Cinquantesimo anniversario Bronzi di Riace: Il MArRC festeggia con una mostra fotografica di Luigi Spina

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) festeggia i cinquant’anni dalla scoperta dei Bronzi di Riace con una mostra fotografica di Luigi Spina. L’esposizione visitabile dal 10 agosto al 23 ottobre 2022 rientra nella poliedrica serie di eventi pensati dalla Regione Calabria per celebrare “i due eroi venuti dal mare”.

Una galleria fotografica dedicata ai Bronzi di Riace

Da mezzo secolo esperti e curiosi si pongono interrogativi sulla coppia di statue più famosa al mondo: i Bronzi di Riace. Chi li ha realizzati? Qual è la loro identità? Da dove provengono? Domande ancora avvolte nel mistero, che conferiscono alle due possenti opere ancora più fascino.

Per festeggiare il cinquantesimo anniversario del loro ritrovamento, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) ha allestito “Bronzi di Riace”, una galleria fotografica di Luigi Spina eletto da Artribune miglior fotografo del 2020.

L’esposizione verrà inaugurata mercoledì 10 agosto 2022 alle ore 17 e i visitatori potranno ammirare le eccellenti superfici bronzee da un punto di vista inedito. Nello specifico Sedici fotografie di grande formato (90 x 134 cm) decorano lo spazio della suggestiva scalinata piacentiniana del MArRC, proponendo un dialogo visivo fra le due sculture. La sequenza di otto più otto fotografie, dedicate rispettivamente alla statua A e alla statua B, mette in evidenza un movimento fluido volto a creare pause e ritmo.

Secondo le parole del fotografo: “L’epidermide bronzea, diversa per ciascun soggetto, prende forma, densità e lucentezza, e il chiaroscurale dei corpi si tinge dello spettro multiforme del bronzo che, al variare della luce, mostra superfici corporee che dialogano con l’occhio dell’osservatore”.

I Bronzi di Riace al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

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Un prezioso libro fotografico accompagna l’esposizione

Nel corso dell’inaugurazione verrà presentato al pubblico il libro fotografico “Bronzi di Riace”, quarto volume della collana “Tesori Nascosti” di 5 Continents Editions; Centosedici pagine nelle quali le riflessioni di Carmelo Malacrino e Riccardo Di Cesare si intersecano con la ricerca fotografica di Luigi Spina.

La pubblicazione, che vanta un’edizione italiana, una inglese e una francese, sarà in vendita in tutte le librerie italiane e sul sito dell’editore. Un lavoro corale che oltre a formulare ipotesi intriganti ripercorre anche le fasi salienti del clamoroso ritrovamento.

Era il 16 Agosto 1972 quando Stefano Mariottini, giovane sub romano, fu attratto da un elemento che emergeva dai fondali del Mar Ionio, a 230 metri dalle coste di Riace Marina. Si trattava del braccio sinistro di quella che verrà poi chiamata statua A. I Bronzi furono poi recuperati dal nucleo sommozzatori dei carabinieri tra il 21 e il 22 agosto.

Denominate “A” e “B”, le statue sono alte rispettivamente 1,98 e 1,97 metri e il loro peso, originariamente di stimato intorno ai 400 chili, è stato ricalibrato a circa 160, in seguito alla rimozione della terra di fusione presente al loro interno nell’ambito di alcuni lavori di restauro.

Frontespizio del libro fotografico “Bronzi di Riace”, 5 Continents Editions

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Ipotesi suggestive sull’identità delle statue

Ancora oggi non si conosce l’identità di queste due statue anatomicamente perfette. Alcuni studiosi ritengono fossero guerrieri, altri opliti, altri ancora divinità mitologiche.

Finora l’ipotesi che ha riscosso maggior credito è che i due bronzi provengono da Argo (teoria suffragata dalle analisi sulla terra di fusione), realizzati dallo scultore Pitagora di Reggio intorno al V secolo a.C.

In base a recenti studi del professor Daniele Castrizio le statue potrebbero rappresentare Eteocle e Polinice, figli di Edipo, nel mezzo della loro lotta fratricida. Se così fosse sarebbe sempre più plausibile l’esistenza di un terzo bronzo, parte integrante di un complesso statuario di cinque, il cosiddetto “complesso dei fratricidi”. Una ricostruzione interessante, supportata anche dagli scritti di Publio Papinio Stazio che nell’XI libro della “Tebaide” descrive l’esistenza di cinque statue, segnalate a Roma presumibilmente fino al IV secolo d.C.

Statua A, particolare del volto

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Ulteriori eventi per festeggiare il cinquantesimo anniversario dei Bronzi

Ricerche e ipotesi si susseguono incalzanti da cinquant’anni rendendo i Bronzi di Riace un potente emblema del significato più autentico della ricerca storico artistica: la ricostruzione di un’identità sociale e culturale.

Anche per tali motivi, fino a dicembre, sono previsti eventi musicali, artistici, cinematografici, teatrali e letterari riguardanti i due capolavori bronzei. Nella giornata del 16 Agosto (data del ritrovamento), ad esempio, il Comune di Reggio Calabria renderà omaggio ai bronzi con una suggestiva installazione di video mapping sulla facciata del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Per informazioni e prenotazioni riguardanti i molteplici eventi è possibile consultare i siti web www.cittametropolitana.rc.it e www.bronzi50.it

Statua B, particolare del volto

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Nata a L’Aquila nel 1985, Francesca Massaro consegue la laurea magistrale in Storia dell’Arte nel 2011. Nel 2016 scrive il catalogo della mostra Babele e inizia rapporti di consulenza e critica artistica per artisti aquilani e abruzzesi. Nel 2020 vince il premio letterario Fëdor Dostoevskij- sezione narrativa. Attualmente redige articoli per riviste e siti web del settore e coltiva la sua passione per la scrittura creativa.