Ibrahimovic e i 60 chilometri in moto last minute per raggiungere Sanremo

“Hey tu, portami a Sanremo!”

Sarebbe curioso vedere la faccia del motociclista fermato, all’improvviso in autostrada da uno come Zlatan Ibrahimovic, costretto ieri a fare l’autostop per raggiungere il teatro Ariston. Presenza fissa al festival, era atteso alle 21.30 ma è entrato in scena solo dopo le 23 a causa di un incidente in autostrada. Uno schianto tragico e gravissimo, purtroppo.

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“Dopo tre ore fermi in macchina”, ha raccontato poi una volta raggiunto Amadeus, “ho chiesto all’autista di farmi scendere. Ho fermato un motociclista e gli ho chiesto di portarmi a Sanremo. Meno male era un milanista”.

Avventura alla Steven Seagal “per salvare mio festival non tuo”, ha sottolineato rivolgendosi ad Amadeus, prima di ammonirlo: “dovevate venire tutti da me ieri perché se Zlatan non va a festival, festival va a Zlatan”.

“Orchestra in corridoio, artisti in sala, tu in cucina che prepari caffè. E Achille Lauro in garage che controlla le macchine, così ladri non entrano e non rubano perché hanno paura”.  Tra le esibizioni in collaboraizone, da segnalare la cover di “Amandoti”, brano firmato CCCP di Giovanni Lindo Ferretti, eseguita magistralmente dai Maneskin con Manuel Agnelli. E poi, perché no, Ghemon con la reunion dei Neri per caso. Sempre di Giovanni Lindo Ferretti la cover di Max Gazzè dei Csi assieme a Daniele Silvestri e The Magical Mistery Band.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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