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“Do They Know It’s Christmas?”: quando la musica di Bob Geldof sfamò l’Africa

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Il 23 ottobre 1984, col mondo occidentale in pieno countdown natalizio, la BBC passa un documentario incentrato sulla grave carestia che in quegli anni devasta l’Etiopia. I reporter inglesi la definiscono come “…una carestia biblica del XX secolo e la cosa più vicina all’inferno sulla Terra”. Più di un milione di persone perde la vita a causa della siccità e dei sanguinosi conflitti interni che lacerano il paese. Il servizio tiene incollati alla TV i sudditi di Sua Maestà che, increduli, scoprono come l’approssimarsi del Natale non abbia per tutti lo stesso significato. Tra gli spettatori ci sono anche Bob Geldof, cantante irlandese e leader dei Boomtown Rats, e la sua compagna Paula Yates, presentatrice televisiva.

La carriera di Bob non attraversa un momento particolarmente brillante e il cantautore irlandese decide di scrivere un pezzo che possa fungere da strenna natalizia. Gli altri membri del gruppo, però, non paiono troppo entusiasti dell’idea e la canzone finisce in un cassetto.

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Venerdì 2 novembre, in occasione di un programma condotto dalla stessa Yates, Bob Geldof incontra gli Ultravox che si esibiranno nel corso dello show. Il frontman della band è quel Midge Ure amico fraterno di Geldof e che, negli anni ’90, entrerà in tutte le case con Breathe colonna sonora di un famoso marchio di orologi. Il pensiero di Sir Bob torna alle immagini della BBC e parlando col collega, spiega di come vorrebbe fare qualcosa di concreto per alleviare le sofferenze dell’Etiopia.

E allora perché non incidere una canzone e devolverne i proventi in beneficienza? Midge Ure (il cui nome sarebbe in realtà “James” ma che trova “Midge” più scottish, nonostante non sia altro che “Jim” letto al contrario), accetta immediatamente. E la sua osservazione non fa una piega: “Se dobbiamo fare beneficienza, dobbiamo fare tutto al risparmio! Ci serve un pezzo nuovo…altrimenti pagheremmo una fortuna in royalties”.

Bob si ricorda di It’s my world, il brano che i Boomtown Rats gli avevano rifiutato: “I got it, fella’ – Ce l’ho, amico!” è la risposta dell’irlandese. Il lunedì seguente Midge Ure si presenta in casa Geldof con una chitarra mezza scassata e in un solo pomeriggio e dopo le opportune modifiche al pezzo, nasce Do They Know it’s Christmas?. A quel punto, però, c’è un grosso problema: come incidere un brano nuovo e farlo uscire entro Natale? Serve assolutamente un produttore. Ancora una volta si fa di necessità virtù.

Bob Geldof contatta Trevor Horn, un musicista britannico che, dopo aver scalato le classifiche con il brano Video Killed the Radio Star, è considerato uno dei maggiori produttori del momento avendo curato gli ultimi tre singoli dei Frankie Goes to Hollywood. La risposta di Horn suona più o meno così: “Hey Bob, l’idea mi piace, ci sto. Facciamo una cosa, conosci i Sarm West Studios a Notting Hill? Sono i miei! Potete usarli gratis il 25 Novembre, però posso darveli solo per 24h visto che dal 26 mi serviranno di nuovo…”. Altra tegola, ma tutto quel che viene è benaccetto.

Casualità vuole che qualche giorno dopo, Bob Geldof sia ospite in BBC Radio per promuovere il suo ultimo lavoro. L’irlandese non accenna minimamente al disco della band ma lancia un accorato appello a tutti i suoi colleghi musicisti affinché prendano parte al progetto. Lo stesso Geldof chiamerà personalmente Sting e Simon Le Bon che accettano, col leader dei Duran Duran convinto si tratterà di un duetto tra lui e il bassista dei Police. “Speriamo bene…” pensa Bob Geldof.

All’alba del 25 novembre, un plotone di fan e giornalisti è schierato davanti all’ingresso degli studi di registrazione e in lontananza si riconoscono alcune sagome che si avvicinano. Ecco Sting e Simon LeBon; le Bananarama arrivano in auto; dall’Irlanda giungono Bono e Adam Clayton. Phil Collins chiede aiuto per portare all’interno la sua batteria. Sì, è arrivato con tutta la sua strumentazione. Ancora, dagli USA arriva Kool & The Gang. Bob Geldof e Midge Ure non credono ai loro occhi. Ci sono George Michael, Tony Hadley e gli Spandau Ballet, Paul Young e gli Status Quo.

Ultimo ma non ultimo, alle 17, tirato giù dal suo letto di New York e spronato a suon di insulti da Bob Geldof a prendere il primo aereo per Londra, arriva Boy George. È un tripudio: David Bowie e Paul McCartney vorrebbero partecipare ma non possono e allora mandano dei messaggi audio che compariranno nel B-Side del disco. Alle 21 in punto, Do They Know it’s Christmas? è registrata e mixata.

Il 3 dicembre il disco viene lanciato sul mercato, debuttando al numero 1 delle classifiche, con la speranza di raccogliere 70.00 sterline. La vendita del singolo congiuntamente all’evento mondiale del Live Aid del 1985, ne fruttò 8 milioni. Più di quaranta artisti prenderanno parte al collettivo musicale più famoso di sempre. Nasce Band Aid. Per senso di pudore e modestia, sia Bob Geldof che Midge Ure non si esibiranno in assoli, ma si limiteranno a partecipare al coro “Feed the world, let them know it’s Christmas time, again – Nutri il mondo, fai saper loro che è ancora Natale”.

Testo originale:

It’s Christmas time, and there’s no need to be afraid
At Christmas time, we let in light and banish shade
And in our world of plenty, we can spread a smile of joy

Throw your arms around the world
At Christmas time

But say a prayer and pray for the other ones
At Christmas time, it’s hard but while you’re having fun
There’s a world outside your window, and it’s a world of dread and fear
Where a kiss of love can kill you, and there’s death in every tear
And the Christmas bells that ring there are the clanging chimes of doom

Well tonight we’re reaching out and touching you

Bring peace and joy this Christmas to West Africa
A song of hope they’ll have is being alive
Why is comfort deadly fear
Why is to touch to be scared
How can they know it’s Christmas time at all

Here’s to you
Raise a glass to everyone
Here’s to them
And all their years to come

Can they know it’s Christmas time at all

Feed the world, let them know it’s Christmas time again
Feed the world, let them know it’s Christmas time again…

Traduzione:

E’ Natale non dobbiamo avere timore
A Natale lasciamo passare la luce e usciamo dall’ombra
E nel nostro mondo di abbondanza
Possiamo diffondere un sorriso di gioia
abbraccia il mondo
A Natale

Ma prega, Prega per gli altri
A Natale è difficile
Ma mentre ti stai divertendo
C’è un mondo fuori dalla finestra
Ed è un mondo di timore e paura
dove un bacio d’amore può ucciderti
e c’è morte in ogni lacrima
E le campane natalizie che suonano là
E’ lo scampanellio del loro tragico destino
così stanotte tendiamo loro le mani

E quest’anno a Natale porta pace e gioia in Africa
Avranno una canzone di speranza per sopravvivere
Perché conforta la paura della morte
Perché non è tempo per avere paura
non sanno che è Natale anche per loro

Un brindisi a te, alza un bicchiere per tutti
Un brindisi a loro e alla vita che verrà
Anche per loro è Natale!

Nutri il mondo
Fa loro sapere che è ancora Natale

Nutri il mondo
Fa loro sapere che è ancora Natale
guarisci il mondo
Fa loro sapere che è ancora Natale
Nutri il mondo
Facciamogli sapere che è Natale
guarisci il mondo
non lo sai che è Natale?

Ha visto cose che voi umani non potreste immaginarvi, gli piace l’odore dei maccaroni al mattino e la sera non va a letto presto. Pensa in fretta quindi parla in fretta, dal Daily Planet a The Walk of Fame, per un’offerta che non poteva rifiutare e la vita è una questione di riflessi. Ogni tanto dà la cera e toglie la cera ma nessuno può chiamarlo fifone. È un bravo ragazzo, beve Martini agitato, non mescolato e la vanità è decisamente il suo peccato preferito.

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Il Pagan Fest resiste e rilancia: il 7 agosto l’appuntamento col folk-metal

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Torna il Pagan Fest! Considerato il successo della passata edizione e per svolgere l’evento in tutta sicurezza, il festival sarà nuovamente nella location open air, suggestiva, incantevole e in mezzo al verde di Arci Laghi Margonara nei pressi di Gonzaga, sempre in provincia di Mantova, a 8 km dal casello autostradale di Reggiolo-Rolo sull’autostrada del Brennero. La capienza è limitata a 450 persone.

Quindi il Pagan Fest sarà molto più del solito concerto e del solito Pagan: oltre a super band italiane di folk-pagan metal apprezzatissime a livello mondiale, vi troverete proiettati in una dimensione surreale antica e pagana. Troverete danzatrici del fuoco e spettacoli, mercato celtico e tante altre sorprese. Ci troverete il meglio del pagan-folk.

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Headliner di questa 4° edizione i fantastici Nani del folk metal Wind Rose, già presenti dell’indimenticabile prima edizione e che da diversi anni calcano i più grandi palchi mondiali facendo saltare migliaia di persone al ritmo delle loro ballate. Negli ultimi due anni sono letteralmente esplosi nel panorama folk mondiale e possono vantare tour e presenze nei principali festival mondiali, grazie all’ultimo album “Wintersaga” per Napalm Records e al singolo con  video “Diggy diggy hole” che vanta più di 25 milioni di visualizzazioni su YouTube. 

Abbiamo poi l’onore di presentare al Pagan il ritorno di una delle più interessanti band del panorama folk metal italico degli ultimi 15 anni, assente dai palchi da 4 anni, infatti tornano i grandi Krampus di Matteo Sisti (fiati Eluvetie).  Un connubio tra metal e musica celtica, chitarre, violino e flauto. La band friulana presenterà i successi di tanti anni, con tour con Eluvetie, Korpiklaani, Wintersun per dirne alcune, e qualche inedito.

E ancora, nel 2004 a Pisa, in Toscana, è nata la banda dei Vexillum,  come parte dello spettacolo, ma soprattutto come rappresentazione della propria passione verso il mondo celtico, nordico e folk, la band mostra il kilt scozzese come “divisa”. I Vexillum sono orgogliosi di presentare il nuovo album “When the good men go to war” , dopo i fasti di “Unum” che li ha portati in tour con band del calibro di Orden Ogan, Eluvetie, Freedom Call, Skalmold e tante altre.

Le ballate inizieranno con il ritorno on stage della band mantovano veronese Duir, che tornano più agguerriti che mai con formazione rinnovata e l’ Ep “Obsidio” che presentarono nel primo Pagan Fest.

Anche in questa edizione del Pagan Fest Elisabetta Simonetti curerà la parte artistica extra concerti con la partecipazione di attori, cosplayer e artisti pronti a intrattenervi nei cambi palco, oltre all’immancabile e incantevole spettacolo del fuoco, grazie alla collaborazione con la Compagnia Ordallegri,  inoltre ci saranno numerosi banchetti con articoli a tema direttamente dai migliori fest folk italiani.

Quindi in alto i corni e brinderemo con ottima birra o con il sublime Idromele artigianale della rinomata ditta Drakon o l’ippocrasso di Ombraluna.

La rinomata cucina di Arci Laghi Margonara vi proporrà risotto alla mantovana e le sue note specialità e sarà attiva anche la paninoteca. Ci sarà la possibilità di campeggio gratuito per i possessori del biglietto d’ingresso (tende o camper) per chi preferisce godersi il fest con la massima calma.

Leggi anche: “Le follie di Lercio diventano uno show: il tour satirico in giro per l’Italia

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Paura per Omar Pedrini, ma il suo sole non resterà spento a lungo

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omar pedrini

“In gergo tecnico ho un (fottuto) aneurisma aortico”. Così, qualche giorno fa, Omar Pedrini – ex leader dei Timoria – aveva motivato il suo ricovero in ospedale. Poi l’operazione, condotta nella clinica Villa Torri di Bologna dal cardiochirurgo vascolare Roberto Di Bartolomeo e dalla sua equipe. L’intervento, come si apprende dai canali ufficiali dello “zio rock”, è riuscito dopo 5 ore. Il musicista ha ripreso conoscenza dopo poco.

Sabato, lo stesso cantante aveva rivolto ai fan un messaggio per rassicurarli, annunciando peraltro di doversi sottoporre all’intervento. Nella foto, il braccialetto del reparto di Cardiochirurgia esibito come se fosse un pass per il backstage. “L’agenzia che cura i miei tour sta già contattando gli organizzatori delle serate imminenti per trovare soluzioni ed io li ringrazio” ha scritto. “Sarebbe stata l’estate della ripartenza e invece resterò un po’ ai box. Ma devo accettare serenamente il mio karma”.

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“Diceva qualcuno – ha aggiunto Pedrini – ‘Un guerriero sa imparare ad amare il suo dolore’. Questo è quanto. La mia volontà è di tornare sul palco quanto prima e riprendere il viaggio con la mia fantastica band, ma ora sarebbe stupido fare programmi o peggio annunci, prima di domani. Ci siamo salutati alla fine del 2019 col vento in poppa, ora dobbiamo essere pronti per volare senza vento. Intanto vi abbraccio forte, almeno da qui e mi raccomando, ‘col pensiero tu, tu stammi accanto!'”

Foto: OmarPedriniOfficial

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Roberto Angelini: a fine giugno al via il tour estivo

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Roberto Angelini annuncia il tour estivo, che partirà il prossimo 28 giugno dall’Auditorium Parco della Musica di Roma. Una manciata di date in cui l’artista avrà l’occasione di presentare dal vivo anche gli ultimi singoli “Incognita”, “Condor” e “L’Era Glaciale”, che hanno fatto da apripista a quello che sarà il suo prossimo disco di inediti, il quinto della sua carriera, in uscita il prossimo autunno. Un ritorno atteso dopo nove anni dal precedente lavoro in studio, “Phineas Gage” (2012).

Leggi anche: “Euro 2020, sport e musica per guardare oltre: esplosione di colori alla cerimonia inaugurale”

Autore, chitarrista e produttore tra i più apprezzati della scena musicale italiana, Roberto Angelini ha attraversato la musica lasciando la propria impronta nelle moltissime collaborazioni intraprese con numerosi artisti. Tra le più recenti, la firma come co-produttore dell’ultimo pluripremiato album di Niccolò Fabi “Tradizione e Tradimento” e quella di produttore del primo disco di Margherita Vicario. E ancora, diversi e importanti progetti paralleli: tra i più fortunati quelli legati a Nick Drake con Rodrigo D’Erasmo – un album, un tour, un documentario – e, non da ultima, la fondazione di un’etichetta indipendente, “FioriRari” con la quale pubblicherà anche il prossimo lavoro. Parallelamente è impegnato in una carriera televisiva ormai quasi decennale, dapprima su Rai3 con “Gazebo” e poi su La7 con “Propaganda Live”.

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I CONCERTI ESTIVI

28 GIUGNO – ROMA, AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA 3 LUGLIO – BOLOGNA, GO GO BO 22 LUGLIO – PRATO, OFFICINA GIOVANI 29 LUGLIO – CALCI (PI), MUSICASTRADA FESTIVAL 5 AGOSTO – CORIGLIANO D’OTRANTO (LE), SEI FESTIVAL

UN PO’ DI BIOGRAFIA

Nato a Roma nel 1975, Roberto Angelini fa il suo esordio come cantautore nel 2001 con l’album “Il Signor Domani” (Virgin). Lo stesso anno partecipa a Sanremo Giovani con l’omonimo brano e si aggiudica il Premio della Critica “Mia Martini”. Nel 2003 pubblica l’album “Angelini” (EMI) che contiene le hit “GattoMatto” e “La Gioia del Risveglio”. Questo disco, molto più pop del precedente, lo fa conoscere al grande pubblico.

Da lì a poco, il cantautore sente l’esigenza di tornare alle origini: rompe il contratto con la EMI e fonda una sua etichetta indipendente, “FioriRari”. Con questa pubblicherà due dischi a suo nome, “La Vista Concessa” (2009) e “Phineas Gage” (2012). Nel frattempo riprende con più interesse l’attività di musicista diventando molto richiesto per il suo personale modo di suonare la lapsteel (Fabi, Silvestri, Gazzè, Planet Funk, Fabrizio Moro, Emma Marrone, Orchestraccia).

Nascono vari progetti paralleli. I più fortunati e longevi sono “Discoverland”, duo fondato con il cantautore Pier Cortese che si diverte a reinterpretare e miscelare brani del passato e del presente, e un duo nato insieme al violinista Rodrigo D’Erasmo per celebrare e divulgare un artista cult come Nick Drake. Da qui prenderà vita un disco, “Pong Moon”, che darà origine a una moltitudine di eventi e collegamenti che perdurano ancora oggi (ad esempio il documentario “Songs in a conversation” diretto da Giorgio Testi, presentato nel settembre 2019 al Festival del Cinema di Roma e tuttora in programmazione su Sky Arte).

Come produttore fa muovere i primi passi nella discografia ad artisti come Margherita Vicario, Andrea Rivera e Luca Carocci. Firma come co-produttore il fortunato e pluripremiato album di Niccolò Fabi “Tradizione e Tradimento” (2019), partecipando anche al lungo tour di presentazione del disco, come membro stabile della band. Come autore scrive il brano “Calore” che lancia, con la vittoria di “Amici” nel 2010 la carriera di Emma Marrone. Dal 2013 consacra la sua popolarità al fianco di Diego “Zoro” Bianchi, dapprima su Rai3 con la trasmissione “Gazebo” poi su La7 con “Propaganda Live”.

Attualmente è al lavoro per ultimare il suo quinto disco da cantautore, in uscita nel 2021 per l’etichetta “FioriRari” e anticipato dal brano “Incognita” e dai singoli “Condor” e “L’Era glaciale”, presentati in numerose trasmissioni. Da Social Club su Rai2 e Radio2 a The Square su Sky Arte, da Radio1 Music Club a Radio2 Prendila così fino a Propaganda Live su La7, passando per Magazzini Musicali su Rai2, Save The Date su Rai5, Luce Social Club su Sky Arte e moltissime altre.

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