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Andy Warhol, Jasper Johns e Robert Rauschnberg nella nuova collezione di Oliviero Toscani

Redazione

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A Natale regala Warhol o preferisci Robert Rauschenberg o forse Jasper Johns?

O tutti e tre insieme. Puoi. In più Oliviero Toscani ti regala una foto. Davvero, sarà che è Natale. Oliviero Toscani Bazaar ha aggiornato il catalogo online e, fino al 31 dicembre 2020, presenta cinque nuove serie. I protagonisti sono: Andy Warhol, Jasper Johns e Robert Rauschenberg.

Trittici fotografici, firmati da Oliviero Toscani, dedicati a tre giganti dell’arte, tratti da reportage realizzati negli anni Settanta, a New York, per “Vogue”. Una fotografia è una testimonianza, una prova di un determinato momento, questo vale per tutti e soprattutto vale quando i protagonisti sono persone che hanno moltissimo da raccontare e, ancora di più, quando vengono ritratti nel loro mondo, immersi nel loro spazio.

Un’espressione seria, un’altra ancora più determinata poi, subito dopo, un sorriso da ragazzino, una posa da pin up e, un istante dopo, un cane in braccio, ecco Andy Warhol. Lo studio di Jasper Johns, l’ordine, a cosa stava lavorando in quel momento, quanti e quali oggetti? La grande chiesa sconsacrata di Lafayette Street, un bimbo e tre cani intorno a Robert Rauschenberg, un bicchiere tra le mani, i lavori più recenti al muro e tutta quella luce.

In più è Natale e siamo tutti più buoni, persino Oliviero Toscani. A ogni acquisto all’interno del Bazaar (superiore a 500 euro) corrisponde un regalo: una delle fotografie icone del mondo di Toscani: il Babbo Natale, immagine protagonista di una campagna Fiorucci del 1975. Oliviero Toscani Bazaar, a cura di Nicolas Ballario: oltre alla nuova serie dedicata all’arte con 5 trittici, più di 100 fotografie, 4 formati, 4 prezzi (dai 250 ai 550 euro), una firma (una volta acquistata l’immagine arriva firmata), tiratura aperta (sempre). Se vi sembra un’operazione democratica, lo è. Se vi sembra una buona occasione, anche.

Se vi sembra il primo shop on line di un fotografo di chiara fama, pure. Le foto a disposizione vengono aggiornate, periodicamente. Buon divertimento e, se non fossimo stati abbastanza chiari, questi sono i più classici “consigli per gli acquisti”.

Andy Warhol, 1975 I ritratti ad Andy Warhol sono stati scattati per un servizio di moda, poi pubblicato su “Vogue”, nel suo studio di Canargie Hall a New York, a metà anni Settanta. Warhol si era vestito con abiti che non avrebbe mai indossato, era come un travestimento che lo divertiva molto. Quando, qualche tempo dopo, venne in Italia, disse a Toscani che la gente per strada lo riconosceva perché lo aveva visto su “Vogue”. Jasper Johns, 1971 Toscani ha fotografato Jasper Johns nel suo studio a Bowery Street nel 1971, a New York. Jasper era particolarmente di buonumore quel giorno perché il figlio della sua cameriera correva come un matto e gli metteva allegria. Il servizio fotografico fu pubblicato su “Vogue”.

Robert Rauschenberg, 1971 L’incontro tra Rauschenberg e Toscani avviene nel studio dell’artista a New York, a Lafayette Street nel 1971. Era una vecchia chiesa sconsacrata e il fotografo ricorda che era piena di gente rumorosa, assistenti di Robert, amici e cani. Il servizio fotografico fu pubblicato su “Vogue”.

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Scarlett Johansson chiede la scarcerazione di Patrick Zaki e altri 3 attivisti: “non siete soli”

Redazione

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“Far sentire la propria voce in Egitto oggi è pericoloso”. Inizia così il video pubblicato su Youtube da Scarlett Johansson che scende in campo per Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna in carcere in Egitto. La star hollywoodiana, citando anche altri tre appartenenti all’Ong egiziana per la difesa dei diritti civili ‘Eipr‘, chiede “l’immediato rilascio” dei quattro il cui “unico reato è essersi sollevati per la dignità dell’Egitto”. Loro devono continuare a lavorare per la difesa dei diritti civili, dice l’attrice americana,  perché “rappresentano il coraggio”. Poi chiude con “Non siete soli”.

Leggi anche: Egitto: morto in carcere il regista Shadi Habash che denunciò la repressione del Governo. Aveva 25 anni

Dopo l’omicidio di Giulio Regeni, lo studente italiano ritrovato morto alla fine di gennaio del 2016, che ha profondamente scosso anche la comunità internazionale, i fari sono tutti puntati sul regime egiziano, reo di far sparire i suoi oppositori. La sua morte ha provocato un acceso dibattito anche in Italia sull’opportunità di avere legami con il Governo di un Paese che anche Amnesty International ha definito “incapace di tutelare e proteggere i diritti della persona”. Sul corpo dello studente triestino furono trovati diversi segni di tortura.

Solo pochi giorni fa Huda Nasrallah, l’avvocata di Zaki, ha potuto visitare in carcere lo studente egiziano, detenuto dallo scorso febbraio. “Da nove mesi dorme per terra senza materasso. Ho chiesto una pomata e un fasciatore per la schiena al fine di alleviare i dolori provocati dalla posizione scomoda”.

“Il sollievo che deriva dal fatto che Patrick incontri i familiari e oggi anche la sua legale è però molto attenuato, quasi annullato, dai dettagli che poi arrivano da questi incontri. L’idea che Patrick da nove mesi dorma per terra la dice lunga sulle sofferenze aggiuntive che il regime carcerario egiziano produce, oltre al fatto che sta trattenendo un innocente. Ribadiamo la richiesta, ancora una volta, al Governo italiano perché si dia seriamente da fare in vista anche del 7 gennaio, il Capodanno copto. Noi desideriamo che quel giorno Patrick sia libero per festeggiare il Capodanno con la sua famiglia e che poi i successivi giorni del 2021 li passi dove desidera, magari a Bologna dove lo aspettiamo e lo aspettano in tanti”, ha dichiarato all’Ansa Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

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#TWOF1: Speciale Buckley: Tim, Jeff e la grazia delle stelle

Redazione

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Durante la settimana dedicata al primo anno di attività di The Walk of Fame non poteva mancare un approfondimento su una delle voci più belle della storia della musica: Jeff Buckley

Rivedi lo speciale scritto e ideato da Alessandro Martorelli ( Teatranti Tra Tanti) in collaborazione con il musicista Pierpaolo Battista.

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Festival e grandi concerti: se ne riparla forse nel 2023. La previsione di Claudio Trotta

Antonella Valente

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“Gli spettacoli di massa negli stadi, negli autodromi, nei parcheggi, nei parchi, francamente (..) non credo proprio che li vedremo nel 2021, non immagino nemmeno che sia così certo che li vedremo nel 2022, forse nel 2023 o 2024, ma non nel 2021”.

“Questo non è stato dichiarato ufficialmente, ne comprendo le motivazioni ma sarebbe opportuno che se ne parlasse più profondamente e rendersi conto che non abbiamo una prospettiva a lungo termine”.

Con queste parole Claudio Trotta, fondatore della Barley Arts e promoter musicale tra i più autorevoli al mondo, ha focalizzato l’attenzione sul rischio, ormai sempre più concreto, di rivedere grandi concerti e festival solo tra due anni, nella migliore delle ipotesi.

L’intervista integrale

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