“Niente”: ecco il primo singolo del nuovo album di Ultimo

Ci siamo: Ultimo è tornato. Anche se con poco preavviso, è arrivato il momento che milioni di fan stavano aspettando: come annunciato dal cantante sui social, a mezzanotte è uscito “Niente”.

Il singolo anticipa il nuovo album “Solo”, che sarà disponibile a partire dal prossimo 22 ottobre. Un album scritto durante i mesi di lockdown. Si propone come un sostegno a quanti hanno fatto esperienza di solitudine e isolamento.

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Niccolò Moriconi torna ad emozionare, a graffiare dentro con semplici parole, accarezzando i tasti del suo amato pianoforte con spontaneità ed autenticità.

“Niente” arriva con una grinta che ci riporta alle origini. La nuova canzone di Ultimo non è virtuosa e rispecchia i canoni di quello che ormai si è delineato come il suo stile: è una confessione a tu per tu con chi ascolta, uno sfogo sincero per la fine di una lunga storia d’amore. Un sound che comunica rabbia e senso di vuoto. Sensazioni vissute in prima persona da molti durante il lockdown.

“Non ci sono veli,” – racconta Ultimo sui suoi profili social – “ho scritto quello che avevo dentro in modo totalmente sincero. Ho scelto di farlo perché preferisco sentirmi dare del “pesante” o del “depresso” da qualcuno, piuttosto che non mostrare ciò che sento. Il mio patto d’amore con quello che ho dentro. Oggi, dove tutto dev’essere perfetto, veloce e “instagrammabile”, è diventato quasi un tabù dire che non si sta bene.”

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E ancora: “La salute mentale è stata totalmente dimenticata, mettendo al primo posto solo quella fisica. Oggi, soprattutto tra i miei coetanei, si tende a respingere il dolore ai margini di se stessi, accettando una condizione di benessere mediocre, pur di dire “sto bene”. E poi che palle questa continua concorrenza tra le persone, questa sovraprestazione a cui tutti ambiscono, questo volersi a tutti i costi superare sempre. Questi mental coach che vanno tanto di moda che ti spronano, urlandoti sempre che devi essere il numero uno e devi correre, correre, correre. Ma per andare dove? Perché questa necessità di mostrare solo il lato “meno ferito”? Si può anche dire di non sentirsi bene e il dolore e la solitudine non devono essere innominabili.”

Una tracklist di 17 nuovi brani, di cui uno che inizialmente era destinato al primo album “Pianeti” (2017): una condivisione intima e varia, tra solitudine, rabbia, spensieratezza, amori che finiscono e che nascono. Un album che il giovane cantautore definisce “Un album de core, de pancia”.

Non solo ritorno ma anche partenza: “Solo” sarà il primo album autoprodotto dalla “Ultimo Records”, l’etichetta indipendente di proprietà dello stesso Niccolò Moriconi ad appena 25 anni.

Ed è proprio nel cuore dei giovani e giovanissimi che Ultimo riesce sempre a far breccia con la sua umile autenticità, lasciando libero campo a sogni e delusioni, emozioni forti e quel senso di … Niente.

Il testo dell’ultimo singolo:
È che da tempo non so dove andare
Provo ad urlare ma non ho più voce
Tu dici “Dai si può ricominciare”
Ma io non ho da offrirti più parole
Sì, è vero tu mi incanti anche se non mi parli
Ma il sole è spento e non lo vedo più da queste parti
Sì, è vero avevo detto che “sarà per sempre”
È triste ma quando mi abbracci
Non sento più niente

Quando mi siedo sopra il tetto del mondo
Mi accorgo di essere il solito che si rifugia nel fondo
Di questo stupido e fragile mio disonesto bicchiere
Che bevo per mandare giù la parte mia che non si vede
Tu parli sempre di tutto ma non hai mai una ragione
Io che sto zitto e subisco, penso a un futuro migliore
Certo, che cosa ti pensi? Che adesso io sia felice?
Non vedi che uso il sorriso per mascherar le ferite?
Io sono il solito stronzo che parla sempre di sé
Ma lo faccio perché tu non veda la parte vera di me
Per questo guardami bene che adesso cala il sipario
Che se la gente s’aprisse non esisterebbe il teatro
Sarà che devo mentire e mostrare ciò che non sono
Vorrei riuscire ad amare eppure io non mi emoziono
Perché sognare m’ha reso la nuvola con i piedi
Per questo siamo vicini ma con diversi pensieri

È che da tempo non so dove andare
Provo ad urlare ma non ho più voce
Tu dici “Dai si può ricominciare”
Ma io non ho da offrirti più parole
Sì, è vero tu mi incanti anche se non mi parli
Ma il sole è spento e non lo vedo più da queste parti
Sì, è vero avevo detto che “sarà per sempre”
È triste ma quando mi abbracci
Non sento più niente
Quando mi abbracci
Non sento più niente

Vedi che non ci riesco
Non sento la stessa emozione di prima
Sento che parlo ma il corpo è diverso
Vedo persone che aspettano in fila
Sono lì fuori che aspettano tutti
Gridano il nome che ho scelto anni fa
Ma il mio non è un nome d’arte
È quello che ha scelto quel giorno per me la realtà
Io che vivevo la vita mia tutta dentro a un parcheggio
Passavo le ore a parlare coi sogni dentro me stesso
Ma adesso guardo lo specchio, vedo la stessa persona
Poi esco di casa e qualcosa in me non funziona
La rabbia che avevo vive tutta dentro questa mia canzone
La vita è un giro di giostra che inverte la direzione
Poi il mondo è un posto sbagliato con le giuste intuizioni
Ma io sono quello che ho amato
Io sono le mie canzoni

È che da tempo non so dove andare
Provo ad urlare ma non ho più voce
Tu dici “Dai si può ricominciare”
Ma io non ho da offrirti più parole
Sì, è vero tu mi incanti anche se non mi parli
Ma il sole è spento e non lo vedo più da queste parti
Sì, è vero avevo detto che “sarà per sempre”
È triste ma quando mi abbracci
Non sento più niente
Quando mi abbracci
Non sento più niente
È triste ma quando mi abbracci
Non sento più niente

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Sara Paneccasio
Classe 2001 e studentessa di “Letteratura Musica Spettacolo” in Sapienza. Alla continua ricerca di meraviglia, di entusiasmo e di un significato in ogni cosa. Le piace lasciarsi attraversare dalle emozioni davanti ad un film, a una poesia o ad un’opera d’arte, riempire i polmoni di bellezza fino a sentire il bisogno di sospirare. Ama l’arte ai suoi antipodi: sempre con la musica in sottofondo, da Vivaldi a Lady Gaga passando per Queen, Jovanotti, Achille Lauro o Ultimo; perde il fiato davanti alle sculture di Canova, agli stencil di Banksy o alle tele di Perez. Con il cuore diviso tra Abruzzo e nord della Francia, ama viaggiare in treno o in aereo, ma mai senza auricolari o un libro di poesie e una matita tra le mani.

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