La guerra raccontata da Gino Strada

Gino Strada: “Io non sono un pacifista, io sono contro la Guerra. Se uno qualsiasi di noi esseri umani in questo momento sta soffrendo come un cane, é malato o ha fame, é cosa che ci riguarda tutti. Ci deve riguardare tutti, perché ignorare la sofferenza di un uomo é sempre un atto di violenza, e tra i più vigliacchi”.

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I così detti “pappagalli verdi” sono mine antiuomo di produzione sovietica. Il colore che caratterizza questa particolare categoria di bombe è verde brillante. La forma è irregolare, curiosa, e il colore verde fa sì che tali mine si notino da diversi metri di distanza nonostante le dimensioni ridotte. Succede che ci si avvicini, attratti da un oggetto singolarmente luccicante tra la polvere. Succede che, visto il colore intrigante e le dimensioni ridotte, si abbia la tentazione di sollevare il pappagallo verde per osservarlo da vicino. E poi succede che esploda in aria traditi dalla propria curiosità. Le vittime di tale infame meccanismo appartengono spesso alla categoria di umani più ingenuamente curiosa: i bambini.

Pappagalli Verdi” é anche il titolo del libro di Gino Strada pubblicato nel 1999, responsabile per aver raccontato i vissuti del chirurgo milanese ad almeno un paio di generazioni. Ma non solo, Pappagalli Verdi é anche responsabile per aver descritto la guerra nel modo più efficace e schietto possibile. La guerra, a volte, utilizza le debolezze dei bambini: non c’é niente di più vero, crudo e ad impatto di questo concetto scritto su carta.

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Gino Strada, classe 1948,  vive la guerra da dietro un bisturi da quando, nel 19889, abbandona la brillante carriera  chirurgica  a Pittsburg e si scaraventa nelle zone di Guerra con il Comitato Internazionale della Croce Rossa. La straordinarietà di Gino Strada, quella caratteristica che lo ha portato ad impattare nel cuore e nella mente di milioni di persone, inizia da qui: egli é un Cittadino ordinario che di mestiere fa il chirurgo a Pittsburg, e poi si sposta in zone di Guerra. Senza vocazioni, e senza intenzioni eroiche.  

Una volta imbastita un’idea di cosa sia la guerra, e di cosa la guerra comporti (“Ci ho impiegato un po’ a capire cosa sia la guerra. Non mi capacitavo del fatto che il novanta per cento dei miei pazienti fossero civili”), strada agisce. Il lavoro di un medico consiste nel massimizzare il numero di persone salvate. Questo, nel caso ci si trovi in zone di Guerra, potrebbe implicare anche un certo attivismo politico, e un certo spirito di iniziativa.

“Emergency”, l’associazione non governativa fondata da Strada per curare gratuitamente le vittime di mine antiuomo, nasce nel 1994. Neglianni seguenti Strada si divide tra il suo compito di chirurgo, e quello di divulgatore. Egli  durante le interviste racconta la Guerra dal punto di vista di un medico che vede morire migliaia di civili.  Quando esce dal ruolo di chirurgo prendendo posizioni politiche, il suo scopo é ribadire in modo ancora piú chiaro l’unico, semplice, concetto fondamentale: in Guerra muoiono persone. Per questo, e solo per questo, la Guerra é sbagliata.

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I conflitti e la sofferenza raccontati con una semplicitá allarmante hanno ispirato le generazioni piú giovani. Se oggi una significativa fetta di ragazzi sogna di partire con Medici Senza Frontiere, o Ingegneria Senza Frontiere; se sempre piú ragazzi partecipano ad iniziative di volontariato, é perché qualcuno, ad un certo punto, ha deciso di raccontare la Guerra e la sofferenza dall’interno. Quei racconti hanno invaso prima le television e poi Internet, hanno contribito a puntare I riflettori su realtá dimenticate. Gino Strada era un chirurgo che della Guerra ha raccontato principalmente la parte umana. Questa é la ragione per cui é entrato nel cuore delle persone, e lo si rimpiangerá immensamente ancora a lungo. D’altro canto, questa é anche la ragione per cui, infondo, rimarrá tra noi ancora a lungo.

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Marta Scamozzi
Valtellinese di nascita espatriata in Danimarca. Tra le sue missioni c’è quella di insegnare al mondo la pronuncia corretta della parola “Måneskin”. Laureata in ingegneria e appassionata di musica e cinema, divide la propria vita tra scrittura, arte e impianti termodinamici. Le sue religioni sono la Scienza, la comunicazione, Ingmar Bergman, gli Iron Maiden e Dodi Battaglia.

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