Connect with us

Attualità

Draghi rilancia la cultura nell’agenda politica del Paese

Redazione

Published

on

C’è la cultura tra le priorità indicate dal premier Mario Draghi, nell’arco del dibattito generale sulla fiducia in Senato. “L’Italia è una grande potenza culturale, riconosciuta in tutto il mondo”, ha ricordato. “E anche per questo durante il G20 daremo grande importanza ai temi della cultura con un incontro dedicato. Naturalmente le restrizioni necessarie a contenere la pandemia hanno messo a dura prova musei, cinema, teatri, musica, danza, tutto lo spettacolo dal vivo e ogni arte in generale”.

“Ora”, ha detto Draghi – ancora la cultura va sostenuta (tutte le attività vanno sostenute). Il rischio è di perdere un patrimonio che definisce la nostra identità. La perdita economica è ingente; ancor più grave sarebbe la perdita dello spirito. Molto è stato fatto per assicurare ristori adeguati; ma serve fare ancora di più. Soprattutto, serve rinforzare le tutele dei lavoratori e va colta l’opportunità del Next Generation per potenziare gli investimenti sul patrimonio culturale, sul capitale umano, sulle nuove tecnologie. Il ritorno nel più breve tempo possibile alla normalità deve riguardare anche la cultura, in tutte le sue forme, perché imprescindibile per la crescita e il benessere del Paese”.

MyZona

Attualità

Hasel: l’arresto del rapper catalano incendia la Spagna

Federico Rapini

Published

on

L’arresto di Pablo Hasél, il rapper catalano, continua ad incendiare le notti spagnole. Barcellona e altre città catalane, fino addirittura a Madrid, sono da quasi una settimana il teatro di violenti scontri.

Pablo Hasél, nome d’arte di Pablo Rivadulla Duró, è un cantante rap spagnolo condannato a 9 mesi di reclusione più una multa da 30 mila euro per alcuni tweet e soprattutto per i testi di alcune canzoni che secondo la legge spagnola esalterebbero il terrorismo e insulterebbero la famiglia reale.

MyZona

L’arresto di Hasel

Barricatosi nell’università di Lleida, sua città natale, Hasél è stato inseguito e catturato dai Mossos d’Esquadra, agenti della polizia catalana. Si era barricato nel rettorato dell’università insieme a decine di studenti e attivisti con l’obiettivo di dare risonanza mediatica al suo arresto, che ha definito un “gravissimo attacco” alla libertà d’espressione. “Non ci fermeranno! Non ci piegheranno!”, ha gridato Hasel mentre veniva portato via dagli agenti. 

Il suo arresto ha diviso l’opinione pubblica e la stessa politica che ora deve rispondere alle rivolte popolari che nel nome di Hasél e della libertà di espressione da quasi una settimana tengono in scacco le maggiori città spagnole. Il tentativo di censura ha quindi sortito l’effetto contrario.
Migliaia di giovani hanno dato vita a manifestazioni nate spontaneamente sui social che hanno portato a scene di violenza, culminate con la distruzione della stazione di polizia a Vic, in Catalogna, e la perdita di un occhio per una diciannovenne.

“Si tratta di un amalgama di persone violente e aggressive che, con il pretesto di una legittima manifestazione, causano disordini”, ha dichiarato in conferenza stampa Joan Carles Molinero, capo dei Mossos.

Le frasi incriminate

Trentatrenne, sostenitore dell’indipendenza catalana, Hasél nei suoi testi spiega che non ama essere etichettato ribadendo il suo essere voce degli oppressi schiacciati dal sistema di cui la monarchia spagnola è complice.

Attraverso i social e i suoi video musicali il rapper ha portato avanti per anni la sua lotta contro il “tiranno”. Come nella canzone “Juan Carlos el Bobón”, che senza la “r” fa perdere alla parola tutta la sua regalità trasformandola in “sciocco”. O come l’ultimo video, apparso su YouTube quando Hasél si è barricato all’interno dell’Università, dove si vede l’attuale sovrano Filippo VI inneggiare alla libertà di espressione come fondamento essenziale su cui fondare una democrazia. Un’immagine abbastanza in controtendenza con ciò che sta avvenendo in questi giorni in Spagna. Per questo Hasél canta: Senti tiranno, non ce n’è solo per tuo padre. Che il grido repubblicano trapani il tuo timpano. Amo l’oppresso, odio il regno oppressore”.

Le canzoni sotto processo sono molte di più e sono state pubblicate più di dieci anni fa, dove Hasél inneggiava ai gruppi terroristici del GRAPO e dell’Eta.
La denuncia del rapper riguarda anche la violenza in Spagna soggetta a due pesi e due misure: quella dei prigionieri politici, “trattati peggio degli stupratori”, e quella impunita della monarchia accusando inoltre di ripetute e ingiustificate violenze la polizia.

Al suo fianco si sono schierati personalità di spicco della cultura spagnola. “L’imprigionamento di Pablo Hasél rende ancora più evidente la spada che pende sopra la testa di tutti i personaggi pubblici che osano criticare apertamente le azioni delle istituzioni statali. Siamo consapevoli che se permettiamo a Pablo di essere incarcerato, domani potrebbero venire dietro a chiunque di noi, finché non saranno riusciti a soffocare ogni sussurro di dissidenza”, recita il manifesto firmato da oltre 200 artisti, tra i quali figurano il regista Pedro Almodóvar, l’attore Javier Bardem, il cantautore Joan Manuel Serrat, l’attore Luis Tosar e il rapper Valtony, scappato nel 2018 in Belgio per evitare la fine di Hasel.

La divisione politica

L’arresto del rapper catalano è dunque un elemento di divisione tra le forze politiche. Mentre il ministero della Giustizia non si era ancora mosso per eventuali revisioni della legge sull’anti terrorismo inasprita già nel 2018, la pressione delle piazze ha portato Podemos, appartenente alla minoranza del governo, a dichiarare come stesse completando il proprio “progetto di legge per la protezione della libertà di espressione”. Il ministro della giustizia Juan Carlos Campo ha ammesso la confusione creata da crimini come questo, ma non ha parlato di un’abrogazione totale. “La proposta del ministero considererà che gli eccessi verbali compiuti nell’ambito di manifestazioni artistiche, culturali o intellettuali debbano rimanere al di fuori dell’ambito della punizione penale”, recita una nota del governo. 

Una frattura diventata ancora più profonda dopo che il portavoce di Podemos al Congresso, Pablo Echenique, ha deciso di sostenere apertamente i manifestanti chiedendo di indagare su alcune azioni della polizia, alimentando ancora di più il clima infiammato nelle città spagnole.

Solo pochi giorni fa, nel frattempo, gli indipendentisti hanno trionfato alle elezioni catalane, nel cui parlamento, con 11 seggi si siederanno i radicali di destra del movimento Vox. Un elettorato sempre più distante dal potere centrale di Madrid, cresciuto già dopo il referendum del 2017, che ha portato anche in quell’occasione a scontri cittadini. Un chiaro segno di insofferenza nei confronti della Corona a cui vanno sommate le inchieste di corruzione che riguardano l’ex re Juan Carlos, quello cantato da Pablo Hasél, su cui la magistratura sta indagando e che non possono che aumentare il distacco fra Corona e popolazione.

Continue Reading

Attualità

Eventi ridotti, ingressi crollati e perdite miliardarie: 2020 anno nero per lo spettacolo

Fabio Iuliano

Published

on

Gli eventi ridotti del 69,29%, gli ingressi crollati del 72,9%. Arrivano i dati Siae per lo spettacolo 2020 e appaiono come la certificazione di quello che per l’intero settore, dal cinema al teatro, dalla musica alle mostre, il ballo, lo sport, è stato uno degli anni più neri.

Con la spesa del pubblico che nel confronto con il 2019 è diminuita dell’82,24% ovvero di oltre 4,1 miliardi di euro. Per il settore, sottolinea il presidente Mogol, “per i creatori della felicità che sono i compositori e gli artisti della musica, del teatro, del cinema e della letteratura, nonché per i tanti lavoratori che ne supportano l’attività, un prezzo altissimo”. Mentre il dg Gaetano Blandini parla di “bollettino di guerra” e chiede al governo attenzione “in termini di strategie, programmazione e sostegno finanziario” per un settore, sottolinea, “che contribuisce sensibilmente alla crescita economica del paese”.

MyZona

Leggi anche: Kokura e Chad Vangaalen pubblicano i nuovi album: tutte le info

Numeri impietosi e terribili, che certo non arrivano inaspettati. E che tuttavia fanno se possibile ancora più male quando si nota che a gennaio e febbraio, prima che esplodesse la bomba Covid, il settore appariva florido, anzi in crescita. In particolare il cinema, complice l’uscita nelle sale di Tolo tolo, l’attesissimo blockbuster di Checco Zalone che con più di 7 milioni di spettatori aveva rispettato le aspettative e mantenuto alti gli incassi. Ma pure la musica sorrideva, con gli incassi del botteghino cresciuti del 26,54% . Tant’è, da marzo con il lockdown si è aperto l’abisso, con la scure sui conti di tutti, dal cinema al teatro, dalla musica alla danza, dagli eventi legati ai libri, le fiere, lo sport. La parziale riapertura estiva, pure incoraggiante, non è bastata, tanto più che in tanti sono rimasti ugualmente fermi.

I NUMERI DEL DISASTRO

Quello che ne viene fuori, alla fine, è davvero un bollettino di guerra, la certificazione dell’abisso in cui sono precipitati tutti i settori della cultura e dello spettacolo, dal cinema (- 70,85% ingressi/ – 71,55% spesa al botteghino) al teatro ( -70,71% ingressi /-78,45% spesa botteghino) dai concerti ( -83,19% ingressi/ -89,32% spesa botteghino) allo sport (-77,50% ingressi/ -83,96% spesa botteghino). Una crisi profonda che ha affondato discoteche, sale da ballo e piano bar (- 78,53% ingressi/ – 78,03% spesa botteghino) e colpito circhi e spettacolo viaggiante ( -58,75%ingressi/- 60,74% spesa botteghino) devastato fiere, mostre, esposizioni (-77,90% ingressi/- 76,70 spesa botteghino).

Un disastro reso più grave dalle incognite sul futuro, perché se è vero che ad un anno dal primo lockdown l’emergenza è tutt’altro che superata è vero pure che bisognerà prima o poi fare i conti con tanti mesi di buio. Perché in molti potrebbero non farcela a ripartire. E non solo. “Nel periodo in cui stiamo combattendo una battaglia durissima – ragiona il dg Siae Blandini – è importante capire anche quali conseguenze lascerà questa lunga e difficile fase sulle abitudini delle persone quando sarà possibile tornare alla normalità”. Non basta sperare in un futuro migliore: “Serviranno investimenti, strategie, progetti. Bisogna arrivarci preparati”

Leggi anche: Alle 21.55 Perseverance ha raggiunto Marte. La prima foto

Continue Reading

Attualità

“Swimmer”: al carcere minorile Beccaria di Milano, il valore educativo della musica

Redazione

Published

on

Sin dall’alba dei tempi la musica è un fenomeno a tratti inspiegabile che accompagna la vita degli esseri umani. Che sia a casa, in macchina, ai concerti: la musica è ovunque e allo stesso tempo in nessun luogo. Proprio per questo l’uomo ha imparato a farla “sua” ascoltandola o suonandola a seconda dei suoi bisogni.

Sì, perché la musica è anche un bisogno, quasi un istinto, che spesso ha anche il potere di essere terapeutico. Un esempio più che esplicativo in tal senso è l’iniziativa che prenderà il via a marzo del 2021 presso il carcere minorile Beccaria di Milano.

MyZona

Grazie alla collaborazione di CPM Music Institute e Suoni Sonori, e con il sostegno di Fondazione Cariplo e del Ministero di Giustizia, è nato infatti “SWIMMER – nuotare nel mondo delle emozioni”, un progetto che mira ad educare, consolare e custodire il valore emotivo della persona proprio attraverso la musica intesa come linguaggio non verbale.

Un linguaggio in grado di far percepire ai ragazzi quanto sia importante governare il valore di una delle forze fondamentali per la loro stessa esistenza: la forza emotiva. Una forza che la musica strumentale, in quanto linguaggio fatto di pure intenzioni emotive, è in grado di dare come spiega l’ideatore del progetto Franco Mussida:

Swimmer è frutto di un lavoro di una decina di anni durante i quali si è osservato il rapporto tra la sensibilità degli ascoltatori e ciò che di emotivo veniva trasmesso dalla comunicazione non verbale, ovvero i contenuti e le intenzioni emotive della musica strumentale di ogni genere e stile. I primi laboratori a sperimentare i poteri emotivi dell’intervallo musicale risalgono al 1988, anno in cui per la prima volta in Italia nel Carcere di San Vittore si videro formazioni corali e chitarre nelle celle.

Swimmer è un’evoluzione delle Audioteche del progetto CO2, attivo da oltre 7 anni. A prescindere da me, e dal CPM Music Institute, uno dei massimi facilitatori dei progetti è stato Luigi Pagano, che ringrazio di cuore. Come ringrazio il Ministero della Giustizia, il Provveditore della Lombardia, il Direttore i Direttori del Beccaria e delle carceri con le quali lavoriamo. Il carcere è un luogo in cui ragione ed emotività convivono in modalità incoerente, unitamente ai dolori e alle speranze che lì si vivono e coltivano. Ma è anche un luogo in cui si cercano e si trovano le più improbabili armonie.

Leggi anche: È morto Chick Corea, stella del jazz vincitore di 22 Grammy Awards

Mi piace immaginarlo come un laboratorio di Formula 1, dove tutto ciò che è emotivo si esaspera ed ha bisogno di essere compreso, gestito, governato. La speranza mia, e di chi a questi progetti sperimentali lavora, è che il prodotto educativo che esce da questi luoghi possa essere fruito dal pubblico tutto. A questa opera di presa in carico, e divulgazione delle esperienze maturate, penso debbano contribuire anche le migliori forze della vita civile e pubblica”.

Ma come funzionerà in maniera operativa l’iniziativa? Innanzitutto dal punto di vista logistico il progetto prevede l’organizzazione dei ragazzi in gruppi di lavoro e la creazione di laboratori di ascolto in appositi spazi dotati di computer, router e impianti audio.

Gli incontri di formazione, suddivisi in tappe, saranno tenuti da diversi educatori e dallo stesso Maestro Franco Mussida con l’assistenza degli operatori della Polizia Penitenziaria.

La prima tappa consisterà nella visione di quattro brevi filmati riconducibili a degli stili di nuoto (rana, farfalla, dorso, libero) che saranno associati ad alcuni batteristi alle prese con ritmi legati a generi, cadenze e velocità diverse. Nella seguente il software creato per il progetto chiederà al giovane di selezionare uno fra questi stili in base al proprio piacere momentaneo.

Nella terza tappa verrà richiesta una preferenza di colore e nella quarta invece verrà proposto l’ascolto di brevi brani di sola armonia. Nell’ultima tappa poi si potrà scegliere il genere preferito, per arrivare infine alla sesta e ultima tappa che condurrà all’apertura e alla consultazione dell’audioteca. Un percorso graduale e di crescita dunque, così come quello che si spera possano compiere i ragazzi all’interno della struttura.

In un mondo in cui l’immagine è tutto d’altronde Swimmer intende dare ai giovani proprio l’opportunità di scoprire e sperimentare il valore positivo del suono come codice per la comunicazione emotiva. Solo in questo modo infatti le parole e le azioni, che quei giovani spesso usano per manifestare disagio e rabbia, diventano un nutrimento intimo e positivo che contribuisce a tirare fuori il meglio di sé nel delicato processo di recupero.

Di Giuseppe Albi

Continue Reading

In evidenza