A tu per tu con Greg: “Con D.N.A. abbiamo voluto donare 90 minuti di lietezza”

Si intitola “D.N.A. Decisamente Non Adatti” e si tratta del film esordio alla regia di Lillo (Pasquale Petrolo) e Greg (Claudio Gregori).

I due comici oltre a vestire i panni dei registi sono anche i protagonisti della pellicola.
Due ex compagni di scuola, molto diversi tra loro, si ritrovano dopo molti anni e dopo percorsi di vita nettamente differenti. I due però, insoddisfatti di quello che hanno e desiderosi di un cambiamento, decidono insieme, di prendere parte a un esperimento scientifico che permetterà loro di scambiarsi il codice genetico e, di conseguenza, anche lo stile di vita. Uno stile di vita a cui risulteranno essere decisamente non adatti. Presente nel cast anche una simpatica Anna Foglietta in una pluralità di ruoli che la fa risultare nettamente a suo agio tra le note comiche del film.

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Claudio benvenuto! Come stai?
Bene di salute, ma alla fine anche come spirito. A casa sto molto bene, è il mio habitat. Non mi manca nulla se non uscire per andare a suonare o a teatro.

Il 30 aprile era prevista l”uscita di D.N.A. in tutte le sale cinematografiche. Ovviamente questo non è stato possibile. Come mai avete scelto comunque di far uscire il film in streaming?
C’è stata prospettata dai nostri produttori (Lucky Red e Vision di Sky) che ce l’hanno proposto alla metà di aprile. Hanno escluso ovviamente le sale cinematografiche che, pare, fino a gennaio prossimo non saranno disponibili. Quando riapriranno bisognerà vedere come verrà contingentato l’afflusso delle persone, inoltre ci saranno molti film che si accavalleranno tra quelli italiani e quelli esteri. Quindi ci è sembrato un momento propizio. La gente è a casa ed è affamata di molte cose da vedere. Donare 90 minuti di lietezza ci è sembrata una cosa alquanto intelligente.

Il vostro film è stato definito da alcuni “il film caso della quarantena”, credi sia così?
Il nostro è stato il primo film ad uscire in questo momento. Poi si può definirlo così con riferimento al fatto che, terminando la pellicola con una pandemia, avessimo anticipato, non volendo, i tempi di oggi. Si vede che nell’aria c’era già qualcosa (ride ndr)

D.N.A. rappresenta l’esordio alla regia di Lillo e Greg: come mai avete scelto di passare dall’altro lato della macchina da presa?
Noi ci eravamo già detti che qualora avessimo avuto l’opportunità di fare un film interamente nostro, come soggetto e come sceneggiatura, avremmo insistito anche per fare la regia perchè per noi è imprescindibile, specialmente nel genere umoristico. Chi come noi conosce il proprio genere sa come veicolare al meglio anche le proprie gag. Poi il nostro è uno stile che ha come soggetti delle situazioni più o meno surreali. Al cinema ancora non possiamo essere così surreali come siamo in teatro o in radio. E’ un umorismo che deve essere studiato bene sia nelle inquadrature e sia nel montaggio.

…venite anche dal mondo del teatro e del fumetto..
Abbiamo fatto molte regie teatrali e conosciamo bene la parte dedicata all’istruzione degli attori, relazionarci con loro per far sì che vadano sopra le righe con il giusto equilibrio. Molto in effetti è servita anche la scuola del fumetto. Quando disegni una tavola hai schematicamente già un’inquadratura, uno storyboard. Poi personalmente avevo il desiderio di confezionare una commedia che avesse maggiore dedizione e cura come si usa anche all’estero. Ero interessato ad una regia intrigante. Vedevo che da troppi anni a questa parte in Italia le commedie venivano fatte con il minimo sindacale, campo contro campo o campo lungo e stop. Volevo realizzare un prodotto che fosse gradevole, con delle inquadrature particolari, con una cura della fotografia, della luce, dei costumi, dell’ambientazione. Certo siamo neofiti e ancora dobbiamo imparare molto ma abbiamo voluto dare una veste grafica a tutto. Abbiamo voluto rendere il nostro film una favola, anche con le musiche parodistiche.

In effetti ti sei cimentato anche nella trap, che ha delle sonorità un pò lontane dalle tue..
Serviva un momento in cui personalizzare i miei figli, giovinetti di adesso che conoscono solo chat o trasmissioni becere della tv o musicaglia moderna. Mi sono focalizzato sulla trap perchè è più iconografica e scenografica.

Ogni commedia che si rispetti nasconde comunque un messaggio e qualcosa di più profondo. Nel vostro film sicuramente si intravede una critica alla società di oggi e alla necessità di dover sembrare delle persone diverse da quello che siamo. E’ così?
Si sicuramente. C’è anche una critica al bullismo ma non necessariamente legato all’ambiente infantile. Il bullismo in età adulta esiste, c’è sempre la legge del più forte. La riflessione che vorremmo che ne venisse fuori è che se non sei contento di qualche cosa nella tua vita devi fare qualcosa per cambiare. Poi magari ti accorgi che quello che hai fatto, nel caso del film ad esempio, è sbagliato. Ma devi fare qualcosa per cambiare. Infatti anche i due personaggi dopo l’esperimento tornano ognuno nel proprio carattere originario ma con un percorso diverso alle spalle. La vita è una e se ti accorgi che stai facendo un percorso sbagliato, cambialo.
Si parla anche di epidemie e se vogliamo riflettere sull’etimologia, epidemia è qualcosa che si trasmette attraverso la popolazione. Ora ci troviamo in un ambiente in cui si è diffuso troppo nella popolazione il mito dei falsi idoli, che possono essere i social o dei vari guru che vanno in tv e che raccolgono un sacco di proseliti. Osserviamo i guru veri, quelli che ci sono stati e ci sono ancora nel mondo, che inviano messaggi importanti, non persone a caso che vanno in tv e dicono la loro.

Che registi siete tu e Lillo? Che feedback avete ricevuto dagli attori che avete diretto?
Abbiamo traslato il nostro modus operandi del teatro. Creiamo un ambiente molto armonioso, siamo sempre stati convinti che sia l’unico modo per aver un buon prodotto, soprattutto nel caso dell’umorismo. Per tutti è stata come una grande gita scolastica. Eravamo tutti contenti quando andavamo sul set di mattina e dispiaciuti quando andavamo via. Si finiva anche prima del previsto perchè siamo molto meticolosi e abbiamo fatto una lunga preproduzione prima di arrivare al primo ciak. Tutto è stato congeniato con ogni reparto.

C’è qualcosa di te che scambieresti con Lillo?
In verità di lui invidio molto una capacità che io non ho. Sono uno che in teatro ad esempio quando ha un’idea si fomenta, scrive, studia, corregge, poi si dà da fare molto nella fase della preproduzione, valuta il budget, sceglie gli attori, le letture, le scenografie. Poi si va in scena e dopo qualche giorno penso già alla prossima commedia perchè per me quella è già passata. Lillo invece porterebbe in scena sempre la stessa opera, sia perchè gli piace, sia perchè fa meno fatica sia perchè funziona. E’ quello che è successo anche con “Il mistero dell’assassino misterioso” con cui siamo andati in scena sette o otto volte. Io non riesco invece ad essere soddisfatto di un prodotto, penso sempre a quello che farò, che il prossimo sarà migliore e quindi mi devo mettere sotto a studiare. Da un certo punto di vista è una cosa positiva ma dall’altra è frustrante perchè non ti godi a pieno le cose.

In questo periodo ti sei dato molto da fare, oltre al film ti abbiamo visto in molti sketch, dirette, musica. Qual è una delle prime cose che farai quando si tornerà ad una maggiore normalità?
Sicuramente andare a suonare e poi andare a cena fuori con mi moglie Nicoletta.

Che prospettiva ha un musicista o un artista in questo momento in cui pare che il mondo dello spettacolo sembri abbadonato a se stesso?
Nella musica dovrebbero attrezzare degli spazi ad hoc, magari con separè di plexiglass e una suddivisione della platea. In teatro probabilmente si ripartirà con monologhi o spettacoli con due protagonisti. Sono preoccupato perchè essendo anche un produttore, al di là di quello che posso vivere io che sono abbastanza fortunato e posso andare avanti per mesi, ho molti contatti con trasportatori, attrezzisti, microfonisti etc etc. Si tratta di gente che lavora con noi ma anche con altri perchè è un mondo in cui bisogna sbancare il lunario e ora sono completamente fermi. I musicisti che suonano con me campano solo di musica. Anche loro sono fermi e parliamo di persone che comunque hanno alle spalle una famiglia.

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Antonella Valente
Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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