trent’anni dopo Batman – Il ritorno, l’attore ritornerà nel mondo DC, stavolta accanto ad Ezra Miller, in The Flash di Andrés Muschietti.

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Della trama si sa ancora poco ma le prime indiscrezioni parlano di un Berry Allen/Flash che, partendo da una Gotham City protetta dal Batman di Ben Affleck e viaggiando indietro nel tempo nel tentativo di salvare la vita alla madre, creerà inavvertitamente un universo parallelo in cui si muove un Uomo Pipistrello più vecchio di trent’anni e che ha il volto di Michael Keaton. Le riprese del film hanno preso il via questa settimana a Londra.

Ha visto cose che voi umani non potreste immaginarvi, gli piace l’odore dei maccaroni al mattino e la sera non va a letto presto. Pensa in fretta quindi parla in fretta, dal Daily Planet a The Walk of Fame, per un’offerta che non poteva rifiutare e la vita è una questione di riflessi. Ogni tanto dà la cera e toglie la cera ma nessuno può chiamarlo fifone. È un bravo ragazzo, beve Martini agitato, non mescolato e la vanità è decisamente il suo peccato preferito.

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Golden Globes poco inclusivi: le polemiche e la cancellazione della cerimonia per il 2022

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I Golden Globes sono in mezzo a un polverone, anzi a una tempesta tropicale, a causa delle rivelazioni venute alla luce nell’inchiesta del Los Angeles Times. La testata giornalistica americana ha evidenziato come l’organizzazione di stampa estera che presiede i premi, la Hollywood Foreign Press Association, abbia grossi problemi di inclusività. (Golden Globes 2021, ecco i vincitori. Emozione per il premio a Chadwick Boseman)

La polemica segue l’onda dei cambiamenti epocali che stanno avvenendo, con lotte e sacrifici, nella società statunitense e a cui Hollywood si sta contrapponendo, in alcune sue istituzioni, come retroguardia di diseguaglianze e disparità. All’interno dell’inchiesta viene fatto notare come nessuno dei membri della HPFA, negli ultimi vent’anni, sia stato di origine afroamericana e come l’ex presidente dell’organizzazione, Philip Berk, abbia definito in una delle sue mail il Black Lives Matter un “movimento di odio razzista”.

Altro tema scottante trattato nell’articolo è l’ombra che si allunga sulla possibilità della non totale imparzialità dei giudici nell’assegnamento dei premi: sembra infatti che alcune nominations e addirittura alcune vittorie, possano essere state frutto di “pressioni” da parte degli Studios. Come ha rivelato il LA Times, infatti, i membri dell’organizzazione sarebbero stati più volte influenzati con viaggi superlusso sui set per fare in modo che si avesse un “occhio di riguardo” per le pellicole.

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A seguito dell’articolo e delle conseguenti polemiche, la Hollywood Foreign Press ha annunciato un piano di riforme che prevedono, tra l’altro, l’aumento del 50% del numero dei propri membri entro il prossimo anno e mezzo e l’assunzione di consulenti per la diversità, oltre a restrizioni sui doni da parte degli Studi e sui pagamenti che i membri hanno ricevuto finora per far parte dei suoi comitati.

Questo piano di cambiamento non sembra però aver placato gli animi. Molte star, oltre ai vertici delle principali piattaforme (Netflix e Amazon), hanno giudicato inaccettabili i tempi (18 mesi) e i contenuti della riforma dell’associazione. I colossi dello streaming si sono tirati indietro chiedendo misure più significative sul fronte delle membership e delle regole etiche. Posizione sostenuta anche dalla NBC, emittente televisiva che trasmette la premiazione e che si è defilata dichiarando di non voler più trasmettere la cerimonia.

“Continuiamo a credere che la HPFA voglia intraprendere riforme significative. Ma cambiamenti di questa grandezza richiedono tempo e lavoro e pensiamo fermamente che l’associazione debba fare le cose per bene. Per questo non manderemo in onda i premi 2022 ma pensiamo di poterlo fare nel gennaio 2023”.

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Questo significa per la HPFA perdere il principale sponsor, l’unico in grado di sostenere le spese organizzative dell’evento. L’organizzazione ha fatto finora affidamento sulla rete, che versava 60 milioni di dollari all’anno per assicurarsi i diritti di trasmissione. Nel 2018 aveva rinnovato il contratto con la Dick Clark Produtions per trasmettere lo show fino al 2026, per cui ora non è chiaro se questoverrà sospeso o se il network dovrà comunque pagare i 60 milioni programmati per il 2022, pur non trasmettendo la trasmissione.

Alla protesta si sono uniti anche molti attori dello Star Sistem americano, tra queste Scarlett Johansson, Mark Ruffalo e Tom Cruise, che con un gesto clamoroso ha restituito i tre premi ricevuti per le pellicole Jerry Maguire, Magnolia e Nato il quattro luglio.

La vera domanda, quella che resta sospesa è: come mai Hollywood ci ha messo così tanto a prendere posizione su un tema che è sempre stato il segreto peggio costruito dell’ambiente cinematografico, e che spesso è stato oggetto di discorsi di intrattenimento durante la ricezione dei premi? A quanto pare però, la conseguenza più influente rimane la perdita di “importanza” del premio dopo la pubblicazione del reportage sul Los Angeles Time, ad oggi la vittoria di un Golden Globe potrebbe non essere più simbolo di eccellenza e prestigio, avendo grosse conseguenze sugli incassi e la promozione delle pellicole. E questo potrebbe decretare la cancellazione definitiva dei premi.

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In arrivo nelle sale “Morrison” di Federico Zampaglione: una storia di vita, amicizia e speranza

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Arriva nelle sale a partire dal 20 maggioMorrison, opera diretta da Federico Zampaglione e liberamente tratta dal suo romanzo Dove tutto è a metà, scritto insieme a Giacomo Gensini e pubblicato da Mondadori. Una storia di vita, amicizia e speranza, che mette a confronto due vite diverse ma legate dalla grande passione per la musica: Lodo, giovane e pieno di grandi sogni da dividere con la sua band, interpretato da Lorenzo Zurzolo (Baby, Sotto il sole di Riccione), e Libero, una ex rockstar in cerca del grande rilancio, interpretato da Giovanni Calcagno (Il primo Natale, Il traditore).

Nel cast anche Carlotta Antonelli (Bangla, Suburra – La serie) e Giglia Marra (Una serata speciale, Squadra antimafia – Palermo oggi), oltre all’amichevole partecipazione di Riccardo De Filippis (Giorni, Romanzo criminale) e la partecipazione di Adamo Dionisi (Suburra, The Shift). Morrison è una produzione Pegasus Entertainment e QMI in collaborazione con Vision DistributionSky Amazon Prime Video, prodotto da Ilaria Dello Iacono e Martha Capello e sarà distribuito a partire dal 20 maggio 2021 da Vision Distribution. Online è disponibile il trailer ufficiale.

Sinossi

Lodo ha vent’anni e vive le difficoltà della sua età, tra un difficile rapporto con il padre e il tentativo di conquistare Giulia, la sua coinquilina di cui è follemente innamorato. Si esibisce con i MOB, una band indie, in un leggendario locale romano: il Morrison. Un giorno, casualmente, la strada di Lodo incrocia quella di Libero Ferri, ex rockstar dalla carriera in stallo, che cerca di ritrovare il successo ma finisce per chiudersi sempre di più in se stesso, trascurando la bella moglie Luna e vivendo isolato nella sua lussuosa villa piena di ricordi. Tra sogni, fallimenti, amicizia, amori tormentati e curiosi personaggi, il loro incontro diventerà uno stimolo reciproco ad andare avanti, ma a tratti anche un difficile confronto tra generazioni e modi di essere molto diversi.

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Infortunio per De Niro in Oklahoma, ma le riprese del film di Scorsese non si fermano

Infortunio per Robert De Niro mentre era impegnato in Oklahoma per il nuovo film di Martin Scorsese, il noir “Killers of the Flowers Moon”. L’incidente non è accaduto sul set o durante le riprese

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Infortunio per Robert De Niro mentre era impegnato in Oklahoma per il nuovo film di Martin Scorsese, il noir “Killers of the Flowers Moon”. L’incidente non è accaduto sul set o durante le riprese e l’attore è tornato a New York per farsi visitare. Nessun problema per le riprese, in quanto gran parte del lavoro dell’attore è stato già svolto e non ci sono appuntamenti per lui programmati prima di tre settimane.

Il film, come ricorda l’agenzia Ansa, è tratto dal bestseller di David Grann ed è ambientato nel 1920 in Oklahoma. Si rievoca la serie di oltre 60 fra omicidi e scomparse avvenuta tra il 1921 e il 1926 di nativi americani appartenenti alla Osage Nation, in una zona ricca per la presenza nel territorio del petrolio. Crimini noti anche come il regno del terrore di Osage. La storia ripercorre anche l’indagine intergovernativa sui fatti, cui prese parte l’Fbi.

Il film vede Leonardo Di Caprio nei panni di Ernest Burkhart, e Lily Gladstone nel ruolo di Mollie Burkhart, una donna di etnia Osage che si innamora di Ernest. Nel cast di anche Jesse Plemons, Tantoo Cardinal, Cara Jade Myers, JaNae Collins, Jillian Dion, William Belleau, Jason Isbell, Louis Cancelmi, Scott Shepherd, Sturgill Simpson.

La sceneggiatura è scritta da Eric Roth e dallo stesso Scorsese.

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