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Cinema

Ritorno di fiamma tra Brad Pitt e Jennifer Aniston? Il party natalizio riaccende le luci sulla love story

redazione

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Brad Pitt, uno tra gli attori più amati delle ultime decadi, compie oggi 56 anni, anche se a vederlo non si direbbe. Che abbia bevuto l’elisir dell’eterna giovinezza è cosa ormai nota, così come il fatto che il personaggio di Benjamin Button gli calzi a pennello. Non invecchia, ringiovanisce. E quel fascino che lo ha reso tra gli uomini più sexy al mondo non solo non risente del decorrere inesorabile del tempo ma, se vogliamo, si rinnova con innata semplicità.

“Seven”, “L’esercito delle 12 scimmie”, “Sette anni in Tibet”, “Vi presento Joe Black”, “Fight Club”, “The Snatch”, “Troy”, “Spy Game”, “Burn after reading”, “Bastardi senza gloria”, “Fury”, “C’era una volta a Hollywood”, “Ad Astra”, sono solamente alcune delle pellicole che lo hanno reso immortale.

Cinema e gossip: binomio spesso inscindibile che nel caso di Pitt lo è ancora di più. Delle sue relazioni con Jennifer Aniston e Angelina Jolie si è detto di tutto. O forse non tutto. E’ di queste ultime ore la notizie che la celebre star di Friends abbia invitato l’ex marito al proprio party di Natale. Una festa per pochi intimi, con alcune star come Tom Hanks e Kate Hudson, dove il protagonista principale è stato il divertimento sotto il vischio. E chissà che, lontano dal vischio e dalle luci della serata, non sia accaduto anche altro.

Tra i due l’amore sbocciò alla fine degli anni ’90 e culminò il 29 luglio del 2000 quando si sposarono a Malibù. Relazione che terminò cinque anni più tardi quando Pitt venne scoperto in Kenya con Angelina Jolie. Non molto tempo dopo venne ufficializzato il rapporto. A farlo fu proprio la Lara Croft di Tomb Raider che ammise di essere in dolce attesa dell’attore.

Cinema

Coronavirus: è morto Andrew Jack, il maggiore Ematt di Star Wars

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Era noto per aver interpretato il maggiore Caluan Ematt nella saga di Star Wars, negli episodi “Il risveglio della forza” del 2015 e “Gli ultimi Jedi” del 2017. Andrew Jack è morto ieri, in Inghilterra, stroncato dal Covid-19, diagnosticatogli tre giorni prima del decesso, quando ormai era troppo tardi. Le complicazioni respiratorie e la conseguente infezione polmonare sono risultate fatali.

Lo ha reso noto il suo manager, Jill McCullough, che ha sottolineato come, a causa del virus, non ha potuto salutare l’ultima volta l’amata moglie, Gabrielle Rogers, anche lei attrice. Scene che purtroppo conosciamo bene anche qui in Italia.

Come riportato anche dal Corriere della Sera, la stessa Rogers ha voluto scrivere un saluto d’addio sui proprio account social media. “Ad Andrew Jack è stato diagnosticato il coronavirus due giorni fa. Non provava dolore e se ne è andato via pacificamente sapendo che la sua famiglia era tutta con lui“.

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Cinema

Coronavirus: Tom Hanks e la moglie hanno sconfitto il virus

redazione

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Tom Hanks e la moglie, Rita Wilson, avrebbero sconfitto il Coronavirus. Dopo i quindici giorni di quarantena obbligatoria, necessaria per aver rivelato di aver contratto il virus mentre era in Australia per girare il suo ultimo film, ieri è tornato a casa, a Los Angeles. A darne notizia è Just Jared, sito di gossip a stelle e strisce.

L’attore e la moglie avrebbero dunque passato indenni la prova del tampone, quello che, in questa circostanza, avrebbe accertato la positività al Covid-19. Ma fortunatamente sembra essere risultato negativo e, in virtù di tale possibilità, Hanks ha potuto prendere l’aereo e tornare negli Stati Uniti.


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Cinema

Edoardo Pesce è Alberto Sordi nel film tv che omaggia l’artista romano

“Permette? Alberto Sordi” racconta i vent’anni in cui il giovane Sordi è diventato l’Albertone nazionale, colui che “non ci ha mai permesso di essere tristi”

Antonella Valente

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“Permette? Alberto Sordi” è un film che festeggia ‘Albertone nazionale’ a cento anni dalla sua nascita.

La Rai rende omaggio ad uno dei più illustri attori del cinema italiano con un film tv in onda oggi in prima serata su Rai1 a partire dalle 21.
Con la regia di Luca Manfredi, figlio del celebre Nino, ad interpretare il ruolo di Alberto Sordi troviamo Edoardo Pesce, attore romano vincitore del David di Donatello come attore non protagonista in “Dogman” di Matteo Garrone.
La pellicola racconta i 20 anni della formazione di Sordi come uomo e come artista. Parte, infatti, dal 1937 quando venne escluso dall’Accademia dei filodrammatici di Milano a causa della sua particolare candenza romana. Tornato nella capitale, gli venne affidato da esordiente il doppiaggio di Oliver Hardy, della coppia Stanlio e Ollio, e pian piano iniziò a lavorare nel varietà e nelle radio.
Diversi incontri importanti hanno segnato gli anni della formazione di Sordi, a partire da Andreina Pagnani, già allora diva della prosa e del doppiaggio, senza dimenticare la vicinanza di un giovane regista quale Federico Fellini che sognava di fare cinema o di Vittorio De Sica.

Il film descrive gli amori, le amicizie, le ambizioni e la determinazione di un artista che sarebbe diventato famoso in tutto il mondo, uno degli attori più accreditati e richiesti dal cinema italiano. Sordi non si accontentò di fare il doppiaggio, voleva mettere la sua faccia sul grande schermo.


“Credo di essere stato capace di rendere l’idea di un Alberto Sordi più giovane e sembra che siamo riusciti a consegnare un affettuoso omaggio a questo grande artista per il suo centenario – dichiara Edoardo Pesce – la romanità che ho dato è la stessa che ho vissuto nella mia famiglia che è romana da oltre quattro generazioni. In casa si è sempre parlato romano, in maniera dialettale e bella, con quella romanità che può essere definita quasi poetica. Non il romanaccio, diciamo, odierno. Quella romanità musicale che si rifaceva ad Aldo Fabrizi, Proietti, Petrolini, Alberto Sordi stesso, che ho riproposto in questo film anche senza troppa fatica”.

“Penso di aver messo molto di me in questo personaggio – continua Pesce – Mi sono approcciato ad Alberto Sordi non come persona ma come personaggio e maschera della nostra cultura e commedia, come farebbe un napoletano con la maschera di Pulcinella. Ecco io ho indossato quella di Sordi con la sua musicalità, tono ed espressione. Ho seguito il consiglio del mio amico Marcello Fonte e il giorno del compleanno di Alberto, il 15 giugno, sono andato sulla sua tomba al Verano a portargli dei fiori e gli ho detto “Signor Sordi, lei di brutte figure non ne fatte mai, speriamo non ne faccia fare anche a me!”.

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