Non c’è niente che sia per sempre: l’omaggio dello Stato Sociale ai lavoratori dello spettacolo

Ci siamo anche noi, siamo qui. Siamo tutti quelli che nell’ultimo anno non hanno potuto lavorare, quelli che non si vedono, quelli che hanno cambiato lavoro, quelli che non ce l’hanno fatta a sopportare tutto questo“. Queste le parole condivise sui social dallo Stato Sociale che lo scorso giovedì sera si è presentato sul palco dell’Ariston insieme a Emanuela Fanelli e Francesco Pannofino con il singolo “Non è per sempre” degle Afterhours e rendendo omaggio ai lavoratori e alle lavoratrici dello spettacolo e al loro dramma.

Fiori bianchi in mano per una lista di luoghi di cultura ai margini della crisi pandemica, tra teatri, live club o musei che hanno chiuso o non vedono un futuro certo sulla propria strada. Un anno senza spettacolo live, senza sostegni adeguati per milioni di professionisti fermi da troppi mesi.

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Abbiamo scelto un pezzo che ci metteva d’accordo tutti, rappresenta i concerti sudati nei club della nostra adolescenza, dove ci siamo innamorati della musica e dello stare bene assieme. Abbiamo invitato gli unici ospiti senza i quali non sarebbe stata possibile la nostra vita: i lavoratori dello spettacolo. L’unica cosa che possiamo fare è dire a tutti che ci siamo, siamo qui, facciamo il lavoro più bello del mondo e vogliamo continuare a farlo, tutti.

Ma non sarà per sempre, ha cantato Lo Stato Sociale. “Non c’è niente che sia per sempre”.

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Antonella Valente
Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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