Connect with us

Musica

Eddie Vedder e il suo bundle per la ricerca di una cura contro l’epidermolisi bollosa

Fabio Iuliano

Published

on

È disponibile sulla rete “Matter of Time”, il bundle di Eddie Vedder contenente il brano omonimo inedito e una nuova versione di “Sai Hi”, suonata live più volte dall’artista, ma mai pubblicata prima d’ora. Contemporaneamente, sono stati pubblicati online i video ufficiali.

Le due tracce sono state eseguite durante l’evento digitale “Venture Into Cures” che si è tenuto stanotte a favore della ricerca di una cura contro l’epidermolisi bollosa, una rara malattia genetica. Lo show ha visto inoltre la partecipazione di artisti del calibro di Judd Apatow, Bradley Cooper, Laura Dern, Billie Eilish, Chris Hemsworth, Jimmy Kimmel, David Letterman, Gaten Matarazzo, Luis “King Kong” Ortiz, Adam Sandler, Jill Vedder e Renée Zellweger, oltre che performace di Jon Batiste, Alessia Cara, Andra Day, Glen Hansard, Adam Levine, Keb ‘Mo’, Lukas, Micah e Willie Nelson ed Eddie Vedder.

L’epidermolisi bollosa colpisce all’incirca 500mila persone al mondo. I bambini che ne sono affetti affrontano ogni giorno dolori intensi, ferite esterne ed interne ed estenuanti processi di fasciature. Attualmente non vi sono trattamenti specifici o cure di questa malattia, tuttavia la EB Research Partnership ha contribuito a velocizzare la ricerca non solo per l’epidermolisi bollosa ma anche per altre patologie rare. 

Testo e traduzione
As we arise with the sun in our eyes
catch a break from the dark
still times when nothings alright as we bandage up all our parts

Well I’m a builder of bridges and I could fly us up to the moon
when you’re time is limited, nothing happens too soon

Navigate, come find a way, our differences be damned
so much space between us, in the distance of our hands

Stakes are raised to elevate, just a second to understand
what you give, this will to live

You go the cure, I’ll fight the fight
it’s just a matter of time

Submit the evidence and take the stand, let the truth testify
if I were but a grain of sand I’d still resist this tide

But we’re not alone on this crowded shore and times they do demand
shrink the space between us, a reaching of a hand

Stakes are raised to elevate, just a second to understand
what you give, this will to liv
e

You got the cure, I got the fight
it’s just a matter of time

Matter of time. Just a matter of time

I found myself when I found my tribe
now I know what it’s like to feel alive

I’ll take the joy, I’ll take the pain
we’re just like you, we’re all the same

A matter of time
matter of time
matter of time
matter of time
join together

Mentre ci svegliamo con il sole negli occhi
prenditi una pausa dal buio
per quelle volte in cui niente funziona mentre ci avvolgiamo nelle bende.

Bene, sono un costruttore di ponti e posso portare entrambi fino alla luna
quando il tuo tempo sta per scadere, niente avviene troppo presto.

Esplora, trova una strada, siano maledette le nostre differenze,
c’è tanto spazio tra noi nella distanza tra le nostre mani.

La posta in gioco esiste per tirarci su, basta un secondo per capire
quello che dai, per questa voglia di vivere.

Trova una cura, io combatterò,
è solo una questione di tempo.

Mostra gli indizi e prendi una posizione, lascia che sia la verità a testimoniare.
Se fossi un granello di sabbia resisterei ancora a questa marea.

Ma non siamo soli, in questa spiaggia affollata, e i tempi che richiedono
riducono lo spazio tra noi, allunghiamo la mano.

La posta in gioco esiste per tirarci su, basta un secondo per capire
quello che dai, per questa voglia di vivere.

Hai la cura, io ho la battaglia,
è solo una questione di tempo.

Una questione di tempo, solo una questione di tempo.

Ho ritrovato me stesso quando ho incontrato la mia gente,
ora so che è come sentirsi vivi.

Prenderò la gioia, prenderò il dolore,
siamo come te, siamo la stessa cosa.

Una questione di tempo,
una questione di tempo,
una questione di tempo,
una questione di tempo,
uniamoci.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

Musica

Torino, visioni future per l’Off Topic in vista della riapertura

Redazione

Published

on

Off Topic, l’hub culturale della città di Torino, crocevia di artisti e pubblico da tutta Italia, resta chiuso ma non si ferma e, anzi, prende la rincorsa con coraggio e visione futura.

In un momento di grande difficoltà come quello che gli spazi creativi, di aggregazione e dedicati allo spettacolo dal vivo stanno vivendo, Off Topic non riapre ma non per questo si ferma e accelera continuando a nutrire la sua identità di luogo pensante e punto di riferimento nazionale: un passo indietro per prendere la rincorsa con il progetto di formazione Off Camp e la campagna L’Estate di Off Topic.

Dal 20 gennaio Off Topic riparte con il progetto di formazione Off Camp ideato e prodotto da The Goodness Factory in collaborazione con Cubo Teatro e Klug per i 30 lavoratori di uno spazio culturale che dall’8 marzo 2020 – giorno della sua prima chiusura – non ha mai smesso di resistere: formatori e aziende di settore, di caratura nazionale e internazionale, mettono le loro esperienze al servizio delle progettualità dell’hub culturale torinese per consentirgli, a quasi tre anni dalla sua nascita, di accelerare.

Un segnale importante arrivato da soggetti privati che hanno saputo riconoscere la necessità di sostenere la cultura e i luoghi che la promuovono, soprattutto in un momento come questo, e al contempo una risposta alla pandemia e al rischio di dispersione delle qualità e competenze dei lavoratori di Off Topic, spazio che non può riaprire alle condizioni imposte dal distanziamento sociale, ma che non vuole congelare la sua natura di centro creativo sempre più europeo.

La formazione giornaliera in cui lo staff sarà coinvolto toccherà le molteplici aree lavorative, tematiche e progettuali che, da sempre, vivono e popolano uno spazio come Off Topic, progetto del Tyc – Torino Youth Centre, Centro di Protagonismo Giovanile di Torino, che ospita musica dal vivo, teatro ed eventi, ma anche attività di inclusione sociale e di promozione del territorio; un co-working ma anche il Bistrò con la sua cucina stagionale e la sua experience in food & beverage; workshop e conferenze, ma anche residenze artistiche, spettacoli teatrali, reading e molto altro.

Per questo sono tante, e diverse tra loro, le figure professionali e le aziende coinvolte nel progetto Off Camp che tutti i giorni formeranno lo staff di Off Topic per alcune settimane.
Off Camp si comporrà di workshop su digital marketing e comunicazione efficace a cura di Fabio Sferruzzi, co-founder e Ceo di Echo Creative, su analisi del contesto a cura di Paola Borrione per la Fondazione Santagata, sulla progettazione culturale a cura di Fondazione Compagnia di San Paolo, di Alberto Cuttica per Engagedin e Bertram Niessen, presidente e direttore scientifico di cheFare; sulla formazione in diritto dello Spettacolo a cura di Siedas – Società italiana esperti di diritto delle arti e dello spettacolo – con il professor Fabio Dell’Aversana, l’avvocato Maria Rosaria Santangelo, l’avvocato Angelisa Castronovo, la professoressa Francesca Ferrari.

Leggi anche: Solisumarte: il duo bresciano alla ricerca di una nuova dimensione spazio-musicale

Altri approfondimenti riguarderanno lo sviluppo sostenibile e l’ambiente a cura di Andrea Vico (Divulgatore scientifico) e Paolo di Napoli (Presidente dell’hub Officine Creative) e il superamento del gender gap (anche) con l’autocoscienza maschile con Vera Gheno, sociolinguista e storica collaboratrice dell’Accademia della Crusca, autrice di “Potere alle Parole (Einaudi) e “Femminili Singolari – Il femminismo è nelle parole” (effequ), Giulia Blasi, giornalista e scrittrice, autrice dei saggi “Manuale per ragazze rivoluzionarie” e “Rivoluzione Z” (Rizzoli) e Lorenzo Gasparrini, blogger, attivista antisessista e dottore di ricerca in Estetica.

Foto di copertina: http://everydaylife.it/off-topic-torino/

Continue Reading

Musica

Bon Jovi: 37 anni fa lo storico debutto con l’album omonimo

Ad elementi pop si unirono l’approccio duro delle chitarre e l’inconfondibile e squillante voce del frontman

Luigi Macera Mascitelli

Published

on

Alzi la mano chi, ad oggi, non conosce i Bon Jovi. Esatto, non credo esista essere umano al mondo che non abbia almeno una volta sentito la blasonatissima It’s My Life. Dai fan di vecchia data ai ragazzini con gli AMV (Anime Music Video) di Dragonball, la band ha saputo cogliere le attenzioni di tutti.

È per questo che oggi vogliamo ricordare quel lontano 21 gennaio 1984, anno in cui il quintetto del New Jersey debuttò con il suo primo album omonimo. Un lavoro che ebbe un grandissimo successo negli Stati Uniti dando il via alla (meritatissima) fama di Jon Bon Jovi e della band che porta il suo nome. In totale vendette 3,5 milioni di copie e vinse due dischi d’oro e di platino.

Il disco fu tra i capostipiti del cosiddetto hair metal, sottogenere dell’heavy metal. Ad elementi pop e molto catchy (tastiere in primis) e ritmiche incalzanti, si unirono l’approccio duro delle chitarre e l’inconfondibile e squillante voce del frontman. La formula era semplice per quanto funzionale. Non è un caso che i Bon Jovi siano considerati, assieme a Mötley Crüe e Europe, precursori del genere e del futuro glam metal.

Qualche curiosità. La traccia She Don’t Know Me non è stata scritta da nessun membro della band, ma dal compositore statunitense Mark Avsec. Inizialmente essa era destinata al primo album di debutto dei LaFlavour. Questi ultimi infatti, come i Bon Jovi, erano sotto contratto con la Mercury Records, ma vennero licenziati ed il brano passò di proprietà.

Altro fatto interessante riguarda il brano Runaway. Jon lo compose nel 1980 per poi inserirlo in una delle numerosissime demo incise presso i Power Station Studios del cugino Tony. All’inizio senza successo, la traccia venne infine notata dalla radio locale WAPP 103.5FM “The Apple”. Con l’ottimo feedback ricevuto, l’artista decise di incidere un album completo. L’etichetta, poi, suggerì ai neonati Victory di mantenere il nome del leader, dato il grande successo appena riscosso dal singolo. Tutti furono d’accordo e nel 1983 nacquero i Bon Jovi. Ancora oggi la band ripropone in live lo storico brano che, di fatto, le diede i natali.

Continue Reading

Musica

MkUltra, un collettivo di rapper e trapper tutto abruzzese

Redazione

Published

on

MkUltra, questo è il nome del collettivo di rapper e trapper abruzzesi, nato lo scorso anno tra Tagliacozzo ed Avezzano. Con all’attivo già diversi progetti musicali ed alcuni eventi sul territorio (tenutisi in periodo pre-covid), gli MkUltra hanno ottenuto ottimi risultati in termini di visualizzazioni e riproduzioni su YouTube e Spotify.

Samuele De Lucia, in arte Kid Goblin, direttore artistico del collettivo, spiega l’origine del loro nome: “Come spiegato nelle prime immagini del video “MkUltra”, il nome del nostro gruppo si rifà ad un programma di esperimenti avviato dalla Cia nei primi anni ’50, con lo scopo di manipolare la psiche umana utilizzando tecniche sperimentali. La nostra musica punta a trasmettere delle emozioni uniche all’ascoltatore, quasi psichedeliche per l’appunto, distaccando dal panorama musicale italiano attuale.”

“Se siamo l’ MkUltra,” continua De Lucia, “è grazie ad ognuno di noi che mette il proprio talento al servizio del gruppo. Chi si occupa di post produzione dei video, chi delle grafiche, chi dell’aspetto organizzativo, chi della comunicazione, questa è la formula che utilizziamo per lavorare in gruppo focalizzandoci solo sulla musica”.

Poco prima di Natale, in coincidenza con il lancio del loro EP “Holidays”, il gruppo abruzzese è finito anche tra i post della pagina Instagram di Esse Magazine, la rivista italiana di rap più importante d’Italia, diretta da Antonio Dikele Distefano.

Per scoprire i MkUltra, è possibile visitare anche il loro profilo Instagram.

Leggi anche: Esordio di No Lodo: Umana Follia è il primo singolo del cantautore abruzzese

Continue Reading

In evidenza