San Lorenzo, storia e racconti della notte delle stelle

Lorenzo (31 dicembre 225  –  10 agosto 258 ) è stato uno dei sette diaconi di Roma. Qui fu martirizzato nel durante la persecuzione voluta dall’imperatore romano Valeriano nel 257. Sulla vita di questo santo abbiamo poche notizie. Sappiamo che è originario della Spagna, esattamente di Osca, in Aragona vicino ai Pirenei. Ha svolto studi teologici a Saragozza e proprio qui conosce papa Sisto II. Quando costui viene eletto vescovo di Roma, affida a Lorenzo il compito di arcidiacono, ovvero di responsabile delle attività caritative nella diocesi di Roma.

 L’imperatore Valeriano nell’agosto del 258 emana un editto secondo il quale tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi dovevano essere messi a morte. L’editto fu subito eseguito a Roma dove, fra i tanti, il 10 agosto fu ucciso proprio Lorenzo che aveva 33 anni: gli stessi anni in cui morì il Cristo dei cristiani. Sembra sia stato bruciato su una graticola posta sul fuoco.

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Ma cosa ha di così speciale la notte di San Lorenzo, appunto il 10 agosto? E perché è la notte delle stelle cadenti? Come appena, detto il nome di notte di San Lorenzo risale alla tradizione cristiana che prende spunto, modificandola, dalla tradizione romana. Durante il periodo dell’antica Roma, infatti, il mese di agosto era dedicato all’imperatore Augusto.

Durante questo arco di tempo si celebravano svariate ricorrenze ai fini di augurare fertilità al mondo dell’agricoltura. L’origine del nome Lorenzo, inoltre, riporta alla mente Larentia. Chi è costei? Si tratta della Grande Madre, controparte femminile di Priapo, dio della Fertilità il cui compito era, appunto, quello di rendere la terra fertile. Le lacrime di Priapo si sono, perciò, trasposte in quelle di San Lorenzo. San Lorenzo è , inoltre, considerato patrono dei bibliotecari , dei cuochi, dei librai , dei pasticceri, dei vermicellai, dei pompieri, dei rosticceri e dei lavoratori del vetro. 

Nel mondo ci sono alcune reliquie di questo santo che  si trovano ad Aidone (Enna) e nel paese di Amaseno, luogo in cui è conservata proprio l’ampolla del sangue di Lorenzo che, ogni 10 agosto, si liquefà. La leggenda più famosa è legata sicuramente al modo in cui quest’uomo è morto, cioè, come già ricordato, arso vivo su una graticola. Le stelle cadenti, infatti, a mo’ di metafora, altro non sono che i carboni ardenti che gli diedero la morte. Le stelle cadenti si possono ammirare, in realtà, maggiormente nei giorni che seguono questa magica notte. 

Viene innanzitutto, da chiedersi come spiegare questo evento. Si deve precisare che le stelle cadenti sono meteore, cioè frammenti di altri meteoriti che, quando entrano nell’atmosfera terrestre, si incendiano per via della temperatura elevata che raggiungono. Dal punto di vista astronomico , inoltre, proprio in questa particolare notte, si verifica un evento speciale: la terra passa attraverso lo sciame delle Perseidi che sono, appunto, meteore. Proprio grazie a questa spiegazione scientifica, in realtà, che noi il 10 agosto possiamo assistere a questo spettacolo che ci regala la natura.

Un’altra storia ancora narra che le stelle cadenti rappresentano le lacrime che Lorenzo versava mentre veniva martirizzato sulla graticola. Quale che sia la leggenda che si preferisce, questa serata viene legata alla speranza, tanto da restare con il naso all’insù per esprimere desideri non appena si riesce ad avvistare una stella cadente. Questo Santo ha influenzato anche uno dei nostri poeti, Giovanni Pascoli che, nella sua poesia X agosto, narra della morte del padre, avvenuta appunto il 10 agosto del 1867. Il padre del poeta morì per mano di un assassino, senza alcuna spiegazione.

di Alessia Del Re

Photo by Javier Esteban on Unsplash

X agosto

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh!, d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

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