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Musica

Folk, blues e voglia di girare il mondo: scopriamo Gabriele Catoni

Federico Falcone

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Dopo 7 anni di attività con i “Let Them Fall“, 3 album e diversi tour in Italia e Europa. Gabriele Catoni, cantante e chitarrista, ha intrapreso una carriera solista come cantautore. Le sue canzoni combinano pop, folk e blues in un’ atmosfera malinconica ma consapevole, un tono riflessivo che non si nega una traccia di positività. 

E’ da poco uscito “Our Burden”, terzo singolo ufficiale disponibile su tutte le piattaforme digitali e sul Bandcamp di Antigony Records. La produzione del pezzo è stata affidata a Federico Ascari di Wavemotion Recordings con cui l’artista ha già collaborato numerose volte nel corso degli anni e, sul piano compositivo, vediamo un’evoluzione rispetto ai pezzi precedenti con l’inserimento di elementi orchestrali e percussioni.

Partiamo dagli inizi, chi è Gabriele Catoni musicista?

Grazie mille per lo spazio, è un piacere essere qua con voi. Io sono nato a Grosseto, in Toscana, nel 1993 e ho iniziato il mio percorso musicale relativamente tardi: ricordo di aver preso in mano una chitarra per la prima volta a 17 anni. Le mie prime esperienze con la musica dopo la prima fase dei contest locali per ragazzi sono state relative al mondo underground del punk hardcore. Ho dei bellissimi ricordi legati a quel periodo, suonavamo semplicemente per collezionare storie da raccontare e la cosa ci faceva sentire invincibili. Non che adesso io abbia cambiato più di tanto la mia mentalità ma chiaramente se della tua musica vuoi farne una carriera devi fare attenzione a molte più cose.

Parlaci un pò della tua band di provenienza (Let Them Fall) e del tuo percorso musicale fino a oggi…

I Let Them Fall sono stati una delle esperienze più belle della mia vita, con loro ho capito cosa significa stare in una band e portare avanti un progetto in maniera seria e dedita. La prima formazione della band è nata a fine 2012 e siamo rimasti attivi fino al 2019. Attualmente siamo in pausa per via degli impegni lavorativi e dei progetti di vita che chiaramente hanno la priorità, non so dire se e quando torneremo in attività ma un pò ci spero perché ad essere sinceri suonare metal su un palco mi manca molto.

Quando hai deciso di intraprendere un discorso come solista?

Sebbene si possa pensare che il mio progetto solista sia una diretta conseguenza dell’inattività della mia band precedente devo dire che i due percorsi sono stati paralleli per un certo periodo: durante l’ultima fase intensa di date con i Let Them Fall (2018) avevo già iniziato a scrivere pezzi da solo e stavo già progettando un percorso di cover ed inediti da fare singolarmente aprendo un canale Youtube.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali attualmente?

A questa domanda è difficile rispondere perché cerco sempre di trovare idee in generi lontanissimi dalla musica che faccio. Ci sono comunque artisti internazionali che posso citare: in particolare mi affascinano molto le figure di John Mayer e Ben Howard che seppur distanti tra loro come sound hanno la stessa peculiarità di unire un songwriting di livello sia nella voce che nello strumento. Mi piacerebbe acquisire man mano una consapevolezza maggiore della chitarra acustica per potermi muovere in quella direzione.

I testi: a chi sono diretti e come gestisci il processo di songwriting?

La verità è che l’unico soggetto reale che abbia mai avuto durante la scrittura dei testi è stata la musica stessa. Quindi molti pezzi sono dedicati all’esperienza stessa di vivere quest’ultima come una liberazione da ogni insicurezza e limite mentale. Vorrei riuscire a comunicare un messaggio positivo di automiglioramento e ricerca della versione migliore di sé che sono poi concetti che mi porto dietro dall’esperienza di scrittura con i Let Them Fall. Per il processo di songwriting non mi faccio quasi mai guidare dall’ispirazione: ci sono degli spazi che riesco a ritagliare tra un impegno e l’altro in cui mi autoimpongo di creare qualcosa e via via metto insieme i pezzi con i risultati di queste sessioni. Un approccio forse poco artistico ma che mi permette di avere il controllo totale su ciò che faccio.

Dove vuoi arrivare con questo nuovo progetto?

Al momento mi sto concentrando sulla scrittura del mio primo concept album o EP. L’idea è quella di lavorare su dei singoli finché non trovo la formula giusta per ambire ad un prodotto più consistente. Per quanto riguarda i live sto mettendo su varie formazioni sia a Milano sia nella mia città di origine per poter portare uno show più elaborato. Per adesso non guardo più in là del 2020 poiché le cose cambiano in maniera davvero repentina e cerco sempre di godermi il momento presente della mia esperienza artistica.

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

Musica

Matthew Lee torna con “Rock’n’Love”: un concentrato di energia vi travolgerà

“Il genio del rock’n’roll”, come lo ha definito la stampa, riesce a trasportare in musica la sua rivoluzionaria energia

redazione

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Si intitola “Rock’n’Love” il nuovo album di Matthew Lee, compositore, cantante e pianista di fama internazionale con la vocazione per la musica rock, disponibile in tutti i digital store, negozi di dischi e su tutte le piattaforme streaming.

Il fenomeno degli 88 tasti, “il genio del rock’n’roll”, come lo ha definito la stampa, riesce a trasportare in musica la sua rivoluzionaria energia, evitando di guardare al passato in maniera nostalgica, ma realizzando un prodotto che racchiude in sé un’ondata di modernità e originalità.

Leggi anche: Matthew Lee e l’importanza di essere sé stessi: suono rock’n’roll e me ne frego degli schemi

Anticipato dall’omonimo singolo realizzato in collaborazione con Paolo Belli il disco, che vede alla produzione artistica Brando (Go Wild Music), rispecchia al meglio i due lati della personalità di Matthew Lee. Il primo, quello “Rock” da cui tutto nasce e che contiene le sfumature del blues, del soul e del country ereditate dai grandi artisti del passato; il secondo, “Love” rappresenta la parte più intima e privata.

‘Rock’N’Love’ – racconta l’artista – contiene esattamente in 11 tracce la mia idea di musica e di sound. Per questo album ho scelto di collaborare con Brando perché ho sempre ritenuto fosse l’unico produttore in grado di capire ciò che volevo ottenere in termini sia di stile che di “feeling”, per via del nostro background musicale molto simile”

Il progetto è il risultato di un grande lavoro di scrittura e composizione – prosegue – così come le cover contenute sono il mio personale tributo alla musica italiana degli anni d’oro. Le canzoni scelte sono frutto di un lavoro molto più ampio, avevamo in mano 40 canzoni originali ma ne abbiamo scelte 7 a cui si aggiungono 4 cover“.

Il disco è stato registrato in tre mesi con un team eccezionale di musicisti, tutto suonato senza alcun uso di elettronica per riuscire a cogliere l’essenza vera di Matthew Lee.

Questa la tracklist di “Rock’N’Love”:
“Rock’N’Love” feat Paolo Belli, “Angel Wings”, “Shark Attack”, “Gimme A Reason”, “Absolutely Awesome”, “Mama Told Me About Heaven”, “Twistin’ Queen”, “Io Ti Darò Di Più”, “Il Mondo”, “Come Te Non C’è Nessuno”, “Senza Fine”.

ROCK’N’LOVE: feat PAOLO BELLI: un mix di swing e rock’n’roll, scritta insieme a
Paolo Belli, amico di Matthew. I due, unendo i loro mondi musicali, hanno creato
qualcosa di totalmente innovativo.

ANGEL WINGS: una ballata struggente, eterea quasi lirica per la vocalità, dove emerge
tutto il lato soul del cantante.

SHARK ATTACK: è stato Little Richard l’ispirazione per questo rock’n’roll incendiario
con il pianoforte al centro della scena.

GIMME A REASON: una ballata che parla di amore, volutamente registrata piano e
voce, che va dritta al cuore.

ABSOLUTELY AWESOME: un rock’n’roll a 360°, ritmo incalzante che ricorda New
Orleans e lo stile di Fats Domino.

MAMA TOLD ME ABOUT HEAVEN: un brano midtempo che parla della perdita
della madre.

TWISTIN’ QUEEN: il rock’n’roll che va sul surf, un omaggio a Neil Sedaka e alle
bands degli anni Sessanta.

IO TI DARO’ DI PIÙ: l’amore è rappresentato in maniera perfetta da questa canzone
che Matthew Lee ricordava nella versione di Ornella Vanoni e ha voluto reinterpretare a suo modo.

IL MONDO: un riarrangiamento midtempo che rende omaggio ad una delle canzoni
italiane più famose del mondo attraverso una reinterpretazione dal sound vintage.

COME TE NON C’È NESSUNO: il pezzo, reinterpretato in chiave blues, è stato
fortemente voluto da Matthew Lee nel disco perché crede che Rita Pavone sia una delle più grandi cantanti del nostro tempo (ha conosciuto Elvis, ospite dell’Ed Sullivan
Show…), una vera icona!

SENZA FINE: l’amore raccontato da Gino Paoli, un grande maestro della melodia
italiana, il brano nell’album è un mix di pop e country.

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Musica

“Il Canto della Sirena”: intimità e suggestioni d’altri tempi nel nuovo singolo di Manuela Galasso

redazione

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E’ uscito da pochi giorni “Il Canto della Sirena”, nuovo singolo di Manuela Galasso, musicista livornese che ha fatto della musica indipendente la sua bandiera.

Dopo anni di esperienze in generi più duri come l’hard rock, poi contaminati da influenze cantautoriali e testi italiani che hanno portato Manuela Galasso a riconoscimenti importanti, la chitarrista e autrice labronica matura la sua esperienza in campo musicale e narrativo con “Il Canto della Sirena”, singolo che ci introduce ad una virata dell’artista verso sperimentazioni musicali e ricerche sonore più intime e d’atmosfera.

Come di consuetudine, Manuela Galasso si è avvalsa di collaboratori che hanno interpretato il testo e assemblato le parti musicali, entrambi scritti ed ideati da Manuela e che hanno visto impegnati Sara “Rossina” Tommasini alla voce  e Fausto Marrucci alla produzione.

Con alle spalle un background musicale proveniente dalla scena hard rock/heavy metal toscana, sonorità fondamentali nella crescita artistica, Manuela Galasso ha evoluto il proprio stile verso lidi contrapposti. Lunga l’esperienza che le ha consentito di affinare anche altre tecniche chitarristiche e di sviluppare capacità narrative di stile cantautoriale.

Tra le collaborazioni: “nel 2000 nasce la raccolta “Evils Spheres”, nel 2004 l’EP “Bad Situations”, nel 2011 creo l’album “Tempismi Imperfetti” con la band Missteryke e distribuito  dalla VideoRadio, nel 2013 registro l’EP “Frammento Docile” da cui fu estratto e distribuito dalla Protosound il singolo “Regina del Niente” e nel 2016 pubblico un album “The Best Bad Situations” distribuito digitalmente in tutto il mondo”, ci svela Galasso che prosegue citando altre esperienze fondamentali:

“Nel 2017, oltre ad ottime recensioni ottenute in Italia e all’estero, con il testo della canzone “Io non tornerò” sono tra i vincitori del Premio Letterario Nazionale “Forse un mattino” e il testo della canzone “Mallory” rientra tra i primi 15 del concorso “Va in scena lo scrittore” del Fuis (Federazione Italiana Scrittori e Registro Europeo Musicisti). Nel 2018 rientro tra i primi 5 migliori “Autori di testi di canzoni” su 800 autori, della classifica della Federazione Italiana Scrittori grazie al testo della canzone “Regina del Niente” “

Foto: Elisa Heusch

Video – “Il Canto della Sirena

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In arrivo la ristampa di “Pompa”, album culto degli Squallor

In occasione del RECORD STORE DAY 2020. In edizione limitata e numerata in formato inedito da collezione

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Pompa“, uno degli album di maggior successo degli Squallor, band di culto trasversale amatissima sia dagli appassionati di pop-rock che dal pubblico comune, viene ristampato in vinile Picture Disc in occasione del Record Store Day 2020, e pubblicato il 26 settembre da Nar International (distribuzione Warner Music).

Si tratta di una versione da collezione del tutto inedita (LP 180 gr. Picture Disc – 12’’), a tiratura numerata e limitata (solo 500 copie).

Sarà disponibile nei migliori negozi di dischi aderenti al Record Store Day (la lista completa è disponibile sul sito https://recordstoredayitalia.com/Home). Originariamente pubblicato nel 1977, Pompa è stato il “non plus ultra” della discografia degli Squallor, l’album che ha consacrato definitivamente il gruppo, grazie anche alla spinta delle radio libere che cominciavano a diffondersi in quel periodo.

Introdurso, Pompa, La scarognata, Nottingam, I love my disco baby, Sfogo, Berta, Unisex, Famiglia Cristiana, Marcia dell’equo canone, sono i brani che hanno fatto di Pompa un disco unico di una band irripetibile nel suo genere, al limite tra il nonsense ed il grottesco, con un forte gusto per la dissacrazione e simbolo di una musica davvero libera e creativa.

Gli Squallor si sono formati nel 1969 da abilissimi autori e arrangiatori, e da musicisti eccezionali: Giancarlo Bigazzi, Daniele Pace, Alfredo Cerruti ed Elio Gariboldi. Ricordiamo le collaborazioni di Gianni Boncompagni, Red Canzian e Gigi Sabani in alcuni loro pezzi. Hanno all’attivo 14 album e non si sono mai ufficialmente sciolti. Pompa è presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia.

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