Yōkai: mostri e leggende giapponesi in esposizione alla Villa Grande di Monza

Il suggestivo Belvedere della Villa Reale a Monza ospita Yōkai. Le antiche stampe dei mostri giapponesi, innovativa esposizione sulle leggende e i miti del folklore nipponico, a cura di Paolo Linetti. Fino al 21 Agosto 2022 gli spettatori possono avventurarsi in un affascinante viaggio tra stampe, manoscritti, xilografie, abiti, spade, statuine relative all’immaginario collettivo nipponico del XVIII e XIX secolo.

Dai Samurai ai primi manga

Chi erano i samurai? Quali mostri popolano le leggende giapponesi? Chi ha inventato i manga? A queste ed altre interessanti domande tenta di rispondere la mostra “Yōkai. Le antiche stampe dei mostri giapponesi“, allestita al terzo piano della splendida Villa Reale di Monza.

Nato da un progetto della novella associazione Vertigo Syndrome, con il patrocinio del Comune di Monza e del Consolato Generale del Giappone a Milano, l’evento si pone come spinta verso la conoscenza della cultura orientale con un taglio assolutamente intergenerazionale. Il percorso espositivo infatti, rivolto in primis ad esperti e appassionati della cultura nipponica, è strutturato in modo da essere comprensibile anche ai profani con ricche didascalie e pannelli espositivi.

Come ha tenuto a sottolineare Chiara Spinnato, fondatrice di Vertigo Syndrome: “Fin da subito abbiamo chiesto il supporto di un’agenzia di comunicazione, che ci ha aiutato nel curare il linguaggio. Non vi aspettate effetti speciali o proiezioni multimediali, ci saranno invece didascalie e testi ben curati che si rivolgono proprio al nostro target di visitatori”.

Non mancano poi esperienze immersive che coinvolgono lo spettatore a 360 gradi. Il percorso infatti inizia con l’ingresso nella “stanza delle candele”, uno spazio adibito a rievocare il rituale delle cento candele tipico degli antichi samurai.

Kuniyoshi Utagawa, Okabe: la storia della pietra del gatto delle cinquantatré stazioni parallele del Tokaido, 1843-1847, xilografia policroma su carta da gelso, 364 x 251 mm

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Cento candele e creature mostruose

L’idea alla base della mostra risiede in una prova di coraggio riservata ai samurai del XVII secolo. 

Il rituale aveva inizio dopo l’ora del tramonto: i guerrieri si ritrovavano in una stanza illuminata da cento candele e ognuno di loro raccontava una storia di paura ispirata alle tradizionali leggende nipponiche. Una volta terminato il racconto, ciascun narratore si alzava per spegnere una candela e andare a specchiarsi in un angolo del vasto ambiente. La luce così diminuiva gradualmente e lasciava spazio a un’oscurità suggestionante, popolata da yōkai (letteralmente mostri in lingua giapponese).

Analogamente i visitatori di Villa Reale fanno il loro ingresso in una stanza tetra, illuminata soltanto da cento candele che si spengono progressivamente al loro passaggio; ad aumentare la suspense vi è la voce registrata di un attore che interpreta un samurai, impazzito per aver visto un fantasma.

Gli ectoplasmi sono solo alcuni dei bizzarri yōkai giapponesi, tra i quali spiccano: i Bakeneko, gatti mostruosi; i Kappa, esseri acquatici, che importunano le natanti; le Jorogumo, avvenenti donne che rivelano alle vittime la loro reale natura di enormi ragni; i Tanuki, buffi tassi trasformisti; le Ningyo le sirene dalla pelle profumata che possono donare agli uomini eterna giovinezza o morte atroce. Creature leggendarie esposte in mostra attraverso antiche xilografie, stampe e disegni.

Chikanobu Yoshu, Yamashiro, neve a Rokuhara, dalla serie Neve, luna e fiori, 1884, xilografia policroma su carta da gelso, 350 x 250 mm

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Statuine e preziosi manoscritti

L’intero percorso espositivo è suddiviso in undici sezioni impreziosite da alcuni speciali oggetti d’arte.

I visitatori potranno ammirare i famosi quaderni manga di Hokusai (che ne hanno promosso la diffusione in Occidente), un’armatura samurai, raffinati volumi illustrati e un rotolo a scorrimento, lungo dieci metri che racconta la vicenda di Shutendoji, creatura mitologica a capo di un esercito di mostri.

Un’intera sezione è inoltre dedicata alla collezione Bertocchi, costituita da settantasette netsuke, ossia statuine in avorio e legno conosciute a partire dal XVII secolo come “bottoni giapponesi”, e utilizzate per ancorare piccoli oggetti quali contenitori, borsellini, tabacchiere sui tradizionali kimono.

Chiude la mostra una sezione prodotta dalla casa editrice Hop!, con le opere di Loputyn, nome d’arte di Jessica Cioffi, illustratrice bresciana celebre tra gli appassionati di manga, che propone sei tavole originali, create per l’occasione che traggono ispirazione da affascinanti leggende giapponesi.

Hokusai Katsushika, Oiwa e Yurei da Quaderno manga X, 1850, xilografie policrome su carta da gelso, 29 pagine, 225 x 160 mm

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L’esposizione è visitabile fino al 21 Agosto 2022 nei seguenti giorni: venerdì dalle 15.00 alle 20.00 oppure sabato e domenica dalle 10.30 alle 20.00. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere un’e-mail a info@vertigosyndrome.it oppure collegarsi al sito web www.mostrigiapponesi.it

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Nata a L’Aquila nel 1985, Francesca Massaro consegue la laurea magistrale in Storia dell’Arte nel 2011. Nel 2016 scrive il catalogo della mostra Babele e inizia rapporti di consulenza e critica artistica per artisti aquilani e abruzzesi. Nel 2020 vince il premio letterario Fëdor Dostoevskij- sezione narrativa. Attualmente redige articoli per riviste e siti web del settore e coltiva la sua passione per la scrittura creativa.