Connect with us

Musica

Tommaso Paradiso, disponibile il video del singolo i “I nostri anni”

Redazione

Published

on

È disponibile il videoclip de “I Nostri Anni”, il nuovo singolo inedito di Tommaso Paradiso uscito su etichetta Island Records il 10 gennaio, che ha già superato il milione di stream su Spotify.

Diretto dagli YouNuts! (Antonio Usbergo e Niccolò Celaia) e prodotto da Antonio Giampaolo per Maestro Production, il video vede Tommaso Paradiso muoversi sullo sfondo di una splendida Roma notturna. Una celebrazione della città d’origine e amatissima dall’artista attraverso le immagini di luoghi iconici, dalla scalinata di Piazza di Spagna al Cupolone, che in questi nostri anni hanno fatto da scenario a momenti indimenticabili

“I nostri anni”, scritta da Tommaso Paradiso e prodotta da Matteo Cantaluppi, è un inno alla bellezza fatta di momenti, dettagli, piccoli gesti della quotidianità dalla musica di mamma e papà, ai biscotti inzuppati nel latte, i discorsi dopo mezzanotte. Un racconto intriso di nostalgia in grado di far ridere e commuovere ancora, dove si trovano i segni del passato uniti ad alcune figure simbolo che incrociano cultura pop e filosofia, da Alberto Sordi a Kant. La descrizione dei nostri anni che porta a una domanda universale sulla felicità: Cos’è che ci fa sentire polvere di stelle?

Ecco il video: (https://youtu.be/EEeMRFEOLxs)

Con queste parole Tommaso Paradiso descrive il brano:

“I nostri anni” nella linea temporale della mia carriera è una sorta di canzone manifesto, un po’ come lo sono state “Promiscuità” o “Sold Out”. È come se ad un certo punto dovessi mettere un punto, tirare le somme, fare una foto che sappia cogliere un passaggio importante della mia vita. E questo è ciò che in effetti rappresenta “I nostri anni” per me. L’amicizia, l’amore, la mia città, il mio passato e il mio presente che vivono insieme in una sola canzone.

A partire dal 21 ottobre 2020 Tommaso Paradiso partirà per “SULLE NUVOLE TOUR”, dove sarà protagonista sui palchi dei principali palazzetti italiani. La tournée, prodotta da Vivo Concerti, toccherà 10 città e inizierà dal Palazzo dello  Sport di Roma (21 ottobre), per poi fare tappa a Napoli (27 ottobre), Bari (30 ottobre), Reggio Calabria (3 novembre), Catania (6 novembre), Milano (11 novembre), Jesolo (14 novembre), Firenze (25 novembre), Bologna (28 Novembre) e concludersi al Pala Alpitour di Torino il 4 dicembre 2020.

Tommaso Paradiso proporrà uno show originale, un’esperienza coinvolgente e imperdibile per gli amanti dell’apprezzatissimo cantautore con una scaletta in cui non mancheranno tutti i suoi più grandi successi, da “Completamente” e “Riccione”, fino a “Questa Nostra Stupida Canzone d’Amore”, “New York”, “Felicità Puttana” e “Maradona y Pelé” (al 2° posto nella Top 100 of the year 2019 italiana EarOne e alla posizione #9 nella Top 100 of the year EarOne) oltre naturalmente ai singoli “I nostri anni” e “Non avere paura”, uscito il 25 settembre e già certificato disco di platino (Island Records).

A quasi quattro mesi dall’uscita, il brano è ancora presente nella Top 15 delle classifiche Apple Music e iTunes e nella Top 20 della FIMI/Gfk. Su Spotify il brano ha raggiunto 24,7 milioni di stream e su Youtube il suo video conta oltre 20,5 milioni di views.

CALENDARIO “SULLE NUVOLE TOUR”

Mercoledì 21 ottobre 2020 || Roma @ Palazzo dello Sport

Martedì 27 ottobre 2020 || Napoli @ PalaPartenope

Venerdì 30 ottobre 2020 || Bari @ PalaFlorio

Martedì 3 novembre 2020 || Reggio Calabria @ PalaCalafiore

Venerdì 6 novembre 2020 || Catania @ PalaCatania

Mercoledì 11 novembre 2020 || Assago (MI) @ Mediolanum Forum

Sabato 14 novembre 2020 || Jesolo (VE) @ PalaInvent

Mercoledì 25 novembre 2020 || Firenze @ Nelson Mandela Forum

Sabato 28 novembre 2020 || Casalecchio di Reno (BO) @ Unipol Arena

Venerdì 4 dicembre 2020 || Torino @ Pala Alpitour

Musica

Di Cioccio-Campanelli: atmosfere in stile Kraftwerk per il nuovo “Zaumberspiegel”

Redazione

Published

on

“Zauberspiegel” è il primo singolo firmato dal duo Di Cioccio/Campanelli. La musica digitale che incontro gli strumenti elettronici analogici, così potremmo definire i lavori firmati dai due musicisti. Gli artisti, prendendo a piene mani dalla lezione dei Kraftwerk, ripropongono una musica fatta di elettronica 80’stechno e industrial.

“Zauberspiegel” è il primo singolo di questa loro nuova avventura musicale insieme, dopo la militanza di entrambi all’interno dei Le Borg: «“Zauberspiegel” è romantica e rievocativa di un’era analogica che appariva foriera di conquiste. Per il titolo abbiamo quindi pensato al nome di un antico televisore, quelli in bianco e nero, enormi, da salotto. Nella parte centrale del brano abbiamo scelto suoni che richiamassero impulsi ed ingranaggi, sovrapponendoli ad un tappeto di basso molto marcato, per sintetizzare l’evolversi dinamico del progresso».

Leggi anche: Alla scoperta della casa museo di Louis Armstrong

In uscita per Aventino Music, il brano è stato interamente registrato dai due presso lo studio di Paolo Di Cioccio: «“Zauberspiegel”, come tutto l’album da cui è tratta, è stata registrata presso la nostra “caverna del suono”, ovvero lo studio privato di Paolo Di Cioccio, con componentistica e strumenti digitali. Unici strumenti analogici, i sintetizzatori Doepfer, utilizzati per creare effetti e rumoristica in generale. Il nostro lavoro iniziale è stato poi raffinato ed impreziosito presso gli studi della Aventino Music, con una non comune ed immediata sintonia».

Leggi anche: “Brigata Bianca”: Samuel rilascia il suo secondo album da solista

“Zauberspiegel” è il primo estratto da “The Last Odyssey”, album dedicato alla memoria di Florian Schneider dei Kraftwerk, in uscita il 3 febbraio: «“The Last Odyssey” è dedicato alla memoria di Florian Schneider e dei suoi Kraftwerk. Abbiamo provato a ricreare quegli stati d’animo dell’elettronica strumentale anni ‘80, cercando una visione moderna del lascito artistico del compianto compositore. Abbiamo così trovato sonorità che fossero contemporaneamente rievocative di quegli anni e, nello stesso, tempo richiamassero qualche eco della prima techno. Di fondo, il nostro lavoro vuole essere ispirato alla gradevolezza dell’ascolto, nel richiamo della tecnologia analogica. Proprio in questa prospettiva ci siamo ispirati ai vecchi 45 giri per la durata dei brani, tutti attorno ai tre minuti».

Leggi anche: Energia e groove, “Beyond Thuderdome” è il nuovo singolo dei Death of a Legend

Continue Reading

Musica

Energia e groove, “Beyond Thuderdome” è il nuovo singolo dei Death of a Legend

Redazione

Published

on

Dopo il successo del primo singolo Faceman, che ha superato i 27k streams in poco più di un mese dalla sua uscita, i Death of a Legend sono pronti a farvi ascoltare Beyond Thunderdome. Il brano è un concentrato di energia e ironia, marchio distintivo della band.

Trippy, il cantante, dichiara: “nessuna città morta che tace in una terra desolata radioattiva e nessuna muscle-car corazzata piena di punte e motoseghe. Ci hanno detto che la cosa più preziosa rimasta era il carburante e si sbagliavano. Poi ci hanno detto che la cosa più preziosa rimasta era l’acqua e di nuovo si sono sbagliati. Tutto sbagliato. È carta igienica… ed è finita”.

Leggi anche: Gli Aborym svelano Hostile: “Per la prima volta abbiamo scritto il disco da band”

Beyond Thunderdome è la prima canzone su cui abbiamo lavorato insieme all’inizio del 2020. La formazione non era completa e stavamo ancora cercando di trovare il nostro modo di fare le cose, quindi la prima versione sembrava più una traccia thrash metal. All’inizio, è stato difficile dare a tutto un senso, ma dopo… fanculo, ci siamo lasciati andare, non l’abbiamo più fatto e tutto è fluito naturalmente. Enjoy”.

Death of a Legend, band rock’n’roll formata da membri della scena hardcore punk milanese, schierano: Trippy alla voce, Mark alle chitarre, Zane al basso e Don Malasorte alla batteria. Lo stile della band mescola le iconici beat del rocker blues Danko Jones, sfaccettature grezze di band come Maylene and the sons of Disaster e The Bronx ed un groove tipico dei primi Volbeat.

Leggi anche: Malu Signu: la ballata di Federico Stabile che fonde il Funk alla lingua siciliana

Continue Reading

Musica

Malu Signu: la ballata di Federico Stabile che fonde il Funk alla lingua siciliana

Redazione

Published

on

Malu Signu è il nuovo singolo di Federico Stabile, musicista e cantautore palermitano. Il brano è stato registrato negli studi di Indigo, a Palermo e prodotto da Fabio Rizzo. Federico Stabile ha realizzato voce e chitarre mentre troviamo Filippo Migliore al basso, Giulio Scavuzzo alla batteria, Donato Di Trapani a tastiere e synth e Martina Cirri ai cori. 

Malu Signu’ nasce durante il primo lockdown tra marzo e aprile 2020. Il brano parla di migrazione ed è indirizzato a tutti coloro che sono in qualche modo migranti per differenti motivi, da chi in qualunque modo scappa o si sposta dal proprio paese d’origine. La ritmica di ‘Malu Signu’ si basa su un beat funk che accarezza la bossa nova. L’utilizzo di chorus, per la chitarra, e dei synth danno al brano un’aria sospesa, quasi onirica. Il ritornello è totalmente strumentale, il motivo è riprodotto da una serie di chitarre, che si sposano una con l’altra, e dai cori. 

Leggi anche: Il Trio Cardoso compie 25 anni di attività e pubblica “Kosmos – concerto per i popoli”

Il brano trae ispirazione da diverse sonorità dal funk, alla bossa nova fino al future soul. Il siciliano nel brano è co-protagonista insieme al Nu Soul, perché lingua d’origine del cantautore e idioma unico per l’espressività fonetica e musicale. Nel processo creativo di nascita del pezzo  sono stati molto importanti sono stati per Federico Stabile gli ascolti di artisti come Bibio, Tom Misch e Style Council. 

“Tutto il brano è un monologo-dialogo di un ragazzo migrante con l’ascoltatore, nel pre ritornello (…e amuri comu semu, stritti nni pigghiamu…) il personaggio cambia diventando la madre del ragazzo in questione – spiega Stabile – Il climax culmina nel “gioioso” e sognante ritornello strumentale. Il titolo, Malu Signu, ricorda il famoso brano blues americano Born Under a Bad Sign che nel testo viene letteralmente riportato in siciliano Nasciuti sutta un Malu Signu. Il duplice senso di impotenza dato anche dal confinamento dentro casa, causa pandemia covid, ho cercato di reprimerlo scrivendo il brano. Gli sbarchi non si fermano, non basta una pandemia per fermare le migrazioni. Le notizie sulle morti dei migranti, ormai sono messe in secondo piano dal virus, tanto da renderle quasi difficile da  strumentalizzare dai soliti noti. Le persone però continueranno ad attraversare il mare e a morire e continueranno a farlo”.

Continue Reading

In evidenza