In 20mila all’Aquila per il “Jazz per le terre del sisma”, tra tradizione, contaminazione e sperimentazione

Che non si dica che la musica jazz è un genere di nicchia o, come alcuni pressappochisti hanno affermato, in via d’estinzione. Se non bastassero tutti i festival a tema promossi in giro per lo Stivale, si può sempre citare il “Jazz italiano per le terre del sisma“, giunto quest’anno all’ottava edizione e capace di riempire il capoluogo di regione in Abruzzo con circa ventimila presenze nella sua due giorni. Numeri che attestano come il jazz sia vivo e vegeto e ben lontano dall’età cretacea cui qualcuno vuole relegarlo.

La manifestazione, legata a iniziative benefiche in favore delle aree colpite dai terremoti 2009 e 2016/17, si ripropone come una vetrina sul jazz italiano. Dal 2015, circa 3.500 musicisti si sono alternati sui vari palchi. Oltre 200 i jazzisti in questa edizione. Doppio l’omaggio dell’edizione 2022: a Pier Paolo Pasolini e, in parallelo, a Charles Mingus contrabbassista, pianista e compositore statunitense, ritenuto tra i migliori musicisti jazz del suo tempo. Per entrambi ricorre il centenario dalla nascita.

Un nuovo arrivo per una nuova partenza: quello del Cammino solidale giunto all’Aquila da Camerino (Macerata) attraverso ben quattro regioni (Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo) per dare il via all’ottava maratona jazz.

Anche stavolta, l’apertura a Borgo Rivera, con le note del concerto inaugurale a sovrapporsi sul rumore dell’acqua della fontana delle Novantanove cannelle. Davanti a questa si sono disposti Beppe Scardino (sax baritono), Glauco Benedetti (tuba), Filippo Ceccarini (tromba), Tony Cattano (trombone), Daniele Paoletti (rullante), Simone Padovani (grancassa) dell’Orchestrino. In prima fila, il gruppo dei marciatori guidato dalle marchigiane Sofia Bracalenti e Maria Pia Melonari.

“Tornare all’Aquila ogni anno è una grande emozione – ha detto Corrado Beldì, presidente dell’Associazione Jazz italiano all’Aquila -. Quest’anno c’è una manifestazione ancora più partecipata grazie a tutto il sistema dei festival italiani”.

Dodici complessivamente le aree concerto, tra scorci, piazze, vicoli e librerie. Le location in viale delle Medaglie d’Oro, piazza Santa Margherita, piazza Chiarino, Chiostro Palazzo Cipolloni Cannella, Portici dei Quattro Cantoni, piazzetta del Sole, Oratorio di Sant’Antonio dei cavalieri de Nardis, Casa dello Studente, Auditorium del Parco, libreria Colacchi. Main stage in piazza Duomo. Tra gli ospiti anche Enrico Rava in un atteso ritorno all’Aquila, insieme alla giovane violinista Anais Drago.

Durante le due giornate di festival sono previsti riconoscimenti a Rosetta Jazz Club di Matera (migliori club); Zoe Pia (Il jazz va a scuola), Giovanni Bonandrini (etichette indipendenti), Giovanni Iacovella (giovani visionari), Pino Ninfa (associazione fotografi), Festival “Una Striscia di Terra Feconda” (Gender Equality), Iseo jazz (Festival italiano), Fausto Savatteri (Nuove direzioni). Premio speciale a Roberto Masotti, consegnato a Silvia Lelli, premio alla carriera a Franco D’Andrea.

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Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.