Celentano, 82 anni da (anti) rockstar

Musicista, sceneggiatore, scrittore, montatore, opinionista, conduttore tv. Quante etichette potresti assegnare ad Adriano Celentano, 82 anni oggi. Nato il 6 gennaio 1938 a Milano nella via Cristoforo Gluck resa famosa proprio da una sua canzone.

Oggi via Gluck è una strada stretta e lunga, dimenticata, abitata in massima parte da stranieri, arabi e cinesi (ci sono vari centri massaggi). Una strada a senso unico da cui non capita mai di passare, a meno che non si voglia proprio andare lì. “Mia madre”, si è trovato a raccontare, “mi partorì che aveva 45 anni e allora si era considerati ‘vecchi’. Infatti non preparò il corredino dei neonati, diceva che non sarei sopravvissuto. Io iniziai subito a urlare come un disperato per esorcizzare quella ‘profezia’ che forse avevo intuito già nel grembo di mia madre. E non ho più smesso”.

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E dunque, il figlio meno atteso e meno voluto sarebbe divenuto un artista che in quasi sessant’ anni di carriera avrebbe cambiato la musica e per certi versi il costume dell’ Italia del dopoguerra, il modo di comunicare, il modo di fare televisione e spettacolo, guadagnandosi sul campo definizioni assai diverse tra di loro come “Il provocatore”, “Animale da palcoscenico”, “Re degli ignoranti”, “Predicatore”, “Inventore del silenzio mediatico”, “il cretino di talento” e, ovviamente, “Il molleggiato”.

Milano negli anni ‘50 raccoglieva tanti fermenti nuovi, in campo economico, culturale e anche musicale. Il giovane Celentano seppe cavalcare in pieno l’onda cominciando a esibirsi al SantaTecla, all’Ancora e in altri locali che danno spazio ai gruppi nascenti di rock’n roll. I Rocky Boys sono il primo gruppo di cui si ha traccia e di cui ha fatto parte Celentano.

Non solo la musica, ma anche il cinema è stata fonte di grandi suddisfazioni artistiche per Calentano. Il debutto sul grande schermo è precoce. Nel 1959 era nel cast di “I ragazzi del juke box”, un “musicarello” che era in pratica una sfilata di cantanti e canzoni. Ma un anno più tardi ad accorgersi di Adriano fu addirittura Federico Fellini che gli ritagliò una piccola parte nella “Dolce vita”. Nel film il “molleggiato” si esibisce in un locale di Roma dove Mastroianni e la Ekberg arrivano per trascorrere la serata.

Queste alcune delle pellicole che lo hanno visto come protagonista: Serafino (1968) di Pietro Germi; Yuppi Du (1975) che vide Celentano stesso alla regia, così come in Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì (1985). Bluff – Storie di truffe e imbroglioni (1976) di Sergio Corbucci. Lui è peggio di me (1985) di Enrico Oldoini. Mani di velluto (1979), Il bisbetico domato (1980), Asso, Innamorato pazzo (1981), Grand Hotel Excelsior di Castellano e Pipolo.

Ha sposato Claudia Mori nel 1965 anche lei cantante e attrice conosciuta sul set del film “Uno strano tipo”. Precursore di mode musicali, dei temi ambientalisti, anticipatore del ribellismo, Celentano si è dimostrato innovatore anche in campo imprenditoriale: è uno dei primi cantanti italiani a fondare una casa discografica in proprio, scommettendo su se stesso. L’etichetta “Clan” viene registrata nel 1961 ma conosce il suo apice a partire dalla metà degli anni ‘60.

Memorabile l’intervista di Celentano, che non sa parlare inglese, con i R.E.M., assieme ad Asia Argento. Era il maggio 2001: la band di Michael Stipe è in Italia per presentare “Reveal”. Celentano è in prima serata su Rai1 con “125 milioni di cazzate”. Segue il video (da far partire dal 1 ora 2′ 14″). E riuscì anche a far perdere la pazienza a David Bowie.

Oggi è anche il compleanno di Paolo Conte, 83 anni. C’è un filo musicale che collega la storia di Celentano a quella di un altro grande artista festeggiato oggi, domenica 6 gennaio 2019: l’avvocato di Asti infatti è tra gli autori di Azzurro, una delle canzoni più amate portate al successo dal Molleggiato. In questa giornata dell’Epifania cade anche il compleanno di Filippo Neviani (48 anni) in arte Nek, nato il 6 gennaio 1972 nella sua Sassuolo.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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