Istantanee dagli “Orienti” di Pasolini

Si chiude questa settimana l’allestimento omaggio dell’Istituto cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica” a Pier Paolo Pasolini in occasione del centenario della nascita di uno tra i più famosi artisti italiani del Novecento.

Molto partecipata la mostra-evento “L’Oriente di Pier Paolo Pasolini”, il Fiore delle mille e una notte nelle fotografie di Roberto Villa, fotografo, tra i maestri del fotoreportage. Un’esposizione di stampe delle riprese del film e la proiezione di un video con 350 immagini, uniche al mondo e detenute dall’Archivio del fondo Roberto Villa a Milano e dall’archivio della cineteca di Bologna.

Leggi anche: L’abiura è compiuta di Silvia Leuzzi

Roberto Villa ha avuto modo di realizzare un ampio ed analitico reportage fotografico, sul set e fuori dal set, sull’aspetto antropologico e sociologico delle popolazioni delle diciotto località che sono state le location del film, nella Persia di Reza Pahlavi e nello Yemen già allora in guerra. Il film è stato girato anche in Eritrea e in Italia. Numerosi critici d’arte hanno espresso commenti positivi sulla mostra, tra i quali Flavio Caroli, Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi, che ha fatto di più, portando le nostre immagini nei teatri italiani associandone i parallelismi al Caravaggio.

Sabato scorso, contestualmente a questa iniziativa, c’è stata, inoltre, la presentazione del libro omonimo “Gli Orienti” di Pier Paolo Pasolini, Nfc edizioni Rimini, nella sala ipogea del Consiglio regionale dell’Abruzzo alla presenza dello stesso Villa, autore e fotoreporter, di Stefano Masi, critico cinematografico, scrittore e giornalista, e di Jonathan Giustini, scrittore e giornalista. In sala anche Corrado Camilli e Mercedes Calvisi, presidente e consigliere delegato dell’Istituto cinematografico.

La mostra, presentata in tutto il mondo, apre una retrospettiva del viaggio del 1973 del maestro fotografo Roberto Villa della durata di oltre tre mesi e mezzo nel Medio Oriente (Isfahan e Teheran comprese), per seguire le riprese del terzo film della trilogia della Vita di Pier Paolo Pasolini dal titolo “Il fiore delle Mille e una notte”, personalmente invitato dal regista.

Una dinamica evolutiva che già rende questo libro un esperimento on the road, come il frutto di una riflessione metodologica ed iconografica, da parte di Villa, lunga oltre 50 anni. Un libro evento dunque, condensato di una vita di lavoro, di pensiero, di elaborazione del linguaggio fotografico e cinematico.

Articolo precedente“Racconti disumani”, Gassmann porta in scena Kafka con Pasotti
Articolo successivoSan Valentino, il paganesimo dietro gli innamorati
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.