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Luca Giordano ritrova la terra delle sue origini con la sua blues band

Fabio Iuliano

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Torna in Abruzzo, la sua terra di origine Luca Giordano, in una cena concerto in programma sabato 22 agosto alla Cabina di Castelnuovo di San Pio delle Camere (L’Aquila). Chitarrista, band leader, cantante, e compositore, Luca Giordano è considerato uno dei più grandi talenti sulla scena blues europea, esibendosi sia con la propria band, sia accompagnando alcuni dei più grandi artisti di livello internazionale.

Nato in Italia nel 1980, Luca si trasferisce a Chicago alla giovane età di 25 anni collezionando numerose esperienze al fianco di affermati performer dell’area dell Illinois come Sharon Lewis, Willie “Big Eye” Smith, Les Getrex, JW Williams, James Wheeler & the Rosa’s Lounge All-Stars (inclusa la loro esibizione al prestigioso Chicago Blues Festival nel 2008), e collaborando frequentemente con Eric “Guitar” Davis e la sua band the Troublemakers per diversi tour in Illinois, Ohio, Missouri, Wisconsin, ed al Chicago Blues Festival 2011.

Al suo rientro in Europa Luca pubblica due album da solista (My Kind Of Blues con ospiti Chris Cain, Bob Stroger, and Sax Gordon per Audacia Records & Off The Grid per GG Records) e collabora con il cantante/armonicista/show-man spagnolo Quique Gomez per GG Records Dead Mama Blues e Chicago 3011 Sessions (registrato a Chicago nel 2011) con ospiti leggende del Blues americano come Bob Stroger, Billy Branch, Jimmy Burns, and Eddie C. Campbell.

Negli anni seguenti la Luca Giordano Band ha guadagnato reputazione come una delle migliori band europee scelte dagli artisti americani per i propri tour internazionali. Diversi tour di successo e l’aumento di popolarità hanno attestato la qualità del loro lavoro con rispettati artisti come Sugaray Rayford, John Primer, Bob Stroger, Nora Jean Bruso, Kenny “Blues Boss” Wayne, Willie “Big Eye” Smith, Jimmy Burns, Toni Lynn Washington, Chris Cain, Carlos Johnson, Billy Branch, Eric “Guitar” Davis, and Sax Gordon, per nominarme alcuni. 

Accompagnando questi grandi artisti o esibendosi da solista con la propria band, Luca ha portato il suo sound unico, ed allo stesso tempo energico e raffinato, in club e festival in Italia, Svizzera, Germania, Francia, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Spagna, Portogallo, Austria, Ungheria, Romania, Repubblica Ceca, Lituania, e di recente, ha collezionato diversi fan nelle sue ultime performance in Brasile e Cile.

 Negli ultimi anni Luca è inoltre diventato parte integrante della band del profeta del Blues Mighty Mo Rodgers, con il quale ha registrato il disco Griot Blues (2017 – One Root Music), progetto in collaborazione con il musicista griot africano Baba Sissoko, mentre, nel frattempo, continua ad esibirsi a livello mondiale con la propria band e accompagnando i migliori performer della scena blues attuale.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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Pearl Jam, 30 anni fa a Seattle il primo concerto all’Off Ramp

Fabio Iuliano

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Racconta l’Ansa: Il 22 ottobre 1990 l’Off Ramp Cafe di Seattle ospitò un breve set dei Mookie Blaylock (il nome di un giocatore dell’NBA), una band al primo concerto. La formavano cinque ragazzi: due “veterani” della neonata scena grunge, Stone Gossard e Jeff Ament, un chitarrista solista. Mike McCready, il batterista Dave Krusen e un cantante, Eddie Vedder, che poco tempo prima faceva il benzinaio a San Diego. Eddie aveva ascoltato i provini di alcuni brani suonati da Gossard, Ament e McCready, aveva scritto i testi e li aveva inviati ai tre. In risposta ottenne un biglietto di sola andata per Seattle.

Per il sound check i Mookie Blaylock suonarono “Even Flow”: la scaletta del concerto prevedeva invece “Release”, “Alone”, “Alive”, “Once”, “Even Flow”, “Black”, “Breath”. Per l’encore “Just a Girl”. In dicembre la band fa da Opening Act per i Soundgarden, con il nuovo anno firma un contratto con una major, il 10 marzo 1991 negli studi della KISW Radio di Seattle, Ament e Vedder annunciano il nuovo nome del gruppo: “Pearl Jam”.

Il 27 agosto 1991 viene pubblicato “Ten”, non solo uno dei debutti discografici più clamorosi della storia, ma anche un album dall’importanza decisiva, il disco-manifesto di una generazione che ridefinisce i contorni del Grunge spostando l’asse dal punk e dal metal verso un’idea di rock più classica in un anno di grazia in cui sono usciti in marzo “Out of Time” dei REM e in settembre “Nevermind” dei Nirvana.

Per celebrare i 30 anni dal loro primo concerto, i Pearl Jam, che hanno appena pubblicato “Get It Back”, prima canzone inedita dopo la pubblicazione dell’album “Gigaton”, metteranno online sulla piattaforma nugs.net lo storico concerto tenutosi al Wells Fargo Center di Philadelphia il 29 aprile 2016. Si tratta di uno show di tre ore con 32 brani tutti rimixati dal produttore Josh Evans con immagini mai viste girate con 11 telecamere dal regista Blue Leach e scelte da Kevin Shuss, archivista dei Pearl Jam.

Si tratta del concerto in cui per la prima volta la band ha suonato in versione integrale “Ten”, l’album feticcio. Tra le chicche della scaletta, “Throw Your Hatred Down” del guru Neil Young, “Comfortably Numb” dei Pink Floyd e “Baba O’Riley” degli Who. Il concerto sarà visibile in stream pay per view dal 22 al 25 ottobre, i biglietti costano 14.99 dollari e parte dell’incasso sarà devoluta alla Vitalogy Foundation, un’organizzazione fondata dai Pearl Jam per supportare organizzazioni no profit che operano nel campo della sanità, dell’ambiente, delle arti.

Oltre che a celebrare il loro primo concerto, i Pearl Jam sono anche impegnati contro Trump: di recente hanno lanciato l’iniziativa “PJ Votes 2020” per invitare il proprio pubblico a votare per le imminenti presidenziali, chiedendo a ciascun fan di reclutare almeno altri tre amici disposti a sostenere Biden nella corsa alla Casa Bianca. Come sempre l’impegno è l’altra faccia dell’universo Pearl Jam, una band che, nonostante abbia debuttato con un best seller mondiale, ha sempre avuto un rapporto conflittuale con il proprio successo.

Fanno parte della storia la loro guerra persa contro i giganti delle biglietterie dei concerti e contro gli eccessi dell’industria e soprattutto contro l’obbligo di aderire ai canoni della star. Come tutte le band che stanno insieme da decenni, anche i Pearl Jam hanno vissuto momenti di grandi tensioni, ma il palco è sempre stato per loro il luogo della catarsi, lo spazio dove tutto torna ad essere naturale. Come dimostra il concerto di Philadelphia.

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Sky Arte alla scoperta dei talenti musicali italiani: Fulminacci ospite di Indie Jungle

Indie Jungle è un format dedicato al mondo dei live e propone sullo schermo l’esperienza di un intero concerto dal vivo

redazione

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Continua il viaggio di Indie Jungle, il nuovo programma di approfondimento musicale, che propone 12 puntate monografiche per altrettanti concerti, in onda su Sky Arte. Esclusive serate alla scoperta delle sonorità e delle storie degli artisti coinvolti, attraverso un accurato racconto che rende questi live anche dei veri e propri mini documentari.

Leggi anche: Fulminacci è un artista. E ora vi spiego perché

Un viaggio inaugurato sabato 17 ottobre con la musica di Frah Quintale, che prosegue ora alla scoperta di Fulminacci, protagonista della serata che andrà in onda sabato 24 ottobre. Vincitore della Targa Tenco 2019 per la categoria Opera Prima con il suo acclamato disco d’esordio “La Vita Veramente”, il talentuoso cantautore romano si è da subito distinto per la sua versatilità e per la rara intelligenza emotiva che caratterizza le sue canzoni e la sua poetica.

Appuntamento dunque a sabato 24 ottobre alle ore 20.30 su Sky Arte, on demand e in streaming su NOW TV, per la speciale puntata dedicata a Fulminacci.

Nel frattempo, la prima puntata di INDIE JUNGLE, che vede protagonista Frah Quintale, è attualmente disponibile in chiaro in streaming su https://video.sky.it/. Ogni settimana, infatti, sarà possibile rivedere sul video portale di Sky la puntata integrale andata in onda il sabato precedente.

INDIE JUNGLE è un format dedicato al mondo dei live e propone sullo schermo l’esperienza di un intero concerto dal vivo. In questo momento storico, in assenza di eventi live, infatti, il programma è stato concepito come un momento di condivisione a distanza. Una nuova occasione per artisti e spettatori per vivere la musica. Uno spazio in cui nomi della scena italiana realizzano una speciale performance dedicata al pubblico, che purtroppo non potrà godere dei concerti dal vivo per diverso tempo ancora.

Protagonisti di INDIE JUNGLE sono: Frah Quintale, Fulminacci, Calibro 35, Coma Cose, La Rappresentante di Lista, Gazzelle, Ghemon, Eugenio in via di Gioia, Colapesce e Dimartino, Selton, Lucio Corsi, Lucio Leoni. Straordinarie voci che rappresentano, per qualità ed eterogeneità, un importante spaccato della musica attuale.

INDIE JUNGLE è in onda dal 17 ottobre su Sky Arte (canale 120 e 400 di Sky) e sarà disponibile on demand e in streaming su NOW TV. Visibile anche sul video portale di Sky https://video.sky.it/. E’ un programma ideato e scritto da Massimiliano De Carolis e Fabio Luzietti, prodotto da ERMA PICTURES in collaborazione con Sky Arte, ATCL e Spazio Rossellini.

Tutti i concerti sono stati registrati in studio presso il polo multimediale Spazio Rossellini a Roma. Regia di Massimiliano De Carolis

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Atmosfere da museo e impegno sociale in Exotic Diorama, nuovo disco di Dolche

redazione

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Uscirà venerdì 23 ottobre “Exotic Diorama” album di debutto del nuovo progetto di Dolche, cantautrice e polistrumentista italo-francese, all’anagrafe Christine Herin.

“Exotic Diorama”, scritto e realizzato tra New York, Roma, Beirut e Visby, è un disco che tratta diverse tematiche, da quella LGBTQ+ alla violenza sulle donne. Un album frutto di un intenso lavoro di ricerca che nasce dalla fusione di vari suoni creati da Dolche in studi e tempi distanti fra loro.

Il titolo trae ispirazione dai famosi diorami del National Museum of Natural History di New York. Ogni brano del nuovo disco, proprio come nei diorami del museo, crea un mondo a sé grazie a influenze musicali e atmosfere totalmente differenti.

Alla sua realizzazione hanno collaborato vincitori di numerosi Grammy Awards come l’audio engineer Al Schmitt (Capitol Studios – LA), Noah Georgeson per il mix (LA), Emily Lazar per il mastering (The Lodge – NY) e professionisti di calibro internazionale come il producer Tobias Froberg (Svezia), l’audio engineer Jad Rahbani (Rahbani Studios – Beirut). La totalità delle composizioni e degli arrangiamenti è realizzata da Dolche.

Christine Herin, che da anni risiede e lavora tra Roma e New York, ha già all’attivo 5 album e si è esibita in centinaia di concerti in tutta Europa sotto lo pseudonimo di Naif Herin. Il suo nuovo progetto Dolche è un omaggio alle atmosfere retrò e nostalgiche raffigurate nel capolavoro cinematografico di Federico Fellini “La Dolce Vita” con l’aggiunta delle iniziali di Christine (C e H). 

L’artista si presenta con un particolare e accattivante look impreziosito da una corona di fiori e corna di mucca come tributo alle sue origini valdostane. Dolche spicca per il suo stile musicale eclettico in grado di toccare diversi generi (folk, chanson française, world music, classical music, funk, electronic music), scrive tutte le sue canzoni e sa suonare diversi strumenti tra cui il pianoforte, la chitarra, il basso e le tastiere elettroniche. 

Negli anni ha collaborato con importanti musicisti, produttori e artisti internazionali (tra i quali il sassofonista Maceo Parker, il chitarrista Marc Ribot, e il celebre dottore musicista statunitense Neal Barnard) e italiani (tra i quali Arisa e Paola Turci) e nel 2007 ha aperto il concerto di Lauryn Hill durante il San Bitter Summer Festival di Lucca. All’attività musicale affianca da sempre l’impegno nel sociale sostenendo numerose cause che difendono la libertà e i diritti degli esseri umani e degli animali e da anni, insieme alla moglie, è ambasciatrice della comunità LGBTQ+.

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