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Musica

Hell on Mask: Un Trago è l’esordio discografico del collettivo premiato da Kickstarter

redazione

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Decameroom è il primo progetto di Hell on Mask, gruppo di dieci amici sparsi sul pianeta Terra. Bloccati in casa durante la quarantena, hanno creato a distanza un’opera che si sviluppa attraverso dieci brani rap, dieci racconti ed altrettante immagini. La voglia di evadere ha trasformato quello che doveva essere solo un mixtape in un viaggio tra città, epoche diverse e pianeti lontani.

Come in un moderno Decameron, dieci personaggi si incontrano in una realtà virtuale per raccontarsi a vicenda delle storie. Un misterioso visore li farà immergere nelle dieci narrazioni, ricreando intorno ai protagonisti i mondi descritti. La prima tappa di questo viaggio è Un Trago, storia ambientata a L’Avana, nel 1975.

Questo capitolo ha uno spirito leggero e spensierato, stato d’animo che ha caratterizzato tutta la produzione del disco. L’ambizioso esperimento è pubblicare sulle piattaforme di streaming un mix tra un album e un audiolibro che racchiuda sia i brani musicali che i racconti, impreziositi dalla lettura di vari artisti.

Gli Arcade Boyz leggono Istruzioni per l’uso. Mattia Martino (Monaci Del Surf) legge Incipit. Chiarastella Sorrentino legge Capitolo I: Un Trago. 

Gli Hell On Mask sono:

Jospeh Troia aka Apostoli, rapper classe 92, vive a Napoli, lavora come regista e sceneggiatore, si avvicina al rap da ragazzino partecipando a molte battle di freestyle partenopee.

Matteo De Marino aka Demarino, rapper classe 92, vive e lavora a Napoli dove si occupa anche di Graphic Design come freelancer.

Flavio Lauria aka KVLood, originario di Latronico (PZ), classe 91, vive a Roma, fonico di professione, producer per passione.

Francesco Caricati aka Bellettini, rapper, producer e graphic designer classe 91, vive e lavora a Napoli.

Egidio Mitidieri aka GGILgameš, classe 93, originario di Latronico (PZ). Ex stuntman. Ora scrittore. Egidio Matinata aka GGILgameš, classe 93, originario di Latronico (PZ), vive a Roma. Sceneggiatore e scrittore. Nel 2019 esce Oltre la porta (Eretica edizioni), la sua opera prima.

Massimo Cantisani, classe 88, vive a Roma, lavora come musicista e insegnante di canto. Partecipa al programma The Voice of Italy 2016 ed è leader del gruppo neo soul La Base.

Andrea Lauria, chitarrista, classe 91, lucano di origine, torinese di adozione, svolge attività di ricerca presso l’Università di Torino nel campo della biologia computazionale.

Arturo Lauria, aka Dr. Brain, classe 88, vive tra Toscana e Lucania. Lavora come illustratore e fumettista collaborando con varie case editrici italiane e internazionali (Sergio Bonelli Editore, Heavy Metal Magazine, Dark Horse). Attualmente sta disegnando la sua seconda storia di Dylan Dog mentre rappa.

Francesco Cantisani aka Il Mago, è la misteriosa figura del gruppo, crea e distrugge, di lui non si hanno molte informazioni, attualmente è un coleottero.


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Musica

All’Arena di Verona arriva Heroes, concerto in streaming con i grandi nomi della musica italiana

Antonella Valente

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Cinque ore di musica, trentaquattro artisti coinvolti, una location mozzafiato. Il 6 settembre, all’interno dell’Arena di Verona, a partire dalle 19 si terrà “Heroes“, concerto in streaming con alcuni tra i più grandi nomi della scena musicale italiana. L’evento sarà disponibile sulla piattaforma Futurissima (www.futurissima.net). Il servizio di streaming sarà fornito da MainStreaming, leader italiano del settore. Acquistando sin da ora l’accesso streaming, disponibile su tutte le principali società di ticketing (Ticketmaster, Ticketone e Vivaticket) a 9,90 euro più 1 euro di commissione di servizio, si entrerà a far parte della storia della live music italiana, potendo fruire ovunque ci si trovi di uno show unico, spettacolare ed interattivo.

Dal 14 al 31 luglio sarà attiva la prima fase della promozione “Iniziamo il futuro insieme” che consentirà di ottenere due biglietti al prezzo speciale di 9,90 (+1 euro di commissioni). Dal 1 agosto entrerà in vigore il prezzo pieno a 9,90 euro sul singolo biglietto, ma si manterrà comunque un’attività promozionale che permetterà l’acquisto di tre biglietti al prezzo di 19,80 (+3 euro di prevendita).

Questi gli artisti coinvolti: Achille Lauro, Afterhours, Aiello, Anna, Brunori Sas, Coez, Coma Cose, Diodato, Elodie, Eugenio In Via Di Gioia, Fedez, Frah quintale, Francesca Michielin, Franco126, Gaia, Gazzelle, Gemitaiz&Madman, Ghali, Levante, Madame, Mahmood, Margherita Vicario, Marlene Kuntz, Marracash, Nitro, Pinguini Tattici Nucleari, Priestess, Random, Salmo, Shiva, Subsonica, Tommaso Paradiso, Willie Peyote.

Il ricavato della vendita dei biglietti sarà donato al fondo “Covid-19, sosteniamo la musica” di Music Innovation Hub, sostenuto da Spotify e promosso da Fimi, in collaborazione Afi, Assomusica, NUOVOIMAIE e PMI. E’ rivolto alle categorie professionali più colpite dagli effetti della pandemia, dagli artisti emergenti ai lavoratori intermittenti. In particolare, la raccolta filantropica generata dal progetto e certificata, prevede il versamento di una quota del 15% in favore dei lavoratori dello spettacolo precari dell’Arena di Verona.

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Live Aid 35 anni dopo: il concerto che cambiò il mondo

Riccardo Colella

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Buon compleanno Live Aid. 35 anni sono passati da quello che, per molti, è stato il più grande evento rock della storia. 2 miliardi di telespettatori in tutto il mondo, che vedevano realizzarsi l’incredibile e, fino ad allora, utopica idea partorita dalle geniali menti di Bob Geldof e Midge Ure, corsi in soccorso di un’Etiopia devastata dalle carestie. All’appello dei due musicisti risposero in molti, quasi tutti.

A darsi il cambio sui palchi di Londra e Filadelfia, infatti, in una maratona di ben 16 ore di grande musica, i maggiori artisti dell’epoca: da David Bowie ai Duran Duran, dalla reunion dei Black Sabbath di Ozzy Osbourne ad Elton John, da George Michael ai Dire Straits. E ancora Madonna, Kenny Loggins, i Beach Boys, Bryan Adams e Joan Baez, Bryan Ferry accompagnato da David Gilmour, fino agli INXS del compianto Michael Hutchence, in diretta da Melbourne.

Un evento memorabile che consacrò la figura di Freddie Mercury come il frontman per antonomasia e inarrivabile per chiunque. Venti minuti sono bastati, infatti, alla band della Regina, per sovrastare le pur eccelse esibizioni degli altri artisti partecipanti. I Queen suonarono nell’ordine Bohemian Rapsody, Radio Ga Ga, Hammer to fall, Crazy little thing called love, We will rock you e We are the champions. Un’esibizione che rimarrà nella storia e che surclassò addirittura quella degli U2 e di uno scatenato Bono Vox che, improvvisatosi ballerino con una ragazza del pubblico, costrinse agli straordinari il chitarrista The Edge il quale portò la durata di Bad a ben 12 minuti, a fronte dei 5:53 originali.

Lo spirito e la solidarietà che univa gli artisti del Live Aid, in quella giornata, era tenuta su da una magia che si respirava ben viva tra le note. Con Bob Dylan che, preso a suonare Blowin’ in the wind, ruppe una corda della chitarra e Ronnie Woods dei Rolling Stones che gli prestò la sua, continuando l’esibizione a mani vuote e mimando le movenze di Pete Townsend degli The Who.

Con un Phil Collins che si trovò a suonare a Londra, per poi volare diretto verso il JFK Stadium di Filadelfia su un Concorde. Sul volo della British Airways, il batterista dei Genesis incontrò una Cher ignara di quanto stesse succedendo, e che fu tirata dentro al progetto in extremis, tanto da esibirsi con gli artisti di USA for Africa nella We are the world che chiuse l’evento americano. Sul palco di Wembley, invece, gli artisti del Live Aid intonarono quello che sarebbe diventato l’inno della manifestazione: Do they know it’s Christmas.

Una giornata da brividi in grado di far venire la pelle d’oca ancora oggi che, a 35 anni da allora e con le distanze continentali azzerate grazie alla tecnologia e a causa della pandemia globale, trasmetteva una magia che da lì in poi non si sarebbe mai più replicata.

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Dalla Maremma alle praterie del centro America: ecco “Cavallo Pazzo”

Fabio Iuliano

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Si intitola “Cavallo Pazzo” l’esordio discografico del cantautore toscano Ivan Francesco Ballerini pubblicato e distribuito da RadiciMusic Records. Sono 10 brani inediti. Si tratta sotto tutti gli aspetti di un concept album in cui si narra la storia di Cavallo Pazzo, leggendario nativo americano della tribù degli Oglala Lakota vissuto fin verso la fine dell’800.

Di nuovo un ricco artigianato d’autore come ci ha abituati la label di Aldo Coppola Neri, sempre attenta alle penne di spessore e di contenuto. Dalla Maremma dei butteri, terra d’origine di Ballerini alle praterie sconfinate del centro America “fluttuando su un piano emotivo interiore di pace e contatto circolare con la natura” (F. Balestrelli). “Cavallo Pazzo” è anche la cultura e le tradizioni dei nativi d’America, di personaggi realmente esistiti… ma è soprattutto il racconto della terribile distruzione di un popolo, voluta dall’industrializzazione spietata da chi si vantava di portare con se il futuro.

Insomma, la storia che conosciamo tutti e che qui, in forma di canzone diviene specchio e metafora di quella che vantiamo essere la nostra attuale (in)civiltà omologante e omologata, perpetrata dai poteri forti e da governi che puntano alla distruzione delle singole individualità. Canzoni morbide, canzoni di suoni puliti, canzoni di arie fresche e praterie al tramonto.

Tutto come stare a cavallo, passeggiando tra la vera storia dei nativi americani, guardandoci le spalle ed il cuore, osservando il mondo come piano piano lo stiamo distruggendo… tutte sensazioni che si respirano fin dentro il bellissimo video di lancio del singolo “Gufo grazioso” diretto da Nedo Baglioni.

Ballerini nasce a Manciano, in provincia di Grosseto, il 15 Gennaio del 1967. Sin dai primi mesi di vita, mostra un forte interesse sia per la musica che per il canto. Studia pianoforte appena finite le scuole elementari anche se poi sarà la chitarra la sua vera passione. Non essendoci un insegnante di chitarra nel paese in cui vive, decide di approfondire le sue conoscenze utilizzando il metodo di Franco Cerri e Mario Gangi.

Negli anni novanta inizia con le prime serate live, chitarra e pianoforte elettronico, girando un po’ in tutta la Toscana. Nel 2013 forma un duo, chitarra e voce con l’amico chitarrista Oriano Marretti, con cui tutt’ora collabora. Dopo numerosi live sul territorio nazionale arriva l’esordio nel 2017 con un primo disco di omaggi e di rivisitazioni personali dal titolo “Ivan & Oriano – canzoni d’autore”.

Nel gennaio del 2019 inizia a scrivere alcuni brani propri, affrontando tematiche generali, di attualità e di accadimenti riguardanti gli indiani d’America. Tra questi brani spiccano “Cavallo pazzo” e “Preghiera Navajo” per intensità della musica e dei testi. La canzone “Preghiera Navajo” inoltre partecipa ad un concorso di poesia della casa editrice Aletti – Mogol e sarà selezionata ed inserita in una loro antologia.

Con l’arrangiatore – chitarrista Alberto Checcacci decide di perseguire la strada del concept album, scrivendo ed arrangiando 10 brani inediti, tutti incentrati sulla vita degli indiani d’America. Attualmente Ivan Ballerini sta lavorando per la produzione di un nuovo album che vedrà la luce nella seconda metà del 2020: tematiche sociali, dalla solitudine al desiderio di cambiare vita… anche l’amore viene trattato dall’autore, l’amore che è poi il vero motore che spinge un artista a comporre, sia che si tratti di amore verso una donna, o verso la musica.

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