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Casa Azzurri: parterre di musicisti e attori ad accompagnare gli Europei

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La musica dei Negramaro, protagonisti del primo dei cinque concerti live in programma, ha accompagnato l’inagurazione di “Casa Azzurri”, la struttura che dal 1998 accompagna l’Italia in occasione dei grandi tornei internazionali. Da oggi “Casa Azzurri”, apre per la prima volta le sue porte al pubblico con una lunga serie di eventi che ogni giorno fino al 20 giugno, dalle 12 a mezzanotte, terranno compagnia a tutti i tifosi della Nazionale, attesa tra due giorni allo Stadio Olimpico al debutto ad Euro 2020. L’appuntamento quotidiano è al PratiBus District di Roma.

Un Campionato Europeo da vivere attraverso i maxischermi che trasmetteranno tutte le gare dei gironi, compresi i tre match della Nazionale contro Turchia, Svizzera e Galles. Calcio e musica è da sempre un binomio vincente e lo sanno bene anche gli speaker di Radio Italia, che coinvolgeranno il pubblico con divertenti giochi a premi su temi musicali e calcistici. E la musica sarà protagonista a “PratiBus District” grazie ad alcuni interpreti della canzone italiana.

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Dopo i Negramaro, nei prossimi giorni saliranno infatti sul palco di ‘Casa Azzurri’ anche Alessandra Amoroso (11 giugno), Nek (15 giugno), Virginio (16 giugno) ed Ermal Meta (19 giugno).

Parterre di vip importanti anche per la terrazza del Pub Azzurri, rigorosamente Peroni. Qui dove Furio e Giorgio del Trio Medusa, le voci ufficiali dell’evento nel corso di tutto il format, insieme a Danilo da Fiumicino, in veste di inviato sul campo, saranno i padroni di casa e accoglieranno gli ospiti in uno show di intrattenimento da seguire direttamente sui canali social (Instagram) del brand e dei presentatori stessi.

Getty for FIGC

Per tutte le tre partite della fase a giorni (l’11, il 16 e il 20 giugno), il format sarà ospitato all’interno di “Casa Azzurri”: qui i conduttori realizzeranno il takeover del profilo Instagram di Peroni e, in live streaming, presenteranno i loro ospiti protagonisti della diretta. Non solo tifosi scelti tra gli ospiti di Casa Azzurri, che saranno invitati a superare le loro differenze (sportive e non!) brindando con una Peroni Cruda, ma anche una coppia di ospiti celebri, anch’essi divisi dal tifo ma uniti da Peroni.

Tra i volti noti che si alterneranno e che accompagneranno Peroni in questa avventura ci saranno Elenoire Casalegno, Melissa Satta, Filippo Bisciglia, Salvatore Esposito, Laura Chiatti e Francesco Arca. I personaggi Vip, tutti diversi tra loro nelle esperienze e nel tifo e che sono stati scelti proprio per le loro differenze, verranno ospitati in una Instagram Live Room nei pre e post partita della fase a gironi e racconteranno emozioni e curiosità sul loro tifo e non solo.

Nel corso del match, inoltre, gli host seguiranno la partita via Instagram Stories con un racconto di ‘backstage’ sulle emozioni e reazioni che emergeranno nel corso della partita. Al termine della partita, ovviamente ci sarà il commento a caldo con una Peroni Cruda per festeggiare (o dimenticare): è questo il momento più importante, quello del Peroni Terzo Tempo, dove non conta il risultato ma lo stare insieme, superando le differenze e brindando.

Ed è proprio un brindisi quello che Peroni proporrà alla propria community, lanciando #UnaPeroniCon, ovvero un invito a condividere, attraverso foto, messaggi o audio, con chi si è bevuto durante la partita, quella persona così differente da noi, il nostro opposto ma con cui ci si è sentiti uniti brindando con una Peroni Cruda. I contributi più interessanti saranno poi condivisi da Peroni nelle giornate successive.

L’inaugurazione di Casa Azzurri – foto: Getty for FIGC

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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Springsteen riapre Broadway, ma non si entra senza vaccino

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Bruce Springsteen riapre Broadway in un “one man show” riservato però solo alle persone che potranno provare di aver fatto il vaccino. Si tratta di una nuova edizione del suo spettacolo autobiografico, in programma dal dal 26 giugno e fino al 4 settembre.

Springsteen on Broadway” aveva debuttato nel 2017 sulla “lunga strada bianca” ed era stato prorogato tre volte fino alla fine del 2018. Il prezzo dei biglietti, come riporta l’Ansa, è compreso tra i 75 e 850 dollari.

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Leggi anche: Springsteen a Milano nel 2022?

“Springsteen on Broadway”, disponibile anche su Netflix, è al momento il primo spettacolo a riaprire a Broadway dopo i lunghi mesi del lockdown, ma non il solo concerto in persona in programma nelle prossime settimane. I Foo Fighters hanno annunciato che il 20 giugno riapriranno il Madison Square Garden, mentre gli Strokes suoneranno il 12 giugno a Irving Plaza. In entrambi i casi, come per Springsteen, l’accesso sarà consentito solo a persone protette dal vaccino.

Photo by Jose Antonio Gallego Vázquez on Unsplash

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Cento anni di Chanel N°5, l’essenza di donna

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“Lancio la mia collezione il 5 maggio, quinto mese dell’anno, lasciamogli il numero che porta e questo numero 5 gli porterà fortuna“.

A distanza di ben 100 anni possiamo ufficialmente dire che il sesto senso di Mademoiselle Coco aveva proprio fatto centro.  Era il 5 maggio 1921 quando Gabrielle Bonheur Chanel – conosciuta come Coco per la canzone con cui si esibiva nei cabaret durante nel breve tentativo di diventare cantante – rivoluzionava l’industria profumiera con il suo Chanel N°5

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La fragranza scelta da Coco è quella nella quinta boccetta d’essenza di prova di Ernest Beaux: al chimico che sarà conosciuto come “le nez de Chanel” la giovane stilista francese aveva chiesto “nessun olezzo di rose o mughetto” ma “un profumo elaborato, che resti addosso”.

Così nasce “un profumo da donna che sappia di donna: non più l’essenza di un solo fiore come da tradizione, ma un bouquet di oltre 80 ingredienti diversi, una fragranza decisa, elegante ed intraprendente, che le ricordasse l’odore delle mani di sua madre – lavandaia della Provenza-, che non durasse qualche minuto ma che aderisse alla pelle e permettesse ad una donna di lasciare dietro di sé una scia forte come la sua personalità. Con questo scopo, Beaux è stato uno dei primi cinque della storia a creare un profumo sintetico utilizzando l’aldeide 2-metil-1-decanale, additivo privo di odore ma capace di accentuare gli altri. 

Composizione di Chanel N°5

Testa: aldeidi, bergamotto, limone, neroli

Cuore: gelsomino, rosa, mughetto, iris

Fondo: vetiver, sandalo, vaniglia, ambra

Inizialmente la nuova invenzione della Chanel, in una boccetta di vetro (o raramente di cristallo) in stile minimalista, semplice, geometrico e razionale (adattandosi alle correnti artistiche degli anni ’20), non era acquistabile ma un premio, un oggetto del desiderio: era un omaggio per le migliori clienti della sua boutique in 31, rue Cambon di Parigi. Una volta immesso sul mercato, divenne un bene di lusso ma essendo distribuito esentasse negli spacci militari statunitensi della II guerra mondiale, si diffuse in tutto il mondo divenendo uno dei simboli della rivoluzione messa in atto da Chanel. 

La giovane Coco che diede il suo nome alla famosa boccetta, mentre si preparava ad essere costumista dell’Antigone di Jean Cocteau e per la prima volta tagliava i suoi lunghi capelli bruciati da un fornello ignara di lanciare la moda alla garçonne, non era ancora consapevole di contribuire ad una delle più grandi rivoluzioni culturali del XX secolo: iniziando da un negozio di cappelli semplici e delicati (in paglia e nastri, completamente in contrasto con quelli di moda nella Belle Époque) renderà la donna libera e viva.

Con lo scoppio della guerra, la donna non può più essere un manichino da vestire, una bambolina da spostare, ma è dinamica, attiva, indipendente e lavoratrice: la Chanel le dà la possibilità di muoversi e di sentirsi comoda senza perdere l’eleganza e la sobrietà. Ed è così che crea le giacche e i pantaloni da donna, le gonne sotto al ginocchio, usa il jersey e il tweed scozzese, introduce lo stile alla marinara e il contrasto tra bianco e nero, fino ad inventare l’ineguagliabile petite robe noire.Il profumo che oggi festeggia un secolo è stato consegnato al mito da testimonial come Catherine Deneuve, Nicole Kidman, Audrey Tautou, Carol Bouquet, Lily-Rose Depp, Brad Pitt, Marion Cotillard e soprattutto dalla celebre frase di Marilyn Monroe: “Cosa indosso a letto? Che domande, Chanel N° 5, ovviamente”.

di Sara Paneccasio

Photo by Jonathan J. Castellon on Unsplash

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Andy Warhol, curiosità e aneddoti di uno degli artisti più influenti del XX secolo

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Pittore, scultore, grafico, sceneggiatore, scrittore, musicista, fotografo, regista: Andy Warhol, scomparso a New York il 22 febbraio 1987, è stato un poliedrico artista, icona e leggendario padre della pop art, nonché uno dei più influenti e avanguardisti artisti del XX secolo. In occasione del 34esimo anniversario della sua scomparsa, l’Ansa ne ha tracciato un ritratto. Eccentrico, stravagante e vanitoso, Andy Warhol è soprattutto uno degli artisti più famosi di tutti i tempi, ossessionato dalla riproducibilità dell’arte e spinto dal desiderio di rendere popolare ogni espressione artistica.

Conosciamo la sua vena artistica, i celebri laboratori Factory, i quadri conservati al Museum of Modern Art di New York ma ci sono alcuni episodi della sua vita e alcune curiosità che non tutti conoscono e che, invece, ne accrescono l’originalità. Andy Warhol – questo era il suo vero nome – nacque a Pittsburgh, in Pennsylvania, da una famiglia di emigranti slovacchi che non registrò mai ufficialmente in ospedale la sua nascita.

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Sui documenti, infatti, risulta che l’artista è nato il 6 agosto 1928 ma in realtà pare che Warhol cambiasse a piacimento la sua età, inventando storie sulla sua infanzia quando parlava con i giornalisti. A 8 anni contrasse la malattia di Huntington, un morbo genetico neurodegenerativo che lo costrinse a letto per molto tempo. Per questo motivo il giovane “Candy Andy”, così soprannominato dalla mamma per la sua passione per le caramelle, passò la vita temendo in modo ossessivo ospedali e medici.

Un’altra ossessione erano i difetti fisici: per nascondere la calvizie e per esorcizzare lo scorrere del tempo indossava parrucche grigie e argentate; mentre per allenare gli occhi pigri portava occhiali opachi con lenti forate e, più tardi, scure. Timido, impacciato e smagrito indossava sempre jeans, T-shirt e giacche di pelle, influenzando – suo malgrado – la moda underground.

Nel 1949 Warhol, squattrinato, viveva a New York in un seminterrato infestato dagli scarafaggi; quando si presentò a un colloquio di lavoro con Carmel Snow, potentissima fashion editor di “Harper’s Bazaar”, dal book di presentazione sbucò uno di quegli insetti; la Snow, impietosita dal ragazzo, gli permise di collaborare al giornale. O almeno questo è ciò che raccontò Warhol alla stampa quando gli chiesero della sua prima esperienza lavorativa.

Nel 1959 con l’amica decoratrice di interni Suzie Frankfurt scrisse e illustrò il libro di cucina Wild Raspberries che prendeva in giro il genere dei serissimi testi francesi di gastronomia. Nell’originale libro appaiono ricette come l’omelette Greta Garbo, l’iguana andalusa arrostita e Gefilte – tipico antipasto della cucina ebraica – di “pesci in lotta”.

“Ognuno, in futuro, avrà sempre i suoi 15 minuti di celebrità”

andy Warhol

In quell’anno l’artista viveva in una casa a schiera al 1342 di Lexington avenue in compagnia di 25 gatti siamesi, tutti di nome Sam, eccetto una che si chiamava Hester. Appassionato di tecnologia nell’appartamento, che era privo di mobili, l’artista amava circondarsi di registratori, apparecchi televisivi e radiofonici che teneva rigorosamente accesi, forse per riempire una solitudine spesso insopportabile. L’abitazione, secondo ciò che dicevano gli amici che la frequentavano, era strapiena di cianfrusaglie, di giocattoli, scatole vuote di prodotti da supermercato, di dischi e riviste cinematografiche, a dimostrazione di quanto Warhol fosse un accumulatore compulsivo.

Nel 1962 Andy Warhol prese in affitto la caserma dei pompieri dismessa al 158 East 87th street di New York per 150 dollari al mese: trasformò il secondo piano in studio dove creò alcuni dei suoi primi lavori.

In quegli anni a Tribeca l’artista frequentava Mr Chow, un ristorante cinese al 121 di Hudson street, che trasformò poco alla volta in una galleria d’arte dove artisti emergenti e amici di Warhol esponevano le proprie opere. Sulle pareti ci sono ancora quadri, tra cui una serigrafia di Warhol dello stesso Mr. Chow. Nonostante la sua timidezza, da vero divo pop negli anni ’80 comparve più volte in Tv; fece addirittura la guest star in una puntata del celebre telefilm “Love Boat”. Warhol amava attivare i ricordi usando le fragranze: per questo motivo cambiava il suo profumo ogni tre mesi. Durante la sepoltura, raccontano gli amici, uno di loro svuotò sulla sua tomba un flacone di “Estée Lauder Beautiful”, dall’intenso aroma floreale.

L’artista morì per una operazione alla cistifellea nell’ospedale di New York nel 1987, ma quella non fu la prima volta: nel 1968 era già stato dichiarato clinicamente morto a seguito di un colpo di pistola sparato da Valerie Solanas, un’attivista femminista, dopo che Warhol respinse una sua sceneggiatura. Miracolosamente poi si riprese, ma mai veramente dalle proprie paure. 

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