“L’Arte non si ferma” i luoghi alternativi tra palco e tv al tempo della pandemia: un progetto del Teatro Stabile d’Abruzzo

Il Teatro Stabile d’Abruzzo chiama a raccolta artisti e operatori per individuare nuove strategie dentro e fuori il palcoscenico. Questo è lo spirito del progetto “L’Arte non si ferma” che che vede impegnato il Tsa e le compagnie teatrali abruzzesi nell’allestimento di nuovi spettacoli e laboratori teatrali.

“Abbiamo chiesto alle compagnie teatrali del territorio di rimettersi in moto, cominciare a elaborare drammaturgie e ad allestire spettacoli che dovranno essere pronti per la riapertura delle sale”, commenta Giorgio Pasotti, direttore artistico. “Crediamo che scritturare gli artisti e i tecnici sia la migliore risposta alla chiusura dei teatri, per ogni spettacolo le prove si svolgeranno con la massima attenzione e nel rigido rispetto delle norme vigenti per prevenire il contagio da Covid 19, anche utilizzando le tecnologie e le piattaforme telematiche”.

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La risposta all’appello del Teatro Stabile d’Abruzzo è stata incredibile. “l’Abruzzo”, prosegue Pasotti, “ha una offerta culturale di grande qualità, sono stati vagliati decine e decine di progetti, abbiamo voluto cominciare a evidenziare quelli più sostenibili nel tempo, allestimenti che potranno essere fatti circuitare nelle nostre sale teatrali, nelle piazze e nei luoghi non tradizionalmente adibiti a spettacolo perché pensati con allestimenti agili e trasportabili”.

In questa prima fase sono ben 19 le compagnie teatrali protagoniste e altre se ne potranno aggiungere: associazione Ricordo, Cuntaterra, Teatro del Sangro, Teatro Lanciavicchio, Compagnia dell’Alba, Immagina Multimedia, Libera Pupazzeria, I guardiani dell’Oca, Volo del coleottero, Terrateatro, Teatrabile, Fantacadabra, Teatro dei 99, Brucaliffo, Nati nelle note, Associazione Laad, New Sounds and Beyond, Art Girolamo Botta, Il fiume e la memoria. Si contano 17 sono gli spettacoli direttamente prodotti dal Tsa oltre a 2 gin coproduzione. Sono previste nell’arco dei prossimi mesi circa 220 recite, 2 stagioni di ospitalità (oltre alla stagione teatrale aquilana), 2 laboratori teatrali e l’allestimento della sala del Teatro Cordova di Pescara.

“L’arte non si ferma” coinvolge circa 122 persone tra artisti e maestranze e vede coinvolte come sede dei lavori le città di Pescara, Sulmona, Giulianova, Avezzano, Tollo, Ortona, Lanciano, Chieti e L’Aquila.

Una novità è rappresentata dal fatto che un gran numero di spettacoli, oltre alla canonica rappresentazione dal vivo, sarà tradotto in video, con uno studiato adattamento per il mezzo televisivo, a cura di Vincenzo Olivieri, le cui riprese avverranno nello splendido Teatro Tosti di Ortona, grazie alla collaborazione della Compagnia dell’Alba e del Comune di Ortona, e trasmessi dalle emittenti regionali più seguite Rete 8 e LAQTV media partner del progetto i cui direttori Carmine Perantuono e Luca Bergamotto hanno preso parola per augurare una collaborazione sempre più importante tra il teatro pubblico e le emittenti televisive nell’intento di coinvolgere un pubblico sempre più vasto.

Presenti in conferenza a distanza il presidente dell’ente teatrale regionale, Pietrangelo Buttafuoco, il direttore Giorgio Pasotti, il dirigente Giorgio Iraggi e i rappresentanti delle prime compagnie coinvolte.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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