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Idee per il fine settimana: la formula dell’Officina della Scultura

Il progetto ha scelto quest’anno di non rinunciare al racconto dell’arte scultorea, solo di spostarsi all’esterno e di arricchire il suo percorso con due installazioni

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L‘Officina della Scultura rinnova la sua formula e incontra il pubblico all’aperto fino al 25 ottobre, percorsi di scultura tra Milano e Sesto San Giovanni e Bergamo.

Anche quest’anno sono tre i protagonisti, con Franco Mazzucchelli anche Kengiro Azuma e Piero Cattaneo, e grazie a due installazioni e alle passeggiate en plein air è possibile scoprire e approfondire la conoscenza della scultura italiana del Novecento.

L’Officina della Scultura, ideata e promossa da Fondazione Piero Cattaneo di Bergamo, si pone come obiettivo non solo di divulgare e promuovere la conoscenza dell’arte e delle tecniche ma anche di realizzare una vera e propria mappatura di artisti, luoghi e storia lunga oltre un secolo.

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Di norma dedicato all’apertura di alcuni atelier, il progetto ha scelto quest’anno, per venire incontro alle esigenze sanitarie, di non rinunciare al racconto dell’arte scultorea, solo di spostarsi all’esterno e di arricchire il suo percorso con due installazioni. Dal 13 al 18 ottobre la città di Bergamo accoglie due interventi scultorei di Franco Mazzucchelli (Milano 1939). In due luoghi simbolo della città, largo Porta Nuova e piazzetta Santo Spirito, trovano accoglienza due grandi sculture gonfiabili, tridimensionali geometrie non euclidee.

Queste strutture in PVC si danno propriamente alla città, come allude lo stesso titolo A. TO. A. sigla di Art to Abandon, ma anche alla francese à toi, a te / per te, cioè per il pubblico. I cittadini infatti da spettatori vengono invitati a trasformarsi in performer, intervenendo sulla superficie plastica con pennarelli indelebili.

Sabato 24 ottobre e domenica 25 ottobre 2020 a Milano e a Sesto San Giovanni, il pubblico è accompagnato alla scoperta di Kengiro Azuma (Yamagata 1926 – Milano 2016). Con la presenza eccezionale del figlio dell’artista, Ambrogio, sarà possibile approfondire la conoscenza dell’opera MU 141 in piazzale Cimitero Monumentale a Milano, e del messaggio di cui si fa portavoce, simbolo nelle intenzioni dell’artista di rinascita. L’appuntamento a Sesto San Giovanni è dedicato alla Fontana delle Tartarughe, intervento che ha visto lavorare fianco a fianco padre e figlio, in perfetta armonia.

La vocazione didattica del progetto, a cura di Marcella Cattaneo, si sviluppa così grazie a specifiche visite en plein air che coinvolgono, le opere di Franco Mazzucchelli e interventi di artisti coinvolti nelle precedenti edizioni, come Piero Cattaneo (Bergamo 1929 – 2003) e Kengiro Azuma (Yamagata 1926 – Milano 2016)

Percorsi gratuiti con prenotazione obbligatoria: +39 333 2698886

Milano: sabato 24 ottobre 2020 ore 9.00 e ore 11.00
Sesto San Giovanni: domenica 25 ottobre 2020 ore 9.00 e ore 11.00

photo Kristin Man

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Lo sapevi che: perché biciclette e moto hanno il cavalletto sul lato sinistro?

Gaetano Miranda

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Cosa accomuna motociclette, bicilette, antichi romani ed età premedievale? E cosa c’entrano l’Inghilterra, i destrimani e le consuetudini di epoche passate? E quindi, perché i mezzi a due ruote hanno il cavalletto sul lato sinistro?

Le risposte a queste domande sono tutto fuorché scontate. Nella storia dell’uomo e del suo percorso evolutivo nulla accade per caso e tutto ha una spiegazione logica, spesso celata dietro strati di consuetudini secolari. Le stesse che oggi vengono magari sottovalutate oppure sottostimate perché, più semplicemente, si ignorano i passaggi ab origine della domanda.

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Vi chiederete il perché di tante contaminazioni per ciò che, agli occhi dei più, può apparire come una mera scelta tecnica, meccanica, dettata forse dalla praticità e dalla comodità per chi cavalca una sella. Ce lo spiega il professor Gaetano Miranda, antropologo fisico con indirizzo evolutivo e palepateologico. E vi chiederete il perché di tante contaminazioni per ciò che, agli occhi dei più, appare una mera scelta meccanica, dettata, chissà, dalla praticità. Ma c’è molto altro…

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Street Art, approvata in Abruzzo la legge: “volano per turismo e decoro urbano”

Redazione

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E’ stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale d’Abruzzo la legge proposta dal M5S che regolarizza e incentiva la street art in Abruzzo.

L’obiettivo della norma, presentata dal consigliere regionale Pietro Smargiassi che ne è anche il primo firmatario, è quello di valorizzare i piccoli e grandi Comuni della nostra regione, favorendo lo sviluppo e la diffusione delle opere di street art che rappresentano una delle maggiori espressioni di arte contemporanea capace di attrarre turisti e generare decoro urbano attraverso il culto del bello e dell’arte.

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“Sono molto soddisfatto dell’approvazione di questa norma”, spiega il consigliere Smargiassi. La Regione Abruzzo, grazie al M5S, riconoscerà fondi economici volti a favorire la realizzazione di opere nei piccoli borghi d’Abruzzo, che vedranno incrementare il numero di visitatori, ma anche nei comuni più grandi in un’ottica di riqualificazione di alcune periferie in cui palazzi popolari subiscono gli effetti del tempo e dell’incuria”.

“Far conoscere l’Abruzzo, anche attraverso queste opere, nel resto d’Italia e in tutto il mondo è un altro aspetto che questa legge contempla. In quest’ottica ho voluto inserire un articolo che prevede lo stanziamento di 10mila euro all’anno nel bilancio della Regione Abruzzo per la realizzazione di pubblicazioni che raccolgano le varie opere da diffondere, anche con l’ausilio del CRAM, in sedi nazionali ed internazionali”.

Guardiamo al futuro con ottimismo e credo che il turismo sarà una componente fondamentale anche per la ripresa economica post covid. Diamo respiro a un Abruzzo contemporaneo, che sia riconosciuto come un vero e proprio museo a cielo aperto da visitare non solo per le sue innumerevoli ricchezze naturalistiche e paesaggistiche, ma anche per la sua vocazione artistica che guarda verso la contemporaneità”.

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“Esistono già città – continua Smargiassi – che ricevono la visita di migliaia di turisti pronti a fare consumo di un capitale storico-artistico di valore incommensurabile, di cui spesso siamo incapaci di vedere la rilevanza a livello internazionale. Un esempio emblematico e di successo è il comune di Aielli, che ha fatto delle sue mura e di alcuni fabbricati un patrimonio unico nella nostra regione, o il recupero dell’immagine di D’Annunzio attraverso murales d’autore che la Regione ha finanziato a Pescara”.

La Street Art si oppone idealmente al concetto di arte come bene privato: è immediatamente fruibile agli occhi del visitatore che si lascia incuriosire ed affascinare da opere su muri che, altrimenti, resterebbero nell’anonimato. La sua fruizione è praticamente gratuita e ha un ruolo educativo di indubbia rilevanza quando si mette al servizio di tematiche di interesse collettivo”.

“L’arte non è più un affare di pochi – conclude Smargiassi – ma bellezza immediata e fruibile da tutti, generando così un incremento del turismo che inevitabilmente consentirà, attraverso l’intero indotto, un ritorno anche economico per il territorio, oltre che all’indubbio valore culturale”.

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Rendere lo spettatore parte di un sogno indefinito: l’arte di Raffaele Aprile

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Classe 1959, nato a Tripoli ma residente ad Aprilia. Il maestro Raffaele Aprile è, ad oggi, uno dei massimi esponenti dell’arte italiana, con oltre trent’anni di esperienza sulle spalle. Il suo è uno stile molto personale che pesca a piene mani nell’Astrattismo. Lo spettatore diventa così partecipe di un sogno ad occhi aperti. In particolare, dopo gli studi statali, nel 1990 segue un corso di pittura imparando le tecniche più disparate: matita, pastello, acquerello, olio, ceramica ,tecnica mista e anatomia del corpo umano.

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Aprile è noto soprattutto nella zona di Latina, dove dal 1990 è impegnato in mostre e presentazioni della sua arte. Inoltre ha partecipato a diverse collettive ed esposizioni di piazza. Nelle sue opere non vi è nulla che possa ricondurre alla percezione della realtà. Guardare un suo dipinto significa immergersi in una sorta di viaggio onirico, nel quale le forme si dissolvono. L’ evoluzione dell’artista si fonde con la più suggestiva introspezione, e il pittore diviene l’esorcista dei fantasmi oscuri della coscienza .

Dopo l’ultima sua esposizione Spazio enigmatico, emblema nel tempo presentata nel 2010, l’artista conserva nelle sue tele il tema del ritratto femminile. Il riferimento alla donna, infatti, è palese e mette in luce come il gentil sesso sia, nel tempo, un punto di riferimento. Che si tratti di una madre, di una moglie o di una figlia, la figura femminile accompagna l’uomo durante tutto il suo sviluppo e ne determina le fasi più importanti della vita. Aprile nelle sue opere rappresenta proprio l’emozione del momento, donandolo all’eternità con le sue pennellate.

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Di lui hanno scritto molti critici del settore, tra cui la dottoressa Maria De Lorenzo, perita ed esperta di arte:

Grande alone di femminile romanticismo accompagna le tele del maestro apriliano, che lascia trapelare la sua grande sensibilità artistica e la sua estrema delicatezza sensoriale. Bellissima è la pennellata. Quest’ultima si presenta fortemente materica e a tratti quasi scultorea nell’estrema ruvidità del suo tocco. Essa si mostra ondulata e palpabile, corposa e duttile alla vista. Delicati sono i chiaro scuri, resi con ombre nette e cupe, date quasi a lievi e nette sciabolate. Sembra quasi aver timore di osservare tali dipinti, nel profondo, avendo paura di trovare quell’inconscio che ci immergerebbe nel più sofisticato sogno onirico, in cui leggiadre e filiformi chimere fan capolino da spazi  ultraterreni e atemporali

Alcune opere:

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