Connect with us

Entertainment

New York in bianco e nero, tra pandemia e fascino decadente, raccontata nelle poesie di Fabio Strinati

Avatar

Published

on

Il fascino di New York non tramonterà mai. Le vette dei suoi palazzi che sembrano toccare il cielo, le sue strade, frenetiche e cariche di storie da raccontare, i suoi colori, capaci di abbellire anche il vicolo più sinistro e insignificante. La Grande Mela, “La città che non dorme mai”, raccontata nelle poesie di Fabio Strinati, poeta e scrittore marchigiano, che in queste settimane di pandemia non ha smesso di sognare una città carica di vita anche se lacerata dal dolore, attiva come sempre, anche se costretta a rimanere ferma al palo, intraprendente, anche se deve fare i conti con un nemico invisibile. Due poesie in cui lo sguardo di Strinati va oltre l’apparenza, proiettandosi verso quell’universo a se stante che solo la realtà metropolita di New York è in grado di fare vivere.

NOTTE A NEW YORK

MyZona

A Fordham, tutto si trasforma
in un attimo dormiente;
trasudano armonie. Nell’aria,
l’inverno lungo che tutto divora
in uno sciame, nel silenzio decrepito.

Forme diluite (coreografie),
in un angolo di luce, uno sbuffo
di vento, dimagrito… persone sparse
qua e là intirizzite;
sulla strada sconquassata,
schizzi, attimi le illusioni/ visioni notturne
a Broadway che risuona e si ravviva,
di formule s’incendiano scintille!

S’affaccia la luna col bagliore
dell’estate; si disperdono minuscole
visioni.
Rapita da un respiro, penetra la notte vagabonda dall’anima solenne.

LA MORTE A NEW YORK

New York ai tempi del Coronavirus.

Nell’isola dei “disperati”
fòsse senza luce nel raggruppamento;
s’interroga una pagina
stanca del suo inchiostro,
nell’aria, torbido un minuscolo puntino;
non udibile è l’attesa:
la morte fredda come il marmo.

Muoiono le ore negli angoli appartati:
in un cortile, piangono nel sonno
raggi di sole asciugati in un pianto
senza gravità, oscuro privilegio,
la morte mai indecisa,
orrore della propria ombra.

Nel Bronx, guardono al cielo
gli occhi appannati alla penombra;
si deforma l’oblio (nel tempo consumato),
nella memoria, capsule nel dolore instancabile.

Entertainment

Lo sapevi che: sfiga e credenze popolari, dal gatto nero al sale, da dove nascono?

Gaetano Miranda

Published

on

Credenze popolari, miti e modi di dire relativi alla malasorte, alla sfiga e a ciò che – si dice – porti sfortuna, sono argomento evergreen nel dialogo quotidiano. Passano gli anni, ma alcuni retaggi culturali restano. In Italia sono tantissimi, da nord a sud, quelli secondo cui la vita dell’uomo sarebbe in qualche maniera condizionata da alcuni avvenimenti che porterebbero sfortuna. Delle condizioni fattuali che influenzerebbero il modus vivendi di un singolo individuo. Ammesso che questi ci creda davvero.

Perché si dice “è tutto un altro paio di maniche”?

MyZona

Gli italiani, lo sappiamo, sono spesso superstiziosi o credono alla sfiga, specialmente nel meridione. Spesso queste credenze strappano un sorriso, ma l’origine di alcuni costumi non la conosciamo fino in fondo. Ed esplorando più in profondità, scalfendo quella patina di superficialità che potrebbe spuntare la volontà di approfondimento, invece, troviamo delle risposte spesso inaspettate.

Lo sapevi che: perché biciclette e moto hanno il cavalletto sul lato sinistro?

La parola, come ogni altra forma di energia, influisce e crea, ma qui dovremmo andare poi nel campo della fisica quantistica. Insomma, ce ne parla il dottor Gaetano Miranda, antropologo fisico, che fa luce su alcuni credenze popolari.

Per l’uomo sarà più complesso vivere su Marte oppure affrontare il viaggio di andata?

Leggi anche: 4/3/1943: mezzo secolo del capolavoro di Lucio Dalla

Continue Reading

Entertainment

Andy Warhol, le sue opere cinematografiche arrivano su Amazon Prime Video

Redazione

Published

on

Minerva Pictures è orgogliosa di annunciare che, in seguito all’accordo stipulato con la Andy Warhol Foundation-Europa, le opere cinematografiche dirette e prodotte dall’iconico padre della Pop-Art, saranno  a disposizione dei tantissimi amanti e cinefili, su RaroVideo Channel a partire dal 1 marzo. Il canale, in abbonamento su Amazon Prime Video, consente la visione, in un unico luogo, di tutto il prestigioso catalogo di immagini in movimento offerto da RaroVideo.

Leggi anche: Andy Warhol, curiosità e aneddoti di uno degli artisti più influenti del XX secolo

MyZona

Leggi anche: “The Dark Side of the Moon”: 48 anni fa l’album che cambiò la storia della musica

Tra i capolavori che fanno parte dell’accordo, troviamo le storie di vita dal sapore intimo e nascosto di The Chelsea Girls, opera monumentale della durata di 4 ore girata in doppio schermo, Vinyl, il film che forse può essere definito il più punk tra le opere di Warhol e ancora, la lunga e libera improvvisazione di The Velvet Underground&Nico, che ci riporta in quella meravigliosa e indimenticabile atmosfera newyorkese alla corte di Nico, Lou Reed e soci. Saranno editati e proposti anche i capolavori degli inizi come Blow Job e Kiss e non mancherà nemmeno la trilogia prodotta da Warhol e diretta dal suo antico amico e sodale Paul Morrissey, Flesh/Trash/Heat, con una delle icone della factory warholiana qual è Joe Dallessandro.

Leggi anche: Come Jim Morrison venne arrestato per aver mostrato i genitali durante un concerto

Un accordo, quello con la Andy Warhol Foundation, che assume i tratti di un vero e proprio evento dal grande valore artistico, dato che le opere saranno ospitate da RaroVideo Channel su Amazon Prime Video in esclusiva mondiale.

Leggi anche: Il Boss a Sanremo, quando Springsteen portò in paradiso la classe operaia del rock

Continue Reading

Entertainment

Walt Whitman, il padre della poesia americana

Erica Ciaccia

Published

on

Walter Whitman, noto come Walt Whitman (West Hills 1819 – Camden 1892) è stato un poeta, scrittore e giornalista statunitense. Considerato il padre della poesia americana, è stato il primo poeta moderno ad utilizzare comunemente il verso libero, di cui è considerato in un certo senso “l’inventore”.

Le sue radici si rintracciano nel visionarismo profetico di William Blake, quei suoi versi lunghissimi e prosatici provengono infatti dall’influenza di quest’ultimo, anche se il poeta americano ne stempera la carica alchemico-mitica e li usa in una versione più franta, metricamente più fluida, tanto da fargli guadagnare appunto un posto tra gli iniziatori del verso libero.

MyZona

Leggi anche: Pompei: scoperto il primo carro da parata in Italia

La famiglia di poeti cui Whitman appartiene e della quale è considerato il patriarca, è una famiglia che purtroppo negli ultimi decenni non ha avuto in Italia una buona reputazione: vi appartengono cantori di una americanità continentale, come Rubén Darío, Pablo Neruda, Allen Ginsberg e perfino Borges, che fu anch’egli un whitmaniano.

La sua raccolta più famosa “Foglie d’erba” fu pubblicata nel 1855 in occasione del giorno dell’Indipendenza e proprio per questo sarà un’opera destinata ad essere considerata la “Bibbia democratica americana”. Come poeta e come persona, Walt Whitman resta grande e sfuggente.

Leggi anche: Alda Merini, il “silenzio rumoroso” della poetessa dei Navigli

Non si riesce a sapere, nemmeno al giorno d’oggi, la maggior parte di ciò che egli non voleva che si sapesse, malgrado i grandi sforzi di molti devoti e colti biografi. Il legame tra la sua poesia e la sua vita è molto più incerto di quanto non creda la maggior parte dei lettori. Eppure Whitman è tanto importante per noi, tanto crucial nella mitologia americana, tanto assolutamente centrale nella nostra cultura letteraria che abbiamo bisogno di progredire nel tentativo di mettere insieme la sua vita e la sua opera. 

Di seguito alcuni versi tratti da “Foglie d’erba”: 

C’è questo in me – io non so che cosa è  – ma so che è in me. 
Contorto e sudato – calmo e fresco poi diventa il mio corpo, 
io dormo – dormo a lungo.
Io non lo conosco – è senza nome – è una parola non
detta,
Non è nei dizionari, tra le espressioni, tra i simboli.
Qualcosa lo fa oscillare su più terra di me,
amica ne è la creazione, il cui abbraccio mi sveglia. 
Forse potrei dire di più, Lineamenti! Io intercedo per 
i miei fratelli e le mie sorelle.

Vedete, miei fratelli e sorelle?
Non è caos o morte – è forma, unione, progetto – è vita eterna – è Felicità.

Leggi anche: “C’era una volta a Hollywood”, in arrivo il primo romanzo di Quentin Tarantino

Continue Reading

In evidenza