Colpo di genio dei Flaming Lips: concerto dentro bolle di plastica per stare a distanza di sicurezza

Un colpo di genio o forse di follia. O forse di entrambi. Fatto sta che i Flaming Lips stavolta hanno davvero sorpreso tutti con un concerto che definirlo sui generis è piuttosto riduttivo. Nel mentre il mondo della musica si interroga sul come ripartire, tra misure di sicurezza tassative e ostacoli tecnici ed economici insormontabili, Wayne Coyne e soci hanno pensato bene di esibirsi dentro bolle di plastica rispettando così le normative in tema di distanziamento sociale.

Lo hanno fatto in occasione del Late Show di Stephen Colbert. La scusa è stata delle migliori: parlare dl nuovo singolo “Flowers of Neptune 6” (che, fra le altre cose, prevede la collaborazione del musicista country Kacey Musgraves) anche se poi non è stato suonato. Il pezzo che invece è stato proposto sul palco è stato “Race for the Prize“, since 1999. Certo, si potrà discutere circa il fatto che il pubblico fosse ridotto, con una presenza di pubblico limitata e quindi gestibile, ma l’idea ci ha fatto sorridere.

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Sarà difficile estenderla, però, sia per il costo che comporterebbe l’acquisto di bolle usa e getta sia per la difficile applicazione su larga scala di un sistema che, al netto della simpatia che può suscitare, è oggettivamente scomodo. Una provocazione che ha sorbito il suo effetto, tornando a fare discutere sul come si potrà tornare a esibirsi di fronte a folle più numerose. In Italia vige il limite dei 1000 spettatori al chiuso e dei 200 all’aperto (almeno fino a nuovi decreti attuativi) sempre da rapportarsi a quelli che sono gli spazi a disposizione.

Per adesso, quindi, di festival neanche a parlarne. Accontentiamoci di piccole esibizioni. E’ l’unico modo per tenere in vita la live music durante il periodo estivo. Adattiamoci, sperando di poter tornare presto sotto il palco.

Foto: Rumore magazine

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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