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Cinema

E’ la notte dei David di Donatello, ricca di stelle ma senza pubblico: ecco tutti i candidati

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Al via tra poche ore la 65° edizione dei David di Donatello, dopo il rinvio a causa dell’emergenza Coronavirus. Come lo scorso anno, presenterà la serata degli “oscar” italiani Carlo Conti in diretta su Rai 1, ma senza la presenza del pubblico e senza red carpet. Sarà infatti una edizione che sfrutterà una location speciale dalla quale il presentatore si collegherà con i candidati in gara, ognuno nelle proprie abitazioni.

Ecco tutte le nomination

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Miglior film: 

Il Primo Re
Il Traditore
La Paranza dei Bambini
Martin Eden
Pinocchio

Miglior regia:

Matteo Rovere (Il primo Re)
Marco Bellocchio (Il Traditore)
Claudio Giovannesi (La paranza dei bambini)
Pietro Marcello (Martin Eden)
Matteo Garrone (Pinocchio)

Miglior regista esordiente:

Igort (5 è il numero perfetto)
Phain Bhuiyan (Bangla)
Leonardo D’Agostini (Il campione)
Marco D’Amore (L’Immortale)
Carlo Sironi (Sole)

Miglior sceneggiatura originale:

Bangla
Il Primo Re
Il Traditore
La Dea Fortuna
Ricordi?

Miglior sceneggiatura non originale:

Il sindaco del rione Sanità
La famosa invasione degli orsi in Sicilia
La paranza dei bambini
Martin Eden
Pinocchio

Miglior attore protagonista:

Toni Servillo (5 è il numero perfetto)
Alessandro Borghi (Il primo Re)
Francesco Di Leva (Il sindaco del Rione sanità)
Pierfrancesco Favino (Il traditore)
Luca Marinelli (Martin Eden)

Miglior attore non protagonista:

Carlo Buccirosso (5 è il numero perfetto)
Stefano Accorsi (Il campione)
Fabrizio Ferracanae (Il traditore)
Luigi Lo Cascio (Il traditore)
Roberto Benigni (Pinocchio)

Miglior attrice protagonista:

Valeria Bruni Tedeschi (I villeggianti)
Jasmine Trinca (La dea fortuna)
Isabella Ragonese (Mio fratello rincorre i dinosauri)
Linda Caridi (Ricordi?)
Lunetta Savino (Rosa)
Valeria Golino (Tutto il mio folle amore)

Miglior attrice non protagonista:

Valeria Golino (5 è il numero perfetto)
Anna Ferzetti (Domani è un altro giorno)
Tania Garriba (Il primo re)
Maria Amato (Il traditore)
Alina Baldari Calabria (Pinocchio)

Miglior film straniero: 

C’era una volta a Hollywood
Green Book
Joker
L’ufficiale e la spia
Parasite

Miglior cortometraggio:

Inverno (Giulio Mastromauro)

Miglior produttore:

Bangla
Il primo Re
Il traditore
Martin Eden
Pinocchio

Migliore autore della fotografia:

Daniele Ciprì (Il primo re)
Vladan Radovic (Il traditore)
Francesco Di Giacomo (Martin Eden)
Nicolaj Bruel (Pinocchiero)
Daria D’Antonio (Ricordi?)

Migliore musicista:

L’orchestra di Piazza Vittoria (Il flauto magico di Piazza Vittorio)
Andrea Farri (Il primo re)
Nicola Piovani (Il traditore)
Dario Marinelli (Pinocchio)
Thom Yorke (Suspiria)

Migliore canzone originale:

Festa (Bangla, musiche di Aiello)
Rione Sanità (Il sindaco del Rione Sanità)
Un errore di distrazione (L’ospite)
Che vita meravigliosa (La dea fortuna, musiche di Antonio Diodato)
Suspirium (Suspiria)

Migliore scenografia:

Nello Giorgetti (5 è il numero perfetto)
Tonino Zera (Il primo re)
Andrea Castorina (Il traditore)
Dimitri Capuani (Pinocchio)
Inbal Weinberg (Suspiria)

Migliore costumista:

Nicoletta Taranta (5 è il numero perfetto)
Valentina Taviani (Il primo re)
Daria Calvelli (Il traditore)
Andrea Cavalletto (Martin Eden)
Massimo Cantini Parrini (Pinocchio)

Migliore truccatore:

Andreina Becagli (5 è il numero perfetto)
Roberto Pastore, Andrea Leanza, Valentina Visintin e Lorenzo Tamburini (Il primo re)
Dalia Colli e Lorenzo Tamburini (Il traditore)
Dalia Colli e Mark Coulier (Pinocchio)
Fernanda Perez (Suspiria)

Miglior acconciatore:

Marzia Colomba (Il primo re)
Alberta Giuliani (Il traditore)
Daniela Tartari (Martin Eden)
Francesco Pegoretti (Pinocchio)
Manolo Garcia (Suspiria)

Migliore montatore: 

Gianni Vezzosi (Il primo re)
Jacopo Quadri (Il sindaco del rione Sanità)
Francesca Calvelli (Il traditore)
Aline Hervé e Fabrizio Federico (Martin Eden)
Marco Spoletini (Pinocchio)

Miglior suono:

5 è il numero perfetto
Il primo re
Il traditore
Martin Eden
Pinocchio

Migliori effetti visivi VFX:

Giuseppe Squillaci (5 è il numero perfetto)
Francesco Grisi a Gaia Bussolati (Il primo re)
Rodolfo Migliari (Il traditore)
Theo Demeris e Rodolfo Migliari (Pinocchio)
Luca Saviotti (Suspiria)

Miglior documentario:

Citizen Rosi
Fellini fine mai
La mafia non è più quella di una volta
Se c’è un aldilà sono fottuto. Vita e cinema di Claudio Caligari
Selfie

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

Cinema

Lavoro, vessazioni e traumi: con “The Morning Show” torna il duo Aniston – Witherspoon

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Apple TV+ ha rilasciato le prime immagini dell’attesissima seconda stagione della serie vincitrice di Emmy, SAG e Critics Choice, The Morning Show, con Jennifer Aniston e Reese Witherspoon, che sono anche produttrici esecutive dello show. La serie, che svela le dinamiche di potere sul posto di lavoro del network televisivo UBA, farà il suo ritorno venerdì 17 settembre su Apple TV+.


Nella seconda stagione di 10 episodi – che sarà presentata con il primo episodio, seguito da un nuovo episodio settimanale, ogni venerdì – il team del Morning Show riemerge dalle macerie delle azioni di Alex (Jennifer Aniston) e Bradley (Reese Witherspoon), con una UBA rinnovata e un mondo in mutamento, dove l’identità è tutto e dove entra in gioco la differenza tra come ci presentiamo e chi siamo veramente. Insieme a Jennifer Aniston e Reese Witherspoon, nel cast troviamo Steve Carell, Billy Crudup, Mark Duplass, Nestor Carbonell, Karen Pittman, Bel Powley, Desean Terry, Janina Gavankar, Tom Irwin e Marcia Gay Harden.

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Ad unirsi a loro nella seconda stagione ci sono anche Greta Lee nei panni di “Stella Bak”, un prodigio del mondo tecnologico che si è unito al team di UBA. Ruairi O’Connor nei panni di “Ty Fitzgerald”, una star di YouTube intelligente e carismatica. Hasan Minhaj che interpreta ‘Eric Nomani’, un nuovo membro del team del Morning Show. il vincitore dell’Emmy Award Holland Taylor nei panni di “Cybil Richards”, l’esperta presidente del consiglio di amministrazione dell’UBA. Tara Karsian come ‘Gayle Berman’, una produttrice. Valeria Golino nel ruolo di ‘Paola Lambruschini’, regista di documentari. e la vincitrice dell’Emmy e del SAG Award Julianna Margulies nei panni di “Laura Peterson”, una nuova presentatrice di UBA.

Da un’idea di Kerry Ehrin, che è anche showrunner e produttore esecutivo, “The Morning Show” è prodotto da Michael Ellenberg con Media Res, insieme a Jennifer Aniston e Kristin Hahn, per conto di Echo Films, Reese Witherspoon e Lauren Neustadter, con Hello Sunshine, e Mimi Leder, che dirige anche diversi episodi.

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“Les amours imaginaires”: il triangolo amoroso di Xavier Dolan

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Come “Ho ucciso mia madre” (2009) si apre con una confessione, anche la seconda opera del talentuoso Xavier Dolan, “Les amours imaginaires” (Gli amori immaginari), inizia con la medesima modalità. Qui non c’è il giovane Hubert (Xavier Dolan) che si confessa alla sua videocamera, ma un gruppo di ragazzi intenti a raccontarsi a vicenda le proprie tristi vicende amorose. Questi cuori infranti non sono i protagonisti, anzi non c’entrano nulla con la trama del film. Ma come una sorta di tragedia greca che rimane sullo sfondo, questi, nel corso dello sviluppo della pellicola ritornano e rendono partecipe lo spettatore delle proprie tristi e personali confessioni.

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“Les amours imaginaires”, uscito nel 2010, venne presentato da Xavier Dolan alla Certain Regard del Festival di Cannes di quell’anno accompagnato da una citazione di Alfred De Musset: «Ci sbagliamo spesso nell’amore, spesso ne siamo feriti e spesso scontenti. Ma amiamo e quando saremo in punto di morte ci volgeremo indietro e ci diremo: “Ho sofferto spesso, mi sono sbagliato talvolta, ma ho amato”».

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Il film è incentrato, difatti, sul tema dell’amore giovanile. Amori che spesso vivono solo nella testa dei sognatori. Labili, come castelli di carta, gli amori immaginari, si nutrono di fantasie e non trovano riscontro con la dura realtà. Dolan sceglie di raccontarli mettendo in scena un triangolo amoroso e andando ad omaggiare, a modo suo, la Nouvelle Vague (si pensi ad “Jules e Jim” del 1962 di François Truffaut). Impossibile è non pensare, inoltre, a “The Dreamers” (2003) di Bernardo Bertolucci.

Il secondo film del giovane regista canadese vede protagonisti due amici d’infanzia, Francis (Xavier Dolan) e Marie (Monia Chokri). Il loro solido rapporto d’amicizia viene messo in crisi quando l’oggetto del desiderio dei due giovani diventa il medesimo: Nicolas (Niels Schneider). Il ragazzo, giunto da poco dalla campagna, fa amicizia con Francis e Marie che presto mettono in atto un vero e proprio duello per accaparrarsi le attenzioni del bel giovane. Duello ancora più accentuato dalla canzone “Bang Bang” di Dalida che accompagna tutto il film. In tipico stile Dolan, i brani rispecchiano gli stati d’animo e i sentimenti dei personaggi.

Il regista, ancora una volta, dimostra la propria sensibilità nei confronti delle tematiche umane. Anche se all’apparenza possono sembrare dinamiche infantili, Dolan gli conferisce peso e dà voce a quelle aspettative e a quei silenzi insiti negli amori immaginari.

Tra melodramma e commedia, “Les amours imaginaires” si presenta come un’opera originale e di forte impatto estetico. Colori sgargianti e musica pop attraverso i quali Dolan fa parlare i protagonisti. Una patina di romanticismo avvolge l’intera pellicola, che racconta i sogni e le delusioni amorose ricordando che non è importante cosa si sogna o cosa si desidera. L’importante è non smettere di farlo.

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Lupin, la seconda stagione della serie Netflix delude le attese

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Lupin ladri francia su Netflix

Dopo il discreto successo avuto dalle prime 5 puntate uscite l’8 gennaio, Netflix ha lanciato la seconda parte di “Lupin, sulle orme di Arsenio” questo 11 giugno.

La prima stagione della serie si era conclusa con un finale aperto. Il rapimento del figlio del protagonista Assane Diop (Omar Sy) fu una trovata giusta per creare suspence e attesa per il continuo della storia.

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LUPIN: TRA FUGHE E BANALITÀ

La trama risulta però banale e con pochi colpi di scena. La storia del vero Arsenio Lupin, al quale il personaggio principale si ispira per il suo stile di vita, è invece un continuo spettacolo e capovolgimento di fronte.

L’intreccio narrativo si inserisce, ancora una volta, in una Francia razzista. Sembra però una forzatura. Come la scena in cui Assane entra in un bar in Normandia e si capisce che a causa del colore della sua pelle nessuno è disposto ad aiutarlo. Il tema del razzismo, a partire dalla prima stagione, è ricorrente e un filo conduttore. É infatti questo uno dei motivi principali per cui Diop si ritrova a combattere una sua personale battaglia contro colui che incastrò suo padre anni prima.

Hubert Pellegrini, ricco francese, è l’antagonista per eccellenza che tra una frode assicurativa e una corruzione porta avanti la sua vita a discapito del suo autista che verrà accusato, ingiustamente, di aver rubato un collier da 60 milioni.

Le cinque puntate scorrono comunque abbastanza facilmente. Tra fughe con macchine rubate con antenne radio, arresti ed evasioni improbabili dal bagno, Assane Diop riesce ad avvicinarsi al suo obiettivo anche grazie all’aiuto di due complici. A questi, indirettamente, se ne aggiunge un terzo: il poliziotto Guedira. Il classico personaggio un po’ idiota che man mano diventa un “eroe”.

I riferimenti ai libri di Maurice Leblanc non mancano. Rispetto alla prima stagione ce ne sono forse ancora di più, con richiami a libri ed episodi legati a Lupin sicuramente meno conosciuti. Non mancano, ovviamente, i legami con l’arte del travestimento che in tutte le puntate è un leitmotiv.

UN ALTRO FINALE APERTO (NO SPOILER!)

Come per la prima parte della serie ispirata al personaggio di Arsenio Lupin, anche in questo caso gli ideatori George Kay e François Uzan hanno optato per un finale aperto.

Interessante la scelta dello spettacolo a teatro che richiama l’idea della spettacolarità delle fughe del famoso ladro gentiluomo. Così come anche la scoperta di un complice prima ben camuffato. Ma a parte questo la corruzione della Polizia e l’incontro tra Assane e Hubert era abbastanza scontato.

Il finale lascia comunque l’amaro in bocca. Bisognerà attendere la 3° stagione, per scoprire come finirà la rocambolesca vita del francese, che si scopre essere anche un cinico approfittatore dei sentimenti altrui.

Netflix ha infatti annunciato che “Assane Diop è sempre un passo avanti. Lupin tornerà per una terza stagione. La seconda stagione è in streaming dall’11 giugno“. La data ancora non c’è. Voci di corridoio parlano di gennaio 2022. Rimane sperare che, come per l’uscita di questa seconda parte, attori e produttori non lascino qualche indizio sui social.

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