Lontano da schemi e filtri, i Meganoidi presentano il nuovo album “Mescla”

Nati nel ’97 a Genova, i Meganoidi sono Davide Di Muzio (voce), Luca Guercio (tromba, chitarra), Riccardo Armeni (basso), Andrea Torretta (chitarra, Saverio Malaspina (batteria).

Rappresentano uno dei tasselli più singolari nel puzzle della musica indipendente italiana. Suonano inizialmente in quattro ( voce, chitarra, basso e batteria) per poi aggiungere altri strumenti come il sassofono, iniziando a spaziare dallo ska tipico degli esordi, al punk rock. Impossibile classificarli con il nome di un unico genere.

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La band di “Zeta reticoli“, il cui video è stato tra i più trasmessi nel 2004 da MTV, è un gruppo che non ama sentirsi stretto e costretto, che ha da sempre ha lo scopo di fare musica divertendosi come racconta Luca, trombettista e chitarrista, a The Walk Of Fame in occasione dell’uscita del loro ultimo album “Mescla“.

Sono passati venti anni dai vostri esordi, quali motivazioni vi tengono ancora insieme?

La passione per quello che facciamo, perché ci piace suonare! Dopo tutti questi anni è come se fossimo diventati una famiglia e ormai ci vogliamo bene. Per esempio, quando il nostro batterista ha avuto una distonia, lo abbiamo portato con noi come tour manager e non lo abbiamo lasciato a casa, ecco.

I vostri album sono usciti con cadenza biennale, da “Welcome to disagio” (2012) a “Delirio experience” (2018) sono però passati sei anni. A cosa è stata dovuta una pausa così lunga?

Sì, abbiamo scritto di meno ma comunque continuato a suonare. È uscito anche un DVD live nel 2014 ma fondamentalmente non avevamo inediti. È stato un periodo in cui, per cause di forza maggiore, eravamo più concentrati a cambiare pannolini che a scrivere cose nuove ma abbiamo subito rimediato scrivendo Delirio Experience in due mesi.

In base a cosa ritenete sia il momento giusto per lanciare un nuovo album?

Beh, far uscire un disco nuovo è un po’ come dire “mi son rotto di stare in casa, esco”. Non c’è uno studio dietro, avviene in modo naturale. La risposta che abbiamo avuto dal pubblico quando è uscito “Delirio experience” è stata talmente bella che già stavamo pensando di far uscire un nuovo disco e infatti, appena abbiam trovato un po’ di tempo, ci siamo messi al lavoro sul nuovo album.

Amate proporre sempre qualcosa di nuovo, vi sentite vicini ad un determinato genere?

Ci hanno sempre chiesto “Ma voi che generete fate?” e la risposta è sempre stata “genere Meganoiodi” o delle volte “cantautorato spinto”. Amiamo molto la contaminazione e dopo tanti anni, pur avendo spaziato e sperimentato molto, siamo riusciti a far sì che ci riconoscessimo nonostante la non appartenenza a un genere specifico.

Il 6 marzo 2020 esce il vostro ultimo lavoro “Mescla”, quali obiettivi vi ponete con questo nuovo album?

“Mescla” è una prova. L’ennesima prova di quello che siamo, cioè un gruppo che si lascia influenzare da quello che gli piace e non da quello che sta funzionando. La nostra scommessa è quella di proporci sempre per ciò che siamo e quello che abbiamo da dire senza dover rendere conto a nessuno. Ci teniamo a trasmettere ciò che ci piace fare, ciò che ci emoziona, quello che ci rende felici. Siamo un gruppo veramente indipendente essendo autoprodotto e non riusciamo a scrivere con l’intenzione di soddisfare le tendenze musicali di oggi.

Come mai l’autoproduzione?

All’inizio è stata una scelta obbligata perché non ci considerava nessuno. Dopo abbiamo scelto di continuare ad esserlo perché sotto un’etichetta non saremmo stati produttivi, rispettare scadenze o tempistiche che ci vengono imposte non ci appartiene. Il nostro obiettivo è un altro, cioè fare una cosa che ci rappresenti al meglio e non sempre, questo nostro modo di pensare, può aver senso. Abbiamo fatto delle scelte un po’ azzardate durante il nostro percorso, e anche sbagliate a volte, per questo anche oggi una major si troverebbe in difficoltà a starci dietro. Poi, il pubblico è sempre stato il nostro punto di forza e da sempre ci vuole bene, i Meganoidi sono un progetto collettivo, dobbiamo essere felici di quello che facciamo e godercelo insieme alla gente.

Quali sono i brani di “Mescla” che più vi entusiasmano?

I brani sono tutti figli unici, ce ne sono alcuni che tirano fuori delle parti di te che conosci solo tu. Quelli che però rendono l’idea di cosa effettivamente sono i Meganoidi e le loro mille sfaccettature potrebbero essere “Esercito in TV”, “Io non indugio” e “Ora è calmo il mare” che è un pezzo rock solare.

È previsto un tour che parte il 21 marzo, quali canzoni del nuovo disco metterete in scaletta?

Quando usciamo con il disco nuovo, nei live tendiamo a mettere più brani nuovi possibili. Ci piace vedere cosa ne pensa il pubblico, utilizzare il live per raggiungere un grande numero di persone.

Meglio i Meganoidi di venti anni fa o quelli di adesso?

Ma meglio i Meganoidi di adesso! I Meganoidi di oggi sono anche quelli di venti anni fa, i Meganoidi di venti anni fa non erano quelli di oggi quindi meglio il presente a priori!

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Eleonora Lippa
Studentessa di traduzione editoriale, innamorata della Spagna, del cinema italiano e delle parole di Alberto Moravia, coglie al volo la possibilità di uscire dalla suo comfort zone e visitare tutto ciò che è possibile. Gingerness e arrosticini come unico credo.

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