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Musica

A fari spenti nella notte: il viaggio “slow” di Mogol e Battisti

Fabio Iuliano

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Avevo in mente di fare un viaggio lungo a cavallo. Chiesi a Lucio: “Perché non mi accompagni?”
“Semplice – mi rispose – perché non so cavalcare”
“Beh, impari”. E così è stato

Nella vita ti trovi a fare tante cose. Gran parte di questo, se non tutto, può aiutarti in qualche modo a diventare quello che vuoi diventare. Il resto finisce comunque nel bagagliaio.

Uno come Giulio Rapetti Mogol non lo ricordi per i suoi viaggi avventurosi quanto piuttosto per le parole messe alle musiche di Lucio Battisti e di molti altri artisti di successo. Eppure è stato tra i pionieri in Italia del viaggio “slow”. Celebre il viaggio a cavallo nel 1970 insieme a Lucio Battisti.

Da Carpiano a sud di Milano, verso Pavia. Da Castel San Giovanni e poi verso il mare di Sarzana, vicino a La Spezia. Sfruttarono strade poco battute verso la Versilia. Dopo Castiglioncello, Cecina, Grosseto, Urbino, Capalbio, fiancheggiano l’Aurelia, su strade poderali bianche. Mogol possedeva già un cavallo e quindi sapeva montare. Battisti invece partiva da zero. Dopo due giorni però era già in grado di galoppare. Aveva instaurato un feeling particolare con il cavallo.

“Una delle prime volte che venne qui alla Cascina Longora per esercitarsi c’era anche sua madre. Si sorprese quando scoprì che suo figlio sapeva cavalcare”, ricorda il barone Albert Moyersoen, uno dei più grandi uomini di cavalli che l´Italia abbia a disposizione. Il barone offrì il supporto tecnico-logistico nell’arco dell’intero viaggio.

L’itinerario non fu pianificato per intero, lasciando un margine di scelta lungo il viaggio. “A cavallo”, si trovò a raccontare Battisti, scomparso 22 anni fa, “le strade sono diverse, tutto è diverso in questa Italia semisconosciuta che frughiamo lentamente giorno per giorno. Percorriamo sentieri in mezzo ai boschi, stradine polverose, viottoli di montagna, spiagge. Qualche volta, ma è raro, incontriamo una striscia d’asfalto…”.

Non è un caso se quell’anno è uscita una canzone come Emozioni . Il portale Libreriamo ci aiuta a entrare nel vivo del testo. “Tutto quello che vediamo, sentiamo, che proviamo sulla nostra pelle ci trasmette emozioni: gli aironi che volano sopra il fiume, un prato verde, il sole che va a dormire, la brughiera la mattina. L’impegno è nel gestire e occuparsi di queste emozioni. Forte, nella canzone, è il senso della fine, tanto che può venire voglia di fare follie, come guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi è tanto difficile morire. Ma la speranza – la speranza che nasca un giorno una rosa rossa – non la perderemo mai. Ci avvicineremo, gli uni agli altri. E continueremo a cantare questa vecchia intramontabile poesia”.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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Shape Of Water: gli electro-rockers tornano con un nuovo Ep

Luigi Macera Mascitelli

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La nota casa discografica Eclipse Records fa sapere che gli electro-rocker Shape Of Water sono pronti a rilasciare un nuovo Ep. Il titolo sarà Lockdown On Mars, e verrà pubblicato il 21 febbraio 2021.

La band nasce nel 2004 a San Benedetto del Tronto ad opera dei connazionali Rox Capriotti e Luca De Falco. Inizialmente sotto il nome The Lotus, il duo decide poi di spostarsi in Inghilterra a Manchester. Qui i nostri daranno il via alla loro carriera musicale per poi sciogliersi e riformarsi nel 2018 come Shape Of Water.

Il qui presente Ep, che esce dopo l’album Great Illusion del 2020, contiene alcune tracce reinventate estratte dal full-length. In particolare troverete al suo interno una nuova versione di acclamati brani come Mars-X e The World Is Calling Me. Il disco è stato prodotto da Paul Reeve (Muse, Supergrass, Beta Band) e mixato da Rox Capriotti.

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Queen: Brian May ha composto il miglior assolo della storia

La notizia giunge dalla rivista inglese Total Guitar che qualche giorno fa ha indetto un sondaggio tra i lettori

Luigi Macera Mascitelli

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Il popolo ha parlato. È Brian May, ex chitarrista dei Queen, l’uomo che ha composto il miglior assolo di chitarra di tutti i tempi.

La notizia giunge dalla rivista inglese Total Guitar che qualche giorno fa ha indetto un sondaggio tra i lettori. Lo scopo era decretare chi, tra cinquanta assoli proposti, avesse scritto quello più bello e significativo. Il responso è stato chiaro ed inequivocabile: Bohemian Rhapsody, estratta dal celebre A Night at the Opera del 1975, contiene il miglior assolo della storia del rock ad opera di Brian May!

Leggi anche: “A Night at the Opera: il capolavoro dei Queen compie 45 anni

Il brano è storicamente riconosciuto come una perla di rara bellezza che assicurò ai Queen un successo a livello mondiale. Basti pensare che nel 2017 il brano è diventato il quarto più venduto nel Regno Unito. Mentre nel 2018, grazie al film omonimo con Rami Malek nei panni di Freddie Mercury, Bohemian Rhapsody è in assoluto il singolo del XX secolo più ascoltato di sempre in streaming, con oltre 1,6 miliardi di riproduzioni.

Un altro grande traguardo per una band che continua imperterrita ad attirare l’attenzione -meritatissima- e l’amore dei fan, dal più anziano al più giovane. Lo stesso Brian May, tramite il suo profilo Instagram, ha detto la sua, ringraziando tutti per il costante supporto e l’affetto ricevuti.

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Spotify presenta la playlist dedicata al jazz italiano

Redazione

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Spotify presenta Jazz Italia Playlist Takeover: la playlist dedicata alla scena jazz del nostro paese.

Ogni mese, a partire da oggi, la playlist sarà curata da un grande nome del jazz italiano che selezionerà per Spotify 50 pezzi tra i più rappresentativi nella storia italiana del genere. Nel corso dell’anno gli utenti potranno quindi ascoltare le tracce preferite da artisti del calibro di Fabrizio Bosso, Danilo Rea, Maria Pia De Vito, Roberto Gatto, e molti altri eccezionali musicisti.

Il primo takeover, già disponibile sulla piattaforma, è stato affidato a Paolo Fresu, uno dei più noti trombettisti italiani nel mondo, che ha spiegato a Spotify quali sono i criteri fondamentali da tenere in considerazione per comporre una playlist che rappresenti la storia del jazz italiano:

Non è semplice, perché il jazz italiano è oggi una realtà ricca ed eterogenea e perché rappresenta una storia importante che parte dal dopoguerra fino ad oggi. Non si possono non scegliere i brani dei nostri padri putativi come non si possono non scegliere i brani che hanno caratterizzato alcuni movimenti stilistici che hanno portato fino al presente. Certo: per quanto mi riguarda sarebbe stato bello inserire alcuni dei tanti nomi del jazz di oggi, soprattutto dei bravissimi e talentuosi giovani leoni e giovani leonesse… Scegliere cinquanta brani è come rispondere alla domanda dei tre dischi da portare sull’isola deserta… Ci saranno altri artisti che prepareranno altre playlist e ci saranno altre isole da abitare”.

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