Salmo, il concerto a Olbia criticato da Fedez e Gemitaiz

Fa discutere il concerto di Salmo ieri a Olbia. Il rapper sardo ha portato migliaia di persone al Molo Brin per un evento improvvisato durato circa 45 minuti. Il luogo e l’orario sono stati diramati tramite passaparola dopo che il cantante aveva annunciato le sue intenzioni su Instagram. 

“Mi farò arrestare pur di suonare“. L’intento non era però semplice voglia di tornare sul palco. 

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“La zona di Oristano è stata devastata dalle fiamme e ci sono famiglie in difficoltà, pastori che hanno perso il bestiame e non possono lavorare. Hanno bisogno di una mano. Organizziamo un live completamente gratuito e una raccolta fondi su internet per aiutare queste persone. Non so quando potremmo fare il live e se ce lo permetteranno, ma noi lo faremo ugualmente”. 

La volontà, dunque, era quella di dare concretamente una mano ai suoi conterranei. Anche a costo di scavalcare restrizioni e distanziamenti.

Proprio su questo punto fanno leva alcuni colleghi di Salmo, che puntano il dito contro la mancanza, a parer loro, di senso civico.

“Io mi sono rotto il cxxxo di vedere i concerti pieni con la gente in piedi mentre io e molti miei colleghi (gli unici con le pxxxe e il senso civico a questo punto) aspettiamo da 2 anni di poter fare il nostro lavoro, aspettiamo da 2 anni dare voce alla nostra passione”. Queste alcune parole espresse da Gemitaiz tramite le storie su Instagram.

A dar man forte al rapper romano arriva Fedez, sempre pronto a dire la sua, forte di una cassa di risonanza che pochi in Italia hanno. L’artista milanese parla di privilegi: “Sfruttare la nostra condizione di privilegio, aggirare le regole per soddisfare capricci personali. Questo non aiuta nessuno. Avete sputato in faccia a migliaia di onesti lavoratori dello spettacolo che quest’anno cercano di tirare avanti con immensi sacrifici rispettando le regole per andare alla pari con i conti”.

L’attacco di Fedez, oltre che a Salmo (seppur non citato), è rivolto al sindaco di Olbia e al presidente della regione Sardegna, a suo dire responsabili di aver permesso questo non rispetto delle regole ai danni di chi invece ancora combatte con il covid.

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La risposta del rapper sardo non è tardata ad arrivare e chiarisce quasi tutta la querelle.

“Ieri non c’è stata nessuna raccolta fondi, ho messo i soldi di tasca mia per aiutare la Sardegna. Ad agosto il centro di Olbia è sempre affollato esattamente come le spiagge. Gli assembramenti creati dalla finale degli europei andavano bene, il mio concerto gratuito no. Ora avete una persona con cui prendervela. Non definitevi artisti se poi non avete le pxxxe di infrangere le regole”.

Salmo difatto si assume le responsabilità dell’organizzazione dello spettacolo facendo notare anche altri eventi a cui i suoi colleghi non hanno mosso critiche.

I rapper hanno iniziato una battle royale a colpi di storie social tra chi ha deciso di tornare sul palco per una giusta causa (assumendosi responsabilità e rischi) e chi preferisce rimanere fedele alla linea attendista intrapresa ad inizio pandemia.

Photo by Pien Muller on Unsplash

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Federico Rapini
Nato a Roma grazie alle notti magiche di Italia 90, si laurea in Lettere con indirizzo storico all’Università di Roma “Tor Vergata”. Cresciuto tra la passione per la Roma ed i libri di Harry Potter punta ad una nuova laurea in Filologia. Ancora deve capire se essere un Grifondoro o il nuovo Totti

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