“Donna Eleonora” di Valeria Valcavi Ossoinack: la storia di una grande amicizia.

“Donna Eleonora” di Valeria Valcavi Ossoinack è un romanzo tutto al femminile in cui si racconta di un profondo legame che si instaura tra una donna di settantasette anni e un’altra che ne ha quaranta di meno.

Sono due personaggi femminili intensi e vibranti, separati dall’appartenenza a diverse generazioni e dall’opposto approccio alla vita ma che trovano un punto di incontro nel dialogo e nella condivisione.

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E proprio sui dialoghi è incentrata questa storia delicata e ironica ambientata nel 1989. La maggior parte della narrazione si svolge infatti durante le conversazioni che le due protagoniste intrattengono giornalmente.

Donna Eleonora è un personaggio dal carattere vulcanico e un po’ spigoloso. Rimasta sola al mondo, ha deciso di trasferirsi in una prestigiosa residenza per anziani che si trova a Bellagio, sul lago di Como .

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«Villa Thalia era un biglietto d’ingresso per il Paradiso. Perché il Paradiso si può comprare. Non è vero che te lo devi guadagnare con una vita di sacrifici e di buone azioni. Quella è una storia inventata dalla Chiesa per far star buoni i poveri. Un biglietto che ben pochi si potevano permettere».

Un giorno che pare uguale a tutti gli altri in un luogo che, benché somigli più a un hotel di lusso che a un ospizio, è comunque dominato dalla noia e dalla passività, Eleonora viene sorpresa da una visita inaspettata.

La figlia di suo cugino Gabriele, emigrato tanti anni prima in America e deceduto da pochi mesi, si presenta al suo cospetto. Francesca sembra emozionata all’idea di conoscere una zia di cui aveva sentito tanto parlare, e che le appare subito molto originale.

Eleonora è infatti brillante e sarcastica, anche se a volte può risultare sgradevole e troppo sfacciata: Francesca ne fa subito le spese, perché l’anziana donna è molto perspicace e già nella loro prima conversazione avverte il tormento interiore della giovane, e non ne fa mistero.

Francesca capisce che la zia si sente molto sola e ha tanto bisogno di parlare: per questo motivo decide di andarla a trovare quasi ogni giorno, portandole un po’ di quella vita che sembra essere stata dimenticata nel luogo in cui ha deciso di confinarsi. Inoltre, Francesca ammette di essere stanca di rapporti superficiali, che lasciano solo «un vago retrogusto di inutilità», e capisce invece che con Eleonora potrà parlare senza filtri e con il cuore in mano.

L’autrice ci conduce quindi nella straordinaria amicizia di queste due donne che, grazie alle parole, guariscono la loro anima e, forse, anche quella del lettore.

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