Jonathan Levy, la chitarra acustica che accarezza il cambiamento

Giovanissimo, talentuoso ma anche capace di avvolgere le sue canzoni in una coperta fatta di parole e arpeggi. Ecco Jonathan Levy, artista israeliano che lancia in questi giorni il suo “Lover Boy”, secondo singolo estratto dal suo album d’esordio di pubblicazione prossima. La canzone descrve la complessità dei continui cambiamenti in una relazione.

Cambiamenti sia mentali e fisica. In ogni caso, la conclusione di fondo è che, a prescindere da tutto, l’amore vince sempre. “Analogamente”, sottolinea Levy, “definisco il mio approccio artistico in evoluzione. Provo a rendere omaggio ai generi che sento più vicini e, solitamente, cerco di esprimermi attraverso la musica, in primo luogo. Questa canzone sente forte l’influenza delle ballate acustiche degli anni Sessanta e Settanta, le canzoni con cui sono cresciuto. Per questo motivo ho scelto di mantenere un atmosfera intima”.

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ENGLISH VERSION

Jonathan Levy is a 22 y/o Singer-Songwriter from Tel-Aviv Israel.

“Lover Boy” is the second single from his upcoming debut album

“As an evolving artist, I try to pay tribute to genres that surround me, and usually it speaks through my music”

Lover Boy’s style was mainly influenced by 60’s&70’s Acoustic ballads he grew on, which kept the song acoustic and intimate.

The song describes the complexity of the endless changes in a relationship, both mentally and physically, while the bottom line is that no matter what, love wins all.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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