Connect with us

Teatro

Non c’è il solo professionismo: i mille volti del teatro, in bilico tra crisi artistica e culturale

Published

on

“Come mai i teatri sono vuoti? Solo perché il pubblico non ci va”

Questo l’interrogativo di Karl Valentin, cabarettista, attore teatrale e produttore cinematografico tedesco, in un suo monologo intitolato “Il Teatro Dell’Obbligo”. L’interrogativo è rimasto vivo in tutti questi anni: Perché la gente non va a teatro? Perché non si ha voglia di andare a vedere l’arte più antica di cui l’uomo si è fatto creatore?

MyZona

Fin dall’antichità gli artisti hanno vissuto e lavorato grazie a veri e propri “mecenati” (basti pensare ai giullari di corte) e, sotto la protezione e il sostegno economico di ricche famiglie, potevano dare corpo e sostanza alle loro creazioni artistiche (dalla scultura alla danza, passando per la pittura e il teatro).

È impensabile che nel ventesimo secolo le cose possano andare ancora così. Il mondo è cambiato, si è evoluto (per fortuna) e, sempre per fortuna, ad oggi il Teatro (spero mi perdoniate e comprendiate se lo riproporrò sempre con la maiuscola) è accessibile ad ogni classe sociale, senza lasciare più indietro nessuno.

Ma chi ne fa le spese di questa “accessibilità”?

Analizzare bene la situazione e nella fattispecie il panorama italiano richiede un po’ di osservazione di quello che è diventato il Teatro oggi. Per facilità di lettura – in un mondo che va a velocità di smartphone – preferirò elencare in quattro grandi categorie questa disamina.

IL TEATRO OFF

Per Teatro Off intendiamo tutti i piccoli teatri che vanno dai 30 ai 200 posti a sedere circa. Quasi sempre questi offrono la programmazione migliore (molto spesso monologhi o spettacoli a due/tre attori viste le piccole dimensioni). Programmazione variegata, di qualità e con attori giovani che un giorno siamo certi spiccheranno il volo.

In questi Teatri si ha circa l’80% di possibilità di trovare un buono spettacolo, (esamineremo fra poco il restante 20%), ma lo spettatore che non ci entra annovera come motivazioni le seguenti:

1. Il palco è troppo piccolo! (Eppure lo spettacolo non deve farlo lui!)

2. Soffro di claustrofobia, non ce la faccio!

3. Ma che? 30 posti e tu me lo chiami Teatro? Questa è ‘na stanzetta!

4. No, io i monologhi non li vedo, mi addormento!

5. L’attore lo posso aver visto in qualche fiction in in tv?

6. Ma si ride??

7. Ma mi spetta l’omaggio? (Scusa ma all’idraulico o in pizzeria lo chiedi l’omaggio?)

Simili amenità si vanno a sommare a molte altre che, per brevità, non è necessario elencare. I Teatri Off sono frequentati maggiormente dagli stessi spettatori affezionati, dotati di spirito critico, quel briciolo di cultura che non ha mai guastato, e passione. Purtroppo con questi pochi difficilmente si riesce a comprire le spese.

Lo spettatore che NON entra in questi piccoli Teatri, è figlio di quella tv spazzatura che ci regala tette e culi al vento, conduttrici con occhi da cerbiatta che fanno sciacallaggio sul dolore altrui, seguono tronisti e non schiodano dal divano se c’è da guardare una dozzina di idioti chiusi in una casa a litigare o impegnati in atti osceni. A questo NonSpettatore preferirò non dare alcun appellativo, anche perché non rientra nelle categorie che stiamo analizzando, ma è necessario non ignorare il fenomeno.

IL TEATRO DI RICERCA O SPERIMENTALE

Dagli anni ‘70 in poi è stato coniato un nuovo genere. In questa categoria di spettacoli rientrano quelli in cui con un solo faro ad illuminare una sedia, l’attore recita sconnessamente dalle sei alle dieci battute in tutta la pièce, quelli in cui il protagonista ingoia un microfono (“così de botto, senza senso” [cit. – Boris Serie Tv]), quelli in cui – nudi- gli attori saltano sul palco facendo danzare inutilmente genitali senza un vero perché (“così de botto, senza senso bis” [Cit. Sempre Boris]), ma anche alcuni carini e comprensibili (molto rari).

Ad oggi ancora nessuno ha capito che cosa stiano ricercando. Autoreferenzialità? Non c’è pubblico senza spettacolo e non c’è spettacolo senza pubblico! Non sarebbe mica il caso di rendere le cose più chiare e intellegibili affinché lo spettatore possa comprendere? Pensiamo quindi allo spettatore che assiste a suddetti spettacoli e, rientrato a casa, si interroga sul cosa ci sia in lui di sbagliato e perché non abbia capito il senso. Tornerà a casa frustrato e demotivato.

LE COMPAGNIE AMATORIALI

Prima di intraprendere la mia attività da attrice e regista professionista, diplomandomi in Accademia sono stata un’amatoriale anche io. Amo la categoria in quanto “amatori” della suddetta arte.

Di questa categoria fanno anche parte “attori” o sedicenti tali impegnati a realizzare opere dai connotati discutibili. Ciò accade anche perché i lavoratori dello spettacolo non hanno una regolamentazione atta a decidere chi possa o non possa svolgere questo mestiere. Possono tutti, purtroppo o per fortuna, a seconda dei punti di vista. Capita, però, che alcuni decidano di deliziarci con vuoti di memoria, risate in scena, tempi biblici fra una battuta e l’altra, recitazione improvvisata o che arranca e, dulcis in fundo, costumi di scena fatti di raso.

Le compagnie amatoriali pagando un affitto a un Teatro, lo sostengono. Questo è sicuramente un fattore economico molto positivo. La domanda sorge spontanea: “perché il Teatro che li ospita si fa promotore di tali iniziative alle quali, invece, dovrebbero prender parte solo parenti e amici torturati per mesi con sms contenenti locandine realizzate in Paint?”.

Moltissimi teatri (spesso Off appartenenti al 20% di cui parlavo pocanzi) , che d’ora in poi chiameremo “affittacamere” (e non è casuale che la parola “teatro” sia tornata in minuscolo) pur percependo l’affitto o un famoso “minimo garantito + incasso a percentuale”, per accaparrarsi qualche spicciolo in più, imbrogliano i propri spettatori che, ignari e pieni di fiducia nell’abbonamento che hanno acquistato presso di loro, si recano a teatro convinti di assistere ad uno spettacolo professionale. Il suddetto spettatore, quindi, tornerà a casa credendo di esser stato imbrogliato.

GRANDI SPETTACOLI CON TANTO CAST

Escludendo assolutamente l’Opera Lirica che, ad oggi, percepisce la quasi totalità dei fondi FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo), in questa categoria ci rimangono gli spettacoli di prosa nei Teatri Stabili (comunque sovvenzionati) e i Musical che, portando in scena dai 15 ai 30 artisti con il supporto IN-DIS-PEN-SA-BI-LE di altrettante maestranze ( fonici, scenografi, costumisti…ecc), vendono – a ragione biglietti fino anche a 50/60€ ciascuno.

Talvolta, però, capita di imbattersi in cantonate colossali, dove gli attori si impallano vicendevolmente (impallare : coprire un altro attore in scena- per i non addetti), regie fatte con i piedi, l’attore famoso della tv messo lì solo per richiamare pubblico che, gaudente come non mai, lo acclamerà nonostante non ne abbia azzeccata una e altre simili amenità. Ma parliamo comunque di quelli fatti bene che sono una buona parte.

Il biglietto giustamente ha un costo elevato perché non si hanno fondi a sufficienza per coprire le spese, questo perché siamo ignorati dal nostro spesso assente ministero. Lo spettatore che spende questa cifra e becca lo spettacolo fatto male si sentirà truffato. Gli altri ok, son stati fortunati!

Quindi: “frustrato”, “demotivato” , “imbrogliato” e “truffato”, questi sono solo alcuni degli stati d’animo dello spettatore moderno, stati d’animo che, se reiterati, lo porteranno a non volersi più recare in quello splendido posto con sipario di velluto e quell’odore adorabile e inconfondibile. Ma cerchiamo di capire da cosa derivi, invece, il fatto che il NonSpettatore citato all’inizio non si avvicini nemmeno al botteghino:

1. La società odierna non incentiva la cultura con mezzi di diffusione di massa come la scuola o magari la tv che, al contrario, ci propina schifezze di ogni entità e genere;

2. A questo si va a sommare l’assoluta noncuranza dello Stato che ignora la categoria dei lavoratori dello Spettacolo (fermi da più di un anno e dimenticati da Dio, lo ricordiamo!) e non ne promuove la buona produzione (come avviene all’estero, basti pensare ai vicini francesi molto più tutelati di noi), lasciando i lavoratori dello spettacolo senza tutele e in una condizione di povertà, ma soprattutto di solitudine;

3. Gli artisti stessi che sono incapaci di proporre al pubblico cose che possano capire, apprezzare , ma senza abbassare mai la qualità attoriale e di messa in scena delle performance, senza, quindi, necessariamente scadere in qualunquismi di basso rango, attuando quindi un atteggiamento autolesionista per il Teatro stesso;

Per concludere questo panegirico infinito su possibili motivazioni, sempre con parole di Karl Valentin, vi lascio ad un’ipotetica quanto utopistica e surreale soluzione al problema: “La colpa è tutta dello Stato. Perché non si istituisce il teatro dell’obbligo? Se ognuno sarà costretto ad andare a teatro, le cose cambieranno immediatamente. Perché pensate abbiano creato la scuola dell’obbligo? Nessuno andrebbe a scuola se non fosse costretto ad andarci. Per il teatro, anche se non è facile, forse si potrebbe senza troppe difficoltà fare lo stesso. Con la buona volontà e il senso del dovere, si ottiene tutto. Non è forse vero che anche il teatro è una scuola, punto interrogativo!

Per quanto tempo ancora rimarremo inermi davanti a questa lenta morte della cultura in Italia?

di Simona Epifani

Musica

I Cantieri dell’Immaginario: chiusura con Samuele Bersani e lo spettacolo “All’Umor non si comanda”

Published

on

Samuele Bersani

Parole e note nella giornata conclusiva della kermesse I Cantieri dell’Immaginario 2021, il festival promosso dal Comune dell’Aquila con la direzione artistica del maestro Leonardo De Amicis. Una kermesse che ha visto 30 spettacoli nel cuore dell’estate del capoluogo abruzzese. Nel pomeriggio di lunedì 26, il Teatro stabile d’Abruzzo – in collaborazione con Spazio Rimediato e l’associazione Ricordo – presenta lo spettacolo “All’Umor non si comanda”, in serata concerto di chiusura con Samuele Bersani.

“All’Umor non si comanda” porta la firma di Giuseppe Tomei con musiche di Fabio Iuliano e Alessia Centofanti (quest’ultima cura anche la supervisione musicale).

MyZona

Scenografia a cura di Edoardo Gaudieri, costumi Mara Gentile (BrucaLab), disegno luci Luca Serani, supporto tecnico audio/luci Federico Etere, direzione palcoscenico Francesco Stefani, con Cecilia Cruciani, Gemma Maria la Cecilia per la regia Fabrizio Pompei, con l’ausilio dello stesso autore Tomei.

Inizialmente era prevista una sola replica alle 17, all’Auditorium del Parco. Ma le prenotazioni sono andate al completo e si è aggiunto anche un ulteriore turno alle 19.30.

Sulla falsariga dei grotteschi e surreali dialoghi beckettiani, un clown ed uno spettatore si incontrano in un non-luogo scambiandosi reciprocamente confidenze, dubbi e riflessioni esistenziali sui loro ruoli all’interno e all’esterno della società attuale. In un continuo gioco di ruolo i due protagonisti finiranno per perdere la propria identità trasformandosi nell’esatto opposto l’uno dell’altro.

Pregno di ironia e spiazzanti soluzioni sceniche, lo spettacolo impone al pubblico una continua seppur involontaria interazione con gli accadimenti in scena, indugiando tra una battuta umoristica e una citazione colta alla filosofica riconsiderazione del ruolo dell’attore nella contemporanea società “liquida”. Gli attori saranno chiamati ad un’opera di trasformismo scenico molto impegnativo e performante sia al livello fisico che mentale.

Lo spettacolo, che ha già fatto parte del progetto tv L’arte non si ferma, viene rappresentato per la prima volta al pubblico. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito www.cantieriimmaginario.it oppure tramite il botteghino del Teatro Stabile d’Abruzzo, corso Vittorio Emanuele 102, tel. 348.5247096. Il botteghino è aperto dal lunedì al sabato, dalle ore 10.30 alle 13.30.

Il concerto di Bersani è previsto alle 21.30. Il cantautore porta all’Aquila l’Estemporaneo Tour, una buona serie di concerti attraverso l’Italia, specie in luoghi di particolare interesse storico e artistico. Il 13 luglio scorso il suo ultimo lavoro discografico “Cinema Samuele” uscito proprio in questo 2021 è stato riconosciuto “miglior album dell’anno” facendo vincere a Samuele il suo quarto Premio Tenco.

In questo tour Bersani è sul palco insieme a cinque straordinari musicisti: i chitarristi Tony Pujia e Silvio Masanotti, Stefano Cenci alle tastiere, Davide Beatino al basso e Marco Rovinelli alla batteria. Con loro Samuele, oltre a presentare alcuni brani dell’ultimo album, attraversa la sua lunga carriera trascinando il pubblico nei suoi brani di maggior successo ed un omaggio a Lucio Dalla.

Un live inedito, ricco di quelle canzoni fissate nella storia della musica, e un artista che non ha bisogno di effetti speciali perché in concerto è esattamente come lo si immagina attraverso i suoi dischi, poetico e diretto, capace di emozionare con poche note.

Il costo del biglietto di ingresso è di 15 euro e i biglietti sono disponibili on line sul sito https://cantieriimmaginario.it/. Inoltre i biglietti sono disponibili dalle ore 9,30 alle 13 e dalle ore 15 alle 17 nella sede dell’Ente Musicale a Palazzo Di Paola, Corso Vittorio Emanuele II, 95 int. 5. A partire dalle ore 19 la biglietteria è al botteghino del Ridotto del Teatro Comunale (piazza del Teatro) nei pressi del luogo del concerto.

Una serata organizzata in collaborazione con la Società aquilana di concerti Barattelli che domani accoglie anche Emir Kusturica & The No Smoking Orchestra sempre al palco allestito alla scalinata di San Bernardino.

Continue Reading

Teatro

Il Bonci sotto le stelle: questa sera “Anima smarrita” di Alessio Boni e Marcello Prayer

Published

on

Prosegue a Cesena Il Bonci sotto le stelle, la rassegna organizzata da Emilia Romagna Teatro Fondazione nell’ambito di Cesena riparte – Che spettacolo! , un cartellone di eventi e iniziative promosso e coordinato dal Comune di Cesena per l’estate 2021.

Questa sera a partire dalle 21.30, al Chiostro di San Francesco, sono di scena due attori di spicco del panorama italiano, Alessio Boni e Marcello Prayer con Anima smarrita, un Concertato a due su Dante Alighieri ideato per il VII centenario dalla morte del Sommo Poeta.

MyZona
L’OMAGGIO A DANTE DEI DUE ATTORI

Riflessi, disvelamenti e apparizioni a servizio della parola di Dante: le voci intense degli attori si alternano a tracce audio e si intrecciano, per diventare una sola, in una partitura lirica in cui le terzine della Commedia dialogano con i versi di alcuni poeti del Novecento. Pasolini, Borges, Montale, Ungaretti e Carmelo Bene, sono solo alcuni degli autori, uniti dall’amore per la visione dantesca, i cui versi si affiancano al tumulto fonico delle terzine.

Leggi anche: “Cesena riparte: al Chiostro di San Francesco Massimo Popolizio interpreta “La caduta di Troia””

Entrambi allievi di Orazio Costa Giovangigli, uno dei maggiori esponenti della pedagogia teatrale europea, Alessio Boni e Marcello Prayer si misurano con un compito preciso, indicato dal loro maestro all’attore che affronta la poesia: rivelare una zona quanto mai segreta e intensa dell’essere umano, da esplorare e condividere con lo spettatore.

Per tutte le informazioni e per l’acquisto del biglietto si può visitare il sito: cesena.emiliaromagnateatro.com

Continue Reading

Teatro

Michela Giraud e Andrea Pennacchi ospiti della seconda edizione di Assisi OnLive

Published

on

Seconda edizione per Assisi OnLive il progetto che, per il secondo anno consecutivo, vede lavorare in sinergia i principali attori del mondo dello spettacolo dal vivo e della cultura del territorio assisano: Associazione Riverock, Associazione Culturale ZonaFranca, Associazione Umbra Canzone Musica d’Autore, Piccolo Teatro degli Instabili, Associazione Culturale Ponte Levatoio, con il patrocinio del Comune della Città di Assisi.

Scopo del gruppo di lavoro è quello di riaccendere i riflettori sul mondo dello spettacolo, della musica e della cultura in generale, portando grandi nomi del teatro e della musica nella stagione estiva assisana anche, anzi a maggior ragione, in un periodo complesso come quello che stiamo attraversando, dove c’è forte bisogno – pur nel pieno rispetto delle attuali norme governative – di riappropriarsi di spazi e momenti di socialità, condivisione e bellezza.

MyZona

Leggi anche: “Cinema d’Estate”: Casotto di Sergio Citti

Cornice dell’edizione 2021 di Assisi OnLive, dal 30 agosto al 22 settembre, sarà la Lyrick Summer Arena che, grazie alle sue caratteristiche tecnico/ logistiche, dopo un anno di pausa, tornerà protagonista dell’estate assisana con uno stage appositamente studiato e allestito per questa edizione di transizione. Inoltre, l’utilizzo dello spazio esterno del Teatro Lyrick, consentirà al pubblico di riavvicinarsi idealmente, in qualche maniera, ad uno spazio chiuso ormai da troppo tempo e che urge di tornare a riaccendersi. Insieme alla fantasia, alla voglia di stupirsi di nuovo e alla necessità di tornare sognare della gente.

La Lyrick Summer Arena ospiterà almeno 6 grandi eventi di rilevanza e caratura nazionale, potrà contare su una grande platea con una capienza effettiva di circa 600 posti distanziati come da linee guida redatte dal CTS. Gli artisti coinvolti saranno comunicati preventivamente al comune. Food & Beverage – All’interno dell’Arena saranno allestiti, in linea con le disposizioni in materia anti-covid, dei punti food & drink aperti tutte le sere di programmazione.

Leggi anche: É morto Libero De Rienzo, vincitore del David di Donatello per Santa Maradona

Come lo scorso anno, massima attenzione sarà riservata all’ambiente ed alla sostenibilità: l’intero evento sarà infatti #plasticfree, non saranno utilizzati infatti bicchieri né contenitori usa e getta. Inoltre, l’organizzatore si impegna, in caso di realizzazione dell’evento, a cercare la conferma di una collaborazione con Umbra Acque per l’installazione di una casina dell’acqua per la distribuzione gratuita della stessa senza ricorrere a bottiglie di plastica.

In alternativa, laddove non possibile, saranno vendute bottigliette esclusivamente riciclabili al 100%. Per ridurre il consumo di carta, inoltre, per la vendita dei biglietti di ingresso saranno privilegiati canali di vendita che prevedano l’acquisto online e l’invio di biglietti in formato PDF o QR CODE direttamente sui dispositivi elettronici degli spettatori. Anche per la promozione dell’evento stesso saranno privilegiati canali e piattaforme pubblicitarie online, riducendo al minimo l’utilizzo del materiale tradizionale cartaceo.  

www.assisionlive.it 

Continue Reading

In evidenza