L’attesa del silenzio e della poesia: la silloge intimista di Ada Crippa

Ada Crippa confessa la paziente cura dell’attesa, e la Poesia stessa s’inchina a un amore smisurato e sofferto: l’ispirazione nasce dal confronto impietoso e paradossalmente tenero con il silenzio, condizionato – come suggerisce il titolo di questa struggente e bellissima opera, edito da La Vita Felice – dal Coma.

L’altro da sé non risponde ed è impenetrabile a ogni richiamo: è divenuto un mistero che il corpo dormiente non reprime più ma manifesta proprio con la carne, gli occhi e la bocca chiusi. E non v’è altro mezzo espressivo, immediato e potente come la poesia, perché tramite essa si vede oltre il coma che forza la mancata corresponsione di un bene fiducioso e duraturo, ma dalla vita negato.

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E il  miracolo avviene proprio nel momento in cui i versi si rifanno alla vita stessa in una straordinaria non-contraddizione frutto di sacrificio e sincerità:

Come una foglia stanca d’autunno

che s’imbarca sul fiume lento

senza sapere la foce

o un’ansa a girarle il corso

va in questa ora sospesa d’ansia

la vita

Il verso libero innerva un’evocazione dell’anima e dell’immaginazione all’interno di un pensiero estremamente lucido, perché passato da un’esperienza diretta del dolore e dell’assenza, un cercare incessante, anche oltre la speranza; un ritrovare la stagione dei frutti, dopo la stanchezza dell’autunno che prelude quella difficilissima e invernale poesia del corpo in coma in cui l’amore è racchiuso e non risponde, non parla, ma assume il linguaggio del vento, contamina i pensieri con forza invasiva dei ricordi e dei rimpianti. Per ritrovare una quotidianità perduta e sempre semplice e cara:

Vorrei conoscere il mondo del tuo silenzio

una stella dell’universo cerebrale che illumini

il tuo cosmo

la chiusa di un Naviglio

che impedisce di irrigare

la radice del riso

il gesto della mano in un saluto

la lacrima del riverbero interiore

camminare nei sentieri sterrati

delle multiforme colorate vorrei

tra i bianchi e i rossi e neri al suolo

per raggiungerti

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Ada Crippa proviene dal mondo e dalla cultura contadina-operaia e dalla militanza politica e sindacale; è ideatrice del modulo performativo “Poesia Plurale Femminile”, progetto nato per far emergere e valorizzare la voce femminile dei singoli territori nazionali, ed è attiva sulla scena letteraria con vari interventi di letture pubbliche. Ha pubblicato varie sillogi poetiche, far cui Eco di neve, sempre per i tipi de La Vita felice edizioni. Ma è con questa raccolta che la voce intimista della poeta trova lo splendore nitido di versi che attingono dal mistero della poesia, che coinvolge vita e – sempre – amore. 

di Pietro Fratta

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