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Cinema

100 anni Alberto Sordi, Poste Italiane lo celebra con un francobollo speciale

Redazione

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Poste Italiane comunica che oggi 15 giugno 2020 viene emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “le Eccellenze italiane dello spettacolo” dedicato ad Alberto Sordi, nel centenario della nascita, relativo al valore della tariffa B pari a 1,10€. L’emissione ha una tiratura di quattrocentomila esemplari ed ogni foglio è composto da quarantacinque esemplari. Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente. Il bozzetto a cura di Claudia Giusto. La vignetta raffigura, un ritratto di Alberto Sordi, tra i più grandi interpreti della commedia all’italiana; in alto si staglia la sua firma preceduta dalla consueta dedica che Sordi era solito scrivere a chi gli chiedeva un autografo “CARAMENTE”.

“Alberto Sordi: un Uomo, il suo sogno”

“Giocava in pubblico con la fama di avaro perché solo pochissimi conoscevano ciò che faceva per gli altri”. E’ una frase che ben delinea l’Uomo Alberto Sordi.

“Alberto è l’attore più amato dalla gente, non solo per la sua poliedricità e il suo innato talento. Nato a Roma il 15 giugno 1920, da Pietro, concertista del Teatro dell’Opera, e Maria, maestra elementare, ha sempre dimostrato attaccamento viscerale alla sua città che amava profondamente, con tanti pregi e difetti che rese protagonisti attraverso personaggi indimenticabili. Spesso ci hanno fatto ridere. Molte volte ci hanno fatto riflettere. Talvolta anche piangere. Così, com’è la vita”.

“Il carattere e la determinazione di Alberto Sordi, la tenacia e l’abnegazione che l’hanno portato al successo come attore in un’Italia difficile e piena di contrasti, rinunciando alla famiglia e “sposando” letteralmente la sua carriera, tanto da considerare suoi “figli” i quasi 200 film interpretati, ne fanno soprattutto un uomo sorprendente, eclettico quanto popolare”.

“Alberto non si sottrasse mai all’abbraccio del pubblico che considerava la sua famiglia. E la gente di Roma lo elesse sindaco per un giorno, in occasione dei suoi 80 anni. Poi, per stargli vicino alla sua morte, una folla mai vista se non per il Papa, sfilò per giorni davanti a lui in segno di rispetto, amore, gratitudine”.

“Alberto ha rappresentato l’Italia. Le sue virtù, le sue fragilità. La forza vincente del cuore. Con grande discrezione e riservatezza, era solito fare del bene senza farlo sapere”

“E proprio per effetto di quel cuore grande che aveva, Alberto ha continuato a sorprendere. Ha lasciato alla Fondazione che porta il suo nome, da lui creata nel 1992, un terreno su cui costruire un sogno, il suo sogno. Un progetto sociosanitario dedicato al miglioramento delle condizioni degli anziani. Su quel terreno è stato realizzato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma, un polo di ricerca universitaria avanzata e un Centro per la Salute dell’Anziano”.

“Molto più che una visione, quella di Alberto. Nella sua lungimiranza, intuì che non solo l’anziano ha bisogno di cure sanitarie mirate, ma che l’invecchiamento della popolazione sarebbe stato un fenomeno in forte e rapida crescita. Un cambiamento sociale. Bisognava aiutare le persone contro solitudine e abbandono, prime cause di depressione e malattia: per questo è nato poi il Centro Diurno Anziani Fragili che serve un intero grande quartiere di Roma”.

“Oggi la Fondazione Alberto Sordi continua a coltivare questo e tanti altri progetti sociali e culturali: attraverso il documento della Carta Alleanza per le Persone Anziane ha creato una rete di sinergie, relazioni e dialogo fra istituzioni, enti ed associazioni. Fra Sanità e Territorio. Con l’obiettivo di Alberto di mettere la persona anziana al centro delle cure e della ricerca scientifica. Nell’anno del centenario della nascita, l’iniziativa dedicata di un francobollo e di un annullo postale ha un significato che travalica i confini nazionali e amplifica, oltre che gli aspetti talentuosi dell’artista, anche e soprattutto, il valore ed i principi dell’Uomo, Alberto Sordi”.

Ciro Intino, direttore Fondazione Alberto Sordi

Cinema

Luca: il nuovo film Disney-Pixar è ambientato in Italia

Riccardo Colella

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È stata fissata per il 18 giugno 2021 l’uscita di Luca, il nuovo film Disney-Pixar che sarà ambientato in Italia. Se è vero che i precedenti successi della casa statunitense si sono spesso basati sulle esperienze personali e sui ricordi dei registi, non è un caso che la produzione abbia voluto affidare a Enrico Casarosa, la direzione del prossimo progetto.

Sono nato a Genova, e ho trascorso le mie estati sulle spiagge”, ha dichiarato il regista al magazine britannico Empire. “Ho conosciuto il mio miglior amico quando avevo 11 anni. Io ero molto timido e ho incontrato questo ragazzino piantagrane che viveva una vita totalmente diversa dalla mia. Volevo fare un film proprio su quel tipo di amicizie che ti aiutano a crescere”.

Lo stesso regista ha voluto, con Luca, rendere omaggio ai cineasti italiani del passato e ai capolavori felliniani, aggiungendo quel tocco fiabesco e innocente così evidente nei film di Hayao Miyazaki.

L’Italia e la Liguria, quindi, al centro del prossimo film Disney-Pixar. La storia parla della profonda amicizia che nasce tra Luca e Alberto, due ragazzini che trascorrono l’estate sulla riviera ligure, tra trenette al pesto, giri in motorino e gelati sulla spiaggia.

Il rapporto tra i due amici, però, sarà messo a dura prova da un’oscura verità che si cela dietro alla figura del protagonista. Per entrambi, sarà un’importante occasione di crescita personale.

Il sodalizio tra Enrico Casarosa e la Pixar nasce nel 2006, quando il regista genovese collabora come storyboard artist alla realizzazione di Cars – Motori ruggenti. In seguito collabora alla realizzazione di Ratatouille e Up, entrambi vincitori agli Oscar come miglior lungometraggio d’animazione.

Il debutto da regista, invece, avviene nel 2011 col cortometraggio La luna, presentato in anteprima al Festival Internazionale del film d’animazione di Annecy e che, ottiene la candidatura agli Oscar 2012.

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Cinema

Pandemia e cinema chiusi bloccano l’uscita di No Time to Die

Federico Falcone

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Dovremo attendere la fine dell’anno per vedere “No Time to Die“, nuovo film della saga di James Bond. Ben tenendo a mente, però, due fattori determinanti affinché ciò possa realmente verificarsi: l’andamento in meius della pandemia e la possibilità di riapertura per i cinema. Aspetti, questi, indispensabili perché una pellicola che punta a incassi record non può prescindere dal botteghino cinematografico. E ora, purtroppo, i cinema sono in assoluto standby, quindi fare previsioni è altrettanto complesso. Dicasi lo stesso per la pandemia.

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Originariamente il film sarebbe dovuto uscire lo scorso anno ma poi è stato rinviato all’autunno 2020 e successivamente all’aprile di quest’anno. Le previsioni non hanno tenuto conto, però, di una seconda ondata del coronavirus, delle sue varianti e del rischio altissimo di una terza ondata primaverile. Impossibile, quindi, promuovere il film in queste condizioni.

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L’account ufficiale del film ha riportato l’ennesimo cambio data. Tutto slitta all’8 ottobre 2021. Inevitabile. La saga di Bond appassiona, da sempre, il pubblico di tutte le età e anche se questo sarà l’ultimo episodio con protagonista Daniel Craig, l’appeal di 007 è ben lungi dal tramontare. Il cast include Ralph Fiennes, Léa Seydoux, Naomie Harris, Ben Whishaw, Christoph Waltz e Jeffrey Wright, interpreti rispettivamente di M, Madeleine Swann, Moneypenny, Q, Blofeld e Felix Leiter.

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Cinema

Oscar 2021: cambia il regolamento per la categoria Miglior Film Straniero

Riccardo Colella

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Gli strascichi da Covid-19 si fanno ancora sentire e, soprattutto in un settore come quello cinematografico, messo a dura prova dall’anno appena trascorso, il 2021 introduce diverse novità. È di questi giorni, infatti, la notizia secondo cui l’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences (AMPAS), ha modificato i criteri di selezione per le nomination agli Oscar nella categoria Miglior Film Straniero.

In primis, già a partire dall’edizione 2021, la rosa che comporrà la short list dei film internazionali passerà da 10 a 15, anche a testimonianza del numero sempre crescente delle diverse nazioni che selezionano film, in propria rappresentanza. All’Academy, infatti, sono ben 93 le candidature giunte dai diversi paesi in meno di un mese.

In secundis, proprio la recente pandemia da Covid-19 ha giocoforza introdotto un importante punto di rottura rispetto alle precedenti edizioni in tema di votazioni. Se fino all’anno scorso le preferenze venivano espresse di persona, per garantire il regolare svolgimento delle operazioni e che ciò avvenga in totale sicurezza, quest’anno si procederà con votazione a scrutinio segreto e in un ambiente virtuale.

È bene ricordare, però, che la lista di cui parliamo fungerà da “anticamera” alla cerimonia degli Oscar del 25 aprile; e che già a Novembre del 2020, avevamo parlato dei film italiani in lizza. Se tanto ci da tanto, assieme all’ampliamento dei titoli in corsa, aumentano anche le chance italiane di entrare nella short list.

L’Italia, infatti, nonostante le polemiche per l’esclusione del Pinocchio di Matteo Garrone, Tutto il mio folle amore di Salvatores e, soprattutto, Favolacce dei fratelli D’Innocenzo, gareggerà con l’ultimo lavoro di Francesco Rosi, Notturno. La short list sarà completata il 9 febbraio, mentre le nomination saranno annunciate il 15 di marzo.

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