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Teatro

Pasotti porta a Sanremo la questione teatri

Fabio Iuliano

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Si parla di teatro, della riapertura delle sale, del lavoro di attori e tecnici, delle possibilità di rinascita del settore al Festival di Sanremo. Grazie al direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo Giorgio Pasotti, infatti, sono ospiti di Casa Sanremo direttori di teatro, rappresentanti delle istituzioni culturali e i rappresentanti di Unita, Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo, che provano a ragionare del futuro di un settore fondamentale di cui si parla ancora troppo poco.

Casa Sanremo, in occasione del 71° Festival della canzone Italiana, si trasforma in un digital hub e si offre come luogo di confronto e momento di sintesi tra tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo. L’iniziativa non vuole essere un grido d’allarme o un’occasione di protesta o di polemica ma il primo concreto momento in cui l’industria dello spettacolo si riunisce per confrontarsi ed esprimere una comunione d’intenti mirata a far ripartire definitivamente il comparto, utilizzando una vetrina d’eccellenza, Sanremo, su cui sono puntati tutti i riflettori.

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L’iniziativa vedrà coinvolte associazioni, enti, istituzioni, cooperative, federazioni nazionali legate al comparto teatrale, cinematografico, musicale e discografico, oltre che nuove realtà del settore dell’intrattenimento, che proprio in occasione del blocco totale delle attività sono riuscite ad instaurare nuovi rapporti di solidarietà, al fine di creare un fronte più che mai unito per risollevare le sorti di migliaia di lavoratori.

L’obiettivo è anche quello di formulare, nel corso della settimana del Festival, un protocollo ufficiale che verrà poi presentato formalmente al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali del nuovo Governo, offrendo spunti risolutivi e concreti attraverso le proposte raccolte tra tutti i soggetti coinvolti nell’iniziativa.

“Sanremo si schiera al fianco dei teatri italiani perché possano riaprire al più presto” è questo l’augurio di Giorgio Pasotti che, intanto, con la struttura del Tsa ha messo in moto oltre venti compagnie per allestire spettacoli che saranno pronti per la riapertura dei sipari.

“Da Casa Sanremo, salotto allegro e irriverente che commenta il Festival in maniera sempre originale, sono previsti ogni giorno collegamenti con le città dove la cultura è elemento comunitario e sarà presente anche L’Aquila, luogo nel quale , come da nessuna altra parte, il lavoro culturale affianca la rinascita non solo economica e sociale ma anche fisica, nel difficile percorso della ricostruzione”.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

Teatro

Teatro Off (Limits): mini rassegna in streaming per ripartire

Redazione

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Chi si ferma è perduto e il Teatro Off (Limits) non vuole fermarsi. La pandemia ha compromesso molti settori, compreso quello culturale, in cui opera attivamente l’Associazione “Teatranti Tra Tanti” che in collaborazione con “Feel” e “Assioma”, organizza la stagione invernale del Teatro Off ad Avezzano e quella estiva ad Alba Fucens nel comune di Massa d’Albe.

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Dato che la prolungata chiusura dei teatri non ha permesso di svolgere quest’anno la consueta stagione, i direttori artistici Alessandro Martorelli e Antonio Pellegrini, coadiuvati dalla project manager Cinzia Pace, hanno deciso di promuovere una serie di eventi che accompagneranno il pubblico fino all’estate. Si inizierà con una rassegna di 3 spettacoli teatrali che potranno essere visionati in diretta televisiva sul canale 119 del digitale terrestre e sui canali social di Info Media News e del Teatro Off (Limits): se le condizioni lo permetteranno, anche dal vivo, nel pieno rispetto delle normative anti-contagio. Non è prevista alcuna forma di abbonamento, ma solo la vendita di biglietti per singolo spettacolo se, e quando, ci saranno le possibilità di riproporre spettacoli in presenza. La visione in streaming, invece, è totalmente gratuita.

Chiunque volesse supportare la stagione del Teatro Off (Limits), entrare a far parte di questa grande famiglia e diventare produttore di tutte le attività del 2021 potrà farlo aderendo alla campagna di crowdfunding promossa dal Teatro Off sulla piattaforma “Produzioni dal basso”, disponibile fino al 10 agosto al seguente link: https://www.produzionidalbasso.com/project/tutti-sul-palco-con-teatro-off-limits/

I primi spettacoli previsti in programma, all’interno della consueta location del Castello Orsini Colonna e con il patrocinio del comune di Avezzano, daranno luogo ad una minirassegna dal titolo “Eros Off (Limits)” e saranno accomunati da un unico comun denominatore: l’eros. Andrà in scena, infatti, la passione amorosa in tutte le sue forme, da quella morbosa e distruttiva di “Venere in Pelliccia”, a quella surreale e tragicomica de “L’amante”, passando per quella frizzante e colorata di “Un amore di Bordello”. Pur essendo degli spettacoli incentrati sulla sensualità, non si scenderà mai nel volgare o nel triviale, essendo così accessibili a tutti, anche se per i minori di 12 anni si richiede la visione con adulti. Tutti gli spettacoli sono di produzione di “Teatranti Tra Tanti” e vedono la partecipazione di alcuni membri della compagnia affiancati da allievi attori del laboratorio.

PROGRAMMA

•          Venerdì 30 aprile ore 21                  “Venere in Pelliccia

•          Domenica 23 maggio ore 21             “Un amore di Bordello

•          Domenica 6 giugno ore 21              “L’amante

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Cinema

Franceschini fa sul serio: cinema, teatri e musei riaperti dal 26 aprile

Federico Rapini

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Franceschini riapre musei cinema e teatri

Dopo una serie interminabile di annunci e smentite, ritardi e rilanci, chiusure totali e aperture parziali, forse ci siamo: il 26 aprile è la data che il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha individuato per la riapertura di musei, cinema e teatri. Un tira e molla protrattosi per mesi, gravato dall’infinita oscillazione tra zone rosse e arancioni che, però, male hanno celato la vera assenza di una progettazione a lungo termine.

Le polemiche, nel corso di questi mesi, ulteriormente incandescenti nel corso delle ultime settimane, non hanno risparmiato il ministro, reo di tanti proclami e scarse attenzioni verso un mondo, quella della cultura, che in Italia è parte essenziale e imprescindibile per il Pil nazionale e che, non fosse altro per la storia meravigliosa del nostro Paese, è vanto agli occhi della comunità internazionale.

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Spartiacque della decisione è, come ormai noto, il Comitato Tecnico Scientifico, al quale spetta l’ultima parola sulle riaperture e che ora, finalmente, seppur con notevoli pressioni, sembra avallare la possibilità tanto auspicata dagli addetti ai lavori. “Io ho discusso con il Cts soprattutto per avere un allargamento della partecipazione per gli eventi all’aperto”, ha spiegato Franceschini. “Sarà possibile lavorare a un’estate con una maggiore elasticità al chiuso e una maggiore disponibilità per gli eventi all’aperto. Io vorrei ci fosse, anche mettendo qualche misura di sicurezza in più, un allargamento del numero di spettatori all’aperto. Abbiamo bisogno tutti di un’estate con piazze e strade che compatibilmente con la sicurezza siano pieni di spettacolo, musica, danza e prosa”.

“Dal 26 aprile, con qualche giorno di anticipo rispetto all’ipotesi dei primi di maggio, potranno riaprire teatri, cinema, musei e eventi all’aperto con misure di limitazione della capienza che conoscete e che abbiamo lungamente discusso con le categorie e gli esercenti”. Poi precisa: “Da Cts ok a nostre proposte”. E ringrazia “tutti quelli che domani (oggi ndr) saranno in piazza. Sono con voi”.

Oggi, 17 aprile, a Piazza del Popolo a Roma manifesteranno i Bauli in Piazza (dalla quale faremo un collegamento in diretta sulla nostra pagina Facebook) insieme ad oltre 100 organizzazioni. Prenderanno parte alla manifestazione romana che verrà aperta da un flash-mob a cura degli stessi Bauli e che poi si svolgerà coinvolgendo la presenza e le testimonianze di tutte le sigle aderenti. La protesta dei lavoratori del mondo dello spettacolo, che il 14 aprile hanno occupato il Globe Theatre a Villa Borghese, continua nonostante le parole di Franceschini. Fermi da oltre un anno e senza ancora risposte certe sul futuro, il movimento ha ottenuto anche il supporto di personaggi come Gianna Nannini, Luciano Ligabue e Piero Pelù.

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Teatro

Stadi aperti e teatri chiusi? Occupato il Globe Theatre di Roma tra le polemiche del web

Antonella Valente

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Lavoratrici e lavoratori dello spettacolo hanno occupato ieri, nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie, il Globe Theatre a Villa Borghese a Roma, al fine di cercare un dialogo con le istituzioni e far sì che venga riconosciuto un sostegno reale e concreto alla categoria.

Dopo più di un anno dal blocco degli spettacoli dal vivo chiediamo una riforma strutturale del settore – scrivono su Facebook – Non vogliamo una riapertura senza sicurezza, che ci faccia ripiombare in un mondo del lavoro ancora più incerto e privo di garanzie.”

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Riapriamo questo spazio a tutte le precarie, a tutti gli sfruttati, – continuano – per riappropriarci di un tempo di confronto e autoformazione“.

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L’occupazione è avvenuta anche come risposta al governo che lo scorso 13 aprile ha autorizzato l’apertura parziale dello Stadio Olimpico di Roma per ospitare la partita inaugurale dei prossimi europei tra Italia e Turchia. La decisione pare sia stata presa dopo alcune “pressioni” da parte della Uefa: l’11 giugno, quindi, l’Olimpico ospiterà il 25 per cento degli spettatori altrimenti presenti al massimo della capienza.

Anche il ministro Franceschini, però, ha alzato la voce, invocando, giustamente, una parità di trattamento tra il settore sportivo e quello culturale. Il ministero della cultura ha sottolineato come sia nell’audizione di lunedì sia nelle proposte inviate ieri al Cts Franceschini abbia chiesto che “nel caso in cui si dovessero autorizzare eventi sportivi con pubblico, le stesse regole dovrebbero riguardare i concerti e gli spettacoli negli stadi o in spazi analoghi.

Appresa la notizia relativa all’apertura dell’Olimpico anche il mondo della musica è insorto.La possibile differenziazione di ‘capienze covid’ tra calcio e musica è inaccettabile e su questo punto tutta la filiera legata alla musica live, compresi gli artisti, è pronta a prendere posizioni forti e nette”. Così in una nota congiunta Roberto De Luca (Live Nation), Ferdinando Salzano (Friends&Partners), Clemente Zard (Vivo Concerti).

Leggi anche: Bauli In Piazza: Unita e altre 100 realtà tricolori urlano la loro rabbia

Ieri, di traverso alle riaperture dei luoghi di cultura e di musica dal vivo, ci si era messo il Festival di Sanremo, trasmesso, dopo giorni di discussioni e polemiche, in assenza di pubblico (d’altronde il Teatro Ariston è un teatro come tutti gli altri). Oggi, gli stadi, quegli stessi che da decenni ospitano anche concerti di artisti più o meno famosi, che per logiche economiche e di immagine riaprono per accontentare dinamiche oltre confine. Staremo a vedere. Nel frattempo, però, lavorare di cultura in Italia continua a non rappresentare un bene di prima necessità, nel pieno “rispetto della disparità tra lavori.”

Foto Roma Today

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