Scanzonati e istrionici, gli Ecklettica e la loro Vita Stronza sono pronti a far scatenare gli italiani

“Una vita stronza è nato durante un week end. Jimmy (cantante) e Matteo (chitarrista) hanno improvvisato due giorni fuori Roma. È nata cosi di getto, pensando di scrivere qualcosa che fosse diverso da tutto quello che abbiamo fatto fin ora, una canzone che avesse in sé la voglia di evadere, appunto, dall’ordinario”. Gli Ecklettica si presentano così ai microfoni di The Walk Of Fame. Puntuali e precisi ma anche istrionici e dinamici. Ci presentano il loro nuovo lavoro, “Una vita Stronza“.

“Ha da subito accomunato tutti, dal testo all’arrangiamento è stato tutto un flusso continuo di nuove idee. La canzone, parla di festa, parla di after alle sei di mattina, racchiude il nostro desiderio di vivere il presente con lo spirito goliardico che ci contraddistingue, di voler vivere la nostra vita in generale all’insegna del divertimento. C’è anche malinconia nel brano, la stessa della nostra generazione, in bilico tra incertezze e voglia di fare, di essere protagonisti della propria esistenza.

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Descrivete il singolo come “specchio della nostra generazione”, come credete che questa sia cambiata dopo l’esperienza coronavirus?

Crediamo che “cambiata” non sia il termine giusto, questo periodo ha mostrato tutti i limiti che abbiamo. Purtroppo, le consapevolezze acquisite durante la quarantena, i temi sociali su cui abbiamo tanto riflettuto, non avranno continuità nel tempo, siamo una generazione sempre più individualista e stiamo sempre di più standardizzando le nostre vite. La nostra generazione, nata negli anni ‘90 e cresciuta negli anni 2000, ha costruito certezze fittizie intorno a tematiche superficiali, dove l’immagine e l’apparire sono più importanti che essere.

Avete un approccio scanzonato alla musica, indice che non bisogna sempre prendersi sul serio…

Come dicevamo prima ci piace vivere all’insegna del divertimento ma dai nostri brani emergono anche le difficoltà della nostra generazione.

Fra le vostre ispirazioni annotate Franco Battiato. Quali elementi del suo sound e della sua scrittura vi affascinano?

Battiato è stato molto eclettico nelle sue varie fasi. La scrittura è sicuramente una delle cose più affascinati della sua carriera. I suoi testi sono un vero è proprio cavallo di battaglia ricco di cultura, arte e citazioni raffinate. Noi sicuramente non ci rifacciamo al modo di scrivere unico nel suo genere di Battiato, bensì alle sonorità tipiche dei suoi album dei primi anni ‘80. “La Voce Del Padrone” è un album a nostro parere che è una grande prova di stile da parte del Cantautore siciliano, in cui ha conciliato sonorità New Wave ma anche Pop con dei Testi tutt’ altro che popolari. La nostra stima nei suoi confronti è immensa.

Per una band come la vostra, quali sono le difficoltà principali nel farsi notare al grande pubblico?

È una costante salita, ripida tra l’altro, in cui è facile fermarsi. Principalmente le difficoltà sono tutte legate agli strumenti per la diffusione, alle leggi del mercato e alla competizione sempre più ingente. L’ascoltatore è sommerso di nuovi prodotti costantemente, quindi per emergere tra i moltissimi prodotti bisogna trovare il modo più interessante di colpire chi ascolta. Siamo anche convinti però che la dedizione e la professionalità nei confronti ti questo bellissimo mestiere siano la chiave per ampliare le possibilità di arrivare al grande pubblico

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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