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Non c’è niente che sia per sempre: l’omaggio dello Stato Sociale ai lavoratori dello spettacolo

Antonella Valente

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Ci siamo anche noi, siamo qui. Siamo tutti quelli che nell’ultimo anno non hanno potuto lavorare, quelli che non si vedono, quelli che hanno cambiato lavoro, quelli che non ce l’hanno fatta a sopportare tutto questo“. Queste le parole condivise sui social dallo Stato Sociale che lo scorso giovedì sera si è presentato sul palco dell’Ariston insieme a Emanuela Fanelli e Francesco Pannofino con il singolo “Non è per sempre” degle Afterhours e rendendo omaggio ai lavoratori e alle lavoratrici dello spettacolo e al loro dramma.

Fiori bianchi in mano per una lista di luoghi di cultura ai margini della crisi pandemica, tra teatri, live club o musei che hanno chiuso o non vedono un futuro certo sulla propria strada. Un anno senza spettacolo live, senza sostegni adeguati per milioni di professionisti fermi da troppi mesi.

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Abbiamo scelto un pezzo che ci metteva d’accordo tutti, rappresenta i concerti sudati nei club della nostra adolescenza, dove ci siamo innamorati della musica e dello stare bene assieme. Abbiamo invitato gli unici ospiti senza i quali non sarebbe stata possibile la nostra vita: i lavoratori dello spettacolo. L’unica cosa che possiamo fare è dire a tutti che ci siamo, siamo qui, facciamo il lavoro più bello del mondo e vogliamo continuare a farlo, tutti.

Ma non sarà per sempre, ha cantato Lo Stato Sociale. “Non c’è niente che sia per sempre”.

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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A Brescia, la mostra che mette a confronto Dante e Napoleone

Redazione

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Una mostra, un libro, un programma di appuntamenti, visite guidate, laboratori con in più l’occasione straordinaria per visitare una casa-museo neoclassica: a Brescia da maggio a dicembre 2021.

Ateneo di Brescia Accademia di Scienze Lettere e Arti con Fondazione Brescia Musei celebrano due miti a 700 anni dalla morte di Dante e, al contempo, a 200 anni da quella di Napoleone.

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Oltre 80 le opere in mostra, a cura di Roberta D’Adda e Sergio Onger: dipinti, sculture, disegni, stampe e medaglie provenienti da collezioni pubbliche e private, in dialogo con il percorso permanente della casa-museo di Paolo Tosio, che già di per sé presenta, anche nelle decorazioni parietali, motivi danteschi e napoleonici.

Un progetto che indaga valori, ideali e sentimenti che si addensarono intorno ai due personaggi, descrive un’epoca, i suoi protagonisti, il collezionismo, le tendenze filonapoleoniche, all’insegna di un comune denominatore: l’Europa. Lo scenario rievocato dall’esposizione, della vita culturale e politica dell’Italia dell’Ottocento, dimostra come Dante e Napoleone abbiano avuto un ruolo centrale l’uno nella creazione delle aspirazioni civili e identitarie, e l’altro nel processo di formazione della coscienza nazionale.

Tra le opere in mostra: il Ritratto di Napoleone dipinto da Andrea Appiani (1754-1817), riscoperto ora come prezioso originale grazie al recente restauro, i Fasti, ideati dallo stesso artista, per Palazzo Reale di Milano, lo straordinario Ganimede di Bertel Thorvaldsen (1770-1844); le miniature commissionate dalla famiglia imperiale a Giambattista Gigola (1767-1841), oltre al disegno di Luigi Basiletti (1780-1859), piccolo capolavoro romantico, databile al 1821 e molto probabilmente eseguito poco dopo il fatidico 5 maggio.

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La regina Elisabetta, 95 anni amari senza Filippo

Federico Rapini

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Regina Elisabetta compie gli anni

Compleanno amaro per Elisabetta II. A meno di due settimane dalla scomparsa di suo marito il principe Filippo, la regina d’Inghilterra festeggia, per così dire, 95 anni.

Ad oggi è la regnante più longeva nella storia della famiglia reale britannica. Nel 2015 superò il record della regina Vittoria fermatasi a “soli” 63 anni.

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Appassionata di letteratura, teatro, musica e arte la sua infanzia fu segnata dall’approfondimento di queste materie. All’età di soli diciotto anni divenne Consigliere di Stato, figura che in Inghilterra affianca il re nelle decisioni più importanti. Per fare pratica nella politica, incontra settimanalmente il Primo Ministro per discutere di importanti decisioni circa gli affari del Commonwealth.

Incontrato a 13 anni dovette aspettare i 21 anni per sposare quello che è stato il suo unico marito. Il principe Filippo. 

UNA VITA DEDICATA ALLA CORONA

Nonostante la giovane età era già matura e di notevole autorità, avendo prestato servizio nella Seconda Guerra Mondiale. Nel 1945 a soli 19 anni si unì al Servizio Ausiliare Territoriale (Auxiliary Territorial Service) (ATS) con l’identificativo di Secondo Subalterno Elisabetta Windsor. Venne addestrata come autista e meccanico e fu promossa Comandante onorario junior. Imparando fra l’altro a riparare i motori e a cavarsela in qualsiasi situazione o problematica che veda impiegati mezzi o autoveicoli.

Una figura dunque di spicco sin dalla giovane età. Divenne regina ben presto. Nel 1952, mentre era in viaggio in Australia con il marito, apprese la notizia della morte per infarto del padre. Tornata in Patria il 2 giugno del 1953 fu incoronata regina nell’abbazia di Westminster. Fu la prima cerimonia del genere ad essere trasmessa in televisione. Si può intravedere un segno dell’enorme esposizione mediatica che contrassegnerà il regno della famiglia Windsor negli anni a venire.

Quando Elisabetta fu incoronata, la Regina Madre le disse: “Dovrai essere coraggiosa. Qualsiasi cosa tu voglia fare, quando entrerai in una stanza piena di persone, passa sempre attraverso il centro esatto della porta. Questo farà capire che sei tu che comandi”.

Nota per avere un carattere molto fermo per la grande fiducia in sé stessa e la capacità di mantenere sempre la calma. I suoi 68 anni di regno sono stati contraddistinti da numerose presenze in pubblico, con una devozione alla “causa” veramente encomiabile e molto apprezzata dai suoi sudditi. É riuscita ad avvicinare la famiglia reale alla gente comune, in grado in questo modo di seguirne le gesta, gli amori e i comportamenti.

“Appartengo al mio popolo, ma non come intendeva Elisabetta I. Non ho scelto io di essere regina, so ciò che si attendono da me, manterrò i miei impegni”. Questa fu una sua frase appena posata la corona sulla testa. Giudizi a parte, nessuno può sostenere che non lo abbia fatto.

ELISABETTA II NEI MEDIA

Il suo regno, così come la sua vita, sono stati e sono tuttora oggetto di gossip. Libri, film, serie Tv, documentari in questi anni si sono sprecati. 

Tra i più famosi sicuramente “The Quenn-La regina” nel 2006 con Helen Mirren e Michael Sheen. La Mirren nel ruolo proprio di Elisabetta II ha vinto l’Oscar come migliore attrice protagonista. Il film tratta del periodo dell’elezione di Tony Blair a Primo Ministro e della morte, nel 1997, di Lady Diana, la principessa del popolo.

Più recentemente è stata invece la serie Netflix “The Crown” (2016) che narra la vita della regina Elisabetta dal 1947 interpretata prima da Claire Foy (stagioni 1-2) e poi da Olivia Colman ( stagioni 3-4). La serie ha avuto un ottimo risultato in termini di ascolto, grazie al tanto interesse che da sempre ruota intorno alla figura della regina Elisabetta e della famiglia reale inglese.

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Tenebre e ossa: la nuova produzione Netflix è un viaggio tra amore e magia

Redazione

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Uscirà tra pochi giorni, precisamente il 23 aprile su Netlifx, la trasposizione di “Tenebre e Ossa“, primo capito della trilogia fantasy scritta da Leigh Bardugo. “Shadow and Bone”, questo il titolo originale, è tra le serie Netflix più attese del 2021, fin dal momento in cui la piattaforma ne ha annunciato l’inizio della lavorazione, lo scorso 10 gennaio 2019 (anche se la produzione è entrata nel vivo nell’ottobre dello stesso anno). Tutti i fan della saga, ma anche curiosi, appassionati del genere o semplici divoratori di prodotti analoghi, restano alla finestra in attesa di poter vedere sul piccolo schermo i loro personaggi preferiti.

L’adattamento dei romanzi è realizzato da Eric Heisserer, già sceneggiatore di pellicole di grande successo come Nightmare (2010), Final Destination 5 (2011), Arrival (2016) e Bird Box (2018).Le riprese hanno preso il via a Budapest, in Ungheria, e l’ultimo ciak è datato febbraio 2020, con alcune scene girate anche a Vancouver, in Canada. Nel trailer rilasciato da Netflix veniamo subito catapultati nel mondo di Alina Starkov, un’adolescente orfana, che vive nel regno di Ravka. Alina è cresciuta insieme a Malyen Oretsey in un orfanotrofio di Keramzin.

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All’inizio della storia i due amici marciano verso l’Unsea, una striscia di terra, misteriosa e piena di mostri chiamati Volcra, che separa Ravka dal mare. Durante la traversata il battaglione di Alina e Mal viene attaccato da un gruppo di Volcra e Alina, per salvare il suo unico amico, mostra un potere che è in possesso unicamente dei Grinsha, persone in grado di manipolare gli elementi, che usano questi poteri come armi per difendere la città. Sono in grado di chiamare il fuoco, evocare il vento, fermare i cuori. Alina può evocare la luce, più precisamente la luce del sole.

Questa è la sinossi ufficiale rilasciata da Netflix:

“In un mondo diviso in due da un’enorme barriera dell’oscurità perpetua, dove creature innaturali si nutrono di carne umana, una giovane soldatessa scopre un potere che potrebbe finalmente unire il suo Paese. Ma mentre lotta per affinare il suo potere, forze pericolose la circondano. Ladri, assassini e santi ora sono in guerra, e per sopravvivere ci vorrà più della magia“.

Tenebre e Ossa è tratta dall’omonimo libro di Leigh Bardugo, che in Italia è stato pubblicato dalla casa editrice Piemme sotto il titolo di Tenebre e Ghiaccio. The Grisha Trilogy. La prima stagione della serie Netflix attinge anche dal romanzo Six of Crows (Sei di Corvi), scritto sempre dalla Bardugo e ambientato nello stesso universo, il cosiddetto Grishaverse.

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Durante un’intervista rilasciata ad Entertainment Weekly, quest’ultima ha spiegato l’origine della sua ispirazione.

“Nella maggior parte dei fantasy, l’oscurità è metaforica; è solo un modo di parlare del male (l’oscurità cala sulla terra, un’età oscura sta arrivando). Volevo prendere qualcosa di figurativo e renderlo letterale. Quindi la domanda è diventata: “E se l’oscurità fosse un luogo?” E se i mostri in agguato non solo fossero reali ma persino più orribili di qualsiasi cosa avremmo potuto mai immaginare sotto il letto o dietro la porta dell’armadio? E se fosse necessario combatterli sul loro territorio, essendo ciechi e indifesi nell’oscurità? Queste idee alla fine sono diventate l’Unsea.”

Il mondo fantastico di Ravka è plasmato sul modello dell’impero russo dei primi anni del 1800. Alla domanda sul perché avesse scelto un’ambientazione così particolare, l’autrice ha proseguito spiegando: “Penso che ci sia un enorme potere nelle immagini che associamo alla cultura e alla storia russa, questi estremi di bellezza e brutalità che si prestano anche alla fantasia. Onestamente, per quanto mi piacciano le spade e le bandiere – e credetemi, mi piacciono davvero tanto! – volevo portare i lettori in un posto che fosse un po’ diverso. La Russia al tempo degli zar mi ha dato un punto di partenza diverso “.

Nel cast troviamo volti noti e altri meno conosciuti:

Ben Barnes (Le cronache di Narnia, The Punisher) interpreta il Generale Kirigan alias l’Oscuro, comandante d’élite magica, Jessie Mei Li è l’orfana soldato Alina Starkov, Freddy Carter è Kaz Brekker, Archie Renaux porta in scena Malyen Oretsev, Amita Suman veste i panni di Inej, e Kit Young quelli di Jesper Fahey. A loro si uniscono anche Sujaya Dasgupta (Press, Guilt) nella parte di Zoya Nazyalensky, Danielle Galligan (Game of Thrones, Krypton) nelle vesti di Nina Zenik, Daisy Head (Harlots, Guilt) porta in scena Genya Safin e Simon Sears (Winter Brothers) è Ivan.

Per la prima stagione la piattaforma ha ordinato otto episodi che dovranno intrecciare le storie, i personaggi e le ambientazioni dei due libri della saga Tenebre e ossa e Sei di corvi. Questo ha indispettito non poco alcuni fan, che a seguito dell’annuncio da parte di Netflix dell’inizio della produzione della serie, su Twitter hanno esternato le loro perplessità.

Il trailer prospetta ambientazioni e caratteristiche a dir poco non convenzionali. Una storia unica che ci fa entrare in un mondo da scoprire con creature magiche, mostri e poteri misteriosi. Il tutto circondato da intrighi, misteri e colpi di scena.

Tenebre e ossa è una produzione Netflix e sarà disponibile solo sulla piattaforma digitale a partire dal 23 aprile, giorno in cui saranno caricati tutti gli 8 episodi della prima stagione.

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di Federica Prato

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