Il fascino immortale di Dorian Gray approda al Teatro Zeta dell’Aquila

L’eterna bellezza, la giovinezza dalla pelle liscia conservata per sempre, il corpo esentato dagli insulti del tempo; le brutture destinate a tutti gli uomini indistintamente, trasferite in un quadro, unica vittima dell’infernale clessidra. Sogno faustiano di impossibile realizzazione e per questo almeno per una volta, concepito e vagheggiato da chiunque, appunto come sogno.

E se succedesse? Quali terrori, quali compromessi estremi, quali baratri di incubi senza risveglio? Difficile raccontare l’impossibile; il genio di Wilde tenta di raccontare i diabolici eventi; Manfridi impavido cerca di andare oltre e di scavare nell’anima dei protagonisti dell’evento inimmaginabile.

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Manuele ed io tentiamo di esorcizzare le paure legate all’evento spaventoso giocando a riproporlo in teatro, unico luogo in grado di reggere l’impossibile, unico luogo in cui un attore, impasto di realtà e sogno diventa uno e tre personaggi confrontandoli, diventando ora l’uno ora l’altro, senza aver paura di presentare la verità di ognuno come la verità assoluta; sempre e comunque in bilico fra lucidità e follia.

Note dell’autore: 

Tre personaggi e una sola storia che, per ragioni diverse, riguarda ciascuno di essi. Henry, Basil e Dorian. Sofisticato e fatuo come un vero dandy, il primo; morboso e solitario, il secondo; vanitoso e perfido il terzo, Dorian Gray, che nel romanzo di Wilde assurge a protagonista assoluto.

In questa reinvenzione drammaturgica dell’opera, invece, il suo ruolo si equipara a quello degli altri due in uno smontaggio della trama narrativa ripensata nei termini di un’indagine processuale. Al centro dell’inchiesta, un mistero dall’intreccio tanto articolato da non essere noto, nella sua interezza, a nessuno dei tre.

Henry, Basil e Dorian si avvicenderanno, così, in una serie di deposizioni corrispondenti ad altrettante visioni dei fatti. A tre punti di vista che, congiunti, offriranno allo spettatore la chiave di questo formidabile enigma, teatralmente concepito come una virtuosistica partitura per attore solista. L’incalzare del ritmo, sempre più marcato nel passare da un movimento all’altro, è tale da far maturare una suspense imprevista, e le atmosfere gotiche in cui matura la vicenda finiranno ben presto con l’assumere i connotati di un noir senza precedenti. 

GIOVEDI’ 15 OTTOBRE ORE 21,00  

al GRAN CINEMA TEATROZETA 

Parco delle Arti – Loc. Monticchio L’Aquila 

Il Caso Dorian Gray  

di Giuseppe Manfridi  

Con Manuele Morgese, regia di Brando Minnelli

(Ripresa della regia di Pino Micol)
musiche originali di Massimo Bizzarri
scene Antonello Santarelli
una produzione: compagnia Teatrozeta 

Al fine di rispettare le restrizioni e le norme in merito al contenimento dell’epidemia da Covid-19, si prega di prenotare telefonando al numero  0862/67335 o al 329/7488830 o inviando una mail all’indirizzo teatrozeta@hotmail.it

Si precisa che come da DPCM  la sala potrà contenere un numero di partecipanti molto ristretto. Sarà data disponibilità all’accesso previa prenotazione ed in ordine cronologico, fino ad esaurimento posti.

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