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Una webserie che racconta una videochat di psicoterapia di gruppo. Ecco Chat Therapy

La commedia a puntate racconta con leggerezza come stiamo affrontando la nuova realtà della pandemia e come abbiamo scoperto nella lontananza di poter essere più vicini che mai

Antonella Valente

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Chat Therapy, scritta da Tania Dimartino e diretta dal regista Marcantonio Graffeo, è una web serie di genere comedy che ci porta dentro una videochat di psicoterapia di gruppo. 

Nella fase iniziale, durante l’isolamento per la pandemia, i nostri protagonisti hanno bisogno più che mai del loro terapeuta, ma lui scompare all’improvviso lasciandoli in balia delle loro nevrosi.  La chat diventa necessaria per tutti e continuerà anche dopo la fine della quarantena. 

La commedia a puntate racconta con leggerezza come stiamo affrontando la nuova realtà della pandemia e come abbiamo scoperto nella lontananza di poter essere più vicini che mai.

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PRIMA PUNTATA DOMENICA 10 MAGGIO ORE 18.00 su Facebook, Instagram e Youtube

La Storia

Un gruppo di pazienti che settimanalmente si riunisce per una psicoterapia di gruppo, si trova di colpo a non potersi più incontrare a causa del lockdown per il covid-19. Il gruppo decide di continuare comunque la psicoterapia collegandosi in videochat.
Tutti hanno bisogno più di prima del terapeuta, la quarantena sta facendo esplodere conflitti in famiglia, fobie, crisi sentimentali. Lo psicologo però li abbandona e i pazienti devono cavarsela da soli.

Gioia, maratoneta e allenatrice, ha una storia d’amore con un ragazzo più giovane di lei. I suoi figli non sanno nulla della relazione, ma il ragazzo insiste per una storia alla luce del sole. 

Marzia ha due gemelli di due anni e un marito che ha paura di contrarre il virus. Si è chiuso nello studio dal quale esce solo per andare in bagno e Marzia deve badare ai bambini da sola. Ha resistito all’inizio perché è una Wonder Woman ma ora la sua corazza sta cedendo.

Marcello ha pubblicato con successo il suo primo romanzo, ma ora ha il blocco dello scrittore. L’editore gli ha dato un anticipo per il secondo libro, ma lui non ha ancora scritto una riga e per questo sta attraversando una grande crisi. 

Roberto fa uso di cocaina e frequenta il gruppo solamente perché il giudice lo ha costretto a completare un percorso terapeutico. Lui non ha nessuna intenzione di guarire e nessuna fiducia nel terapeuta. Si considera l’unico sano del gruppo e finora non ha mai raccontato nulla della sua vita. 

Anna è la moglie di Marcello e si infila nel gruppo per caso. La sua presenza però darà una scossa a Roberto che per lei farà cose da pazzi.

“E chi lo aveva mai fatto il regista via chat?! Inizialmente ho aderito al progetto per dimostrare l’inutilità della mia presenza. Dirigere senza il corpo, io poi che mi immedesimo in ogni ruolo e lo ri-faccio, che parlo con il corpo! Eppure sono entrato subito in sintonia, sarà stata la fame di contatti, l’astinenza: una comunicazione totale. Propongo di non fare tagli, di fare le prove come in teatro e poi fare una diretta, dal vivo, senza montaggio. Insomma una chat con l’immediatezza del teatro. Funziona, mi appassiono! Chat Therapy è una sorta di soap, divertente, vera e per niente superficiale.”             

Il regista Marcantonio Graffeo

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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Lo sapevi che: sfiga e credenze popolari, dal gatto nero al sale, da dove nascono?

Gaetano Miranda

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Credenze popolari, miti e modi di dire relativi alla malasorte, alla sfiga e a ciò che – si dice – porti sfortuna, sono argomento evergreen nel dialogo quotidiano. Passano gli anni, ma alcuni retaggi culturali restano. In Italia sono tantissimi, da nord a sud, quelli secondo cui la vita dell’uomo sarebbe in qualche maniera condizionata da alcuni avvenimenti che porterebbero sfortuna. Delle condizioni fattuali che influenzerebbero il modus vivendi di un singolo individuo. Ammesso che questi ci creda davvero.

Perché si dice “è tutto un altro paio di maniche”?

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Gli italiani, lo sappiamo, sono spesso superstiziosi o credono alla sfiga, specialmente nel meridione. Spesso queste credenze strappano un sorriso, ma l’origine di alcuni costumi non la conosciamo fino in fondo. Ed esplorando più in profondità, scalfendo quella patina di superficialità che potrebbe spuntare la volontà di approfondimento, invece, troviamo delle risposte spesso inaspettate.

Lo sapevi che: perché biciclette e moto hanno il cavalletto sul lato sinistro?

La parola, come ogni altra forma di energia, influisce e crea, ma qui dovremmo andare poi nel campo della fisica quantistica. Insomma, ce ne parla il dottor Gaetano Miranda, antropologo fisico, che fa luce su alcuni credenze popolari.

Per l’uomo sarà più complesso vivere su Marte oppure affrontare il viaggio di andata?

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Andy Warhol, le sue opere cinematografiche arrivano su Amazon Prime Video

Redazione

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Minerva Pictures è orgogliosa di annunciare che, in seguito all’accordo stipulato con la Andy Warhol Foundation-Europa, le opere cinematografiche dirette e prodotte dall’iconico padre della Pop-Art, saranno  a disposizione dei tantissimi amanti e cinefili, su RaroVideo Channel a partire dal 1 marzo. Il canale, in abbonamento su Amazon Prime Video, consente la visione, in un unico luogo, di tutto il prestigioso catalogo di immagini in movimento offerto da RaroVideo.

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Tra i capolavori che fanno parte dell’accordo, troviamo le storie di vita dal sapore intimo e nascosto di The Chelsea Girls, opera monumentale della durata di 4 ore girata in doppio schermo, Vinyl, il film che forse può essere definito il più punk tra le opere di Warhol e ancora, la lunga e libera improvvisazione di The Velvet Underground&Nico, che ci riporta in quella meravigliosa e indimenticabile atmosfera newyorkese alla corte di Nico, Lou Reed e soci. Saranno editati e proposti anche i capolavori degli inizi come Blow Job e Kiss e non mancherà nemmeno la trilogia prodotta da Warhol e diretta dal suo antico amico e sodale Paul Morrissey, Flesh/Trash/Heat, con una delle icone della factory warholiana qual è Joe Dallessandro.

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Un accordo, quello con la Andy Warhol Foundation, che assume i tratti di un vero e proprio evento dal grande valore artistico, dato che le opere saranno ospitate da RaroVideo Channel su Amazon Prime Video in esclusiva mondiale.

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Walt Whitman, il padre della poesia americana

Erica Ciaccia

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Walter Whitman, noto come Walt Whitman (West Hills 1819 – Camden 1892) è stato un poeta, scrittore e giornalista statunitense. Considerato il padre della poesia americana, è stato il primo poeta moderno ad utilizzare comunemente il verso libero, di cui è considerato in un certo senso “l’inventore”.

Le sue radici si rintracciano nel visionarismo profetico di William Blake, quei suoi versi lunghissimi e prosatici provengono infatti dall’influenza di quest’ultimo, anche se il poeta americano ne stempera la carica alchemico-mitica e li usa in una versione più franta, metricamente più fluida, tanto da fargli guadagnare appunto un posto tra gli iniziatori del verso libero.

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La famiglia di poeti cui Whitman appartiene e della quale è considerato il patriarca, è una famiglia che purtroppo negli ultimi decenni non ha avuto in Italia una buona reputazione: vi appartengono cantori di una americanità continentale, come Rubén Darío, Pablo Neruda, Allen Ginsberg e perfino Borges, che fu anch’egli un whitmaniano.

La sua raccolta più famosa “Foglie d’erba” fu pubblicata nel 1855 in occasione del giorno dell’Indipendenza e proprio per questo sarà un’opera destinata ad essere considerata la “Bibbia democratica americana”. Come poeta e come persona, Walt Whitman resta grande e sfuggente.

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Non si riesce a sapere, nemmeno al giorno d’oggi, la maggior parte di ciò che egli non voleva che si sapesse, malgrado i grandi sforzi di molti devoti e colti biografi. Il legame tra la sua poesia e la sua vita è molto più incerto di quanto non creda la maggior parte dei lettori. Eppure Whitman è tanto importante per noi, tanto crucial nella mitologia americana, tanto assolutamente centrale nella nostra cultura letteraria che abbiamo bisogno di progredire nel tentativo di mettere insieme la sua vita e la sua opera. 

Di seguito alcuni versi tratti da “Foglie d’erba”: 

C’è questo in me – io non so che cosa è  – ma so che è in me. 
Contorto e sudato – calmo e fresco poi diventa il mio corpo, 
io dormo – dormo a lungo.
Io non lo conosco – è senza nome – è una parola non
detta,
Non è nei dizionari, tra le espressioni, tra i simboli.
Qualcosa lo fa oscillare su più terra di me,
amica ne è la creazione, il cui abbraccio mi sveglia. 
Forse potrei dire di più, Lineamenti! Io intercedo per 
i miei fratelli e le mie sorelle.

Vedete, miei fratelli e sorelle?
Non è caos o morte – è forma, unione, progetto – è vita eterna – è Felicità.

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