Rockin’1000 a Venezia sul palco di Aperol con Achille Lauro

Se ne contano di stranezze  nella carriera di Lauro De Marinis, per tutti Achille Lauro (e questa pagina ne ha dato spesso conto) ma forse quella di domenica rappresenta un’esperienza del tutto nuova anche per lui e per il suo pubblico: essere l’ospite di punta del concerto di una rockband.

E non un gruppo qualsiasi, la più grande rockband del mondo. Parliamo di Rockin’1000 che torna a suonare dal vivo in Italia seppure con una formazione leggermente ridotta. Il progetto è stato lanciato nel 2015 con una scommessa folle: Nel quella di far suonare Learn to Fly dei Foo Fighters da 1000 musicisti per convincere il gruppo di Dave Grohl ad esibirsi nella loro città, Cesena. Risultato: il video è diventato virale e i Foo Fighters hanno aggiunto una data al loro tour.

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Da allora è nato un format live, proposto nel mondo a decine di migliaia di spettatori per volta, con date anche a Francoforte, Parigi e San Paolo in Brasile. Domenica, il concerto, promosso da Aperol, è in programma al lido di Venezia, all’interno dell’aeroporto Nicelli. In scena una formazione comprendente  basso, chitarra, tastiera, voce, batteria fiati, con interpreti da tutto il mondo.

La setlist è di 10 brani, tra cui Paradise city dei Gun’s & Roses, Come Together dei Beatles, Born to run di Bruce Springsteen e I giardini di marzo con incluso omaggio a Enter Sandman dei metallica. Achille Lauro propone Domenica e Me ne Frego. Una scelta, quella degli organizzatori in merito all’ospite, che non è stata accolta con salti di gioia dalla base dei musicisti, ma tant’è: come è già successo in passato, è probabile comunque che anche questa volta il live ribalterà pregiudizi. Speriamo…

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Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.